“Il nostro primo mese ad Haiti”

Continua il progetto di affiancamento di personale italiano allo staff dell’Ospedale St. Damien in Haiti.

Da un mese circa sono operative le ostetriche Silvia e Sofia, una in triage e l’altra in sala parto, che raccontano il loro primo impatto con questa realtà:

Siamo arrivate qui il 28 gennaio e ci siamo trovate immerse nella realtà di Villa Francesca, la guest house dei volontari di NPH: un ambiente molto confortevole e familiare, dove i giorni trascorrono tranquilli. Fin dal secondo giorno siamo entrate in contatto con la realtà ospedaliera del Saint Damien e di N.P.H., grazie alla visita in compagnia di Roselyn, la nostra referente di progetto qui in Haiti.

Dal lunedì successivo abbiamo iniziato l’affiancamento al personale haitiano nel reparto di maternità, rispettivamente una in triage e una in sala parto. Nonostante l’ambiente tranquillo, le difficoltà iniziali non sono mancate, soprattutto per quanto riguarda la lingua, aspetto che però migliora di giorno in giorno. In ospedale abbiamo avuto e avremo molte occasioni di conoscere una realtà culturale e professionale diversa dalla nostra, guadagnando esperienze umane e lavorative uniche.

Stando qui abbiamo anche l’opportunità di conoscere tante storie di donne, come G. di 45 anni che al momento sta portando avanti una gravidanza ma che ha avuto il suo primogenito 24 anni fa e, da allora, ha affrontato altre due gravidanze entrambe caratterizzate da una grave condizione patologica, il male eclamptico , condizione rara in Italia ma molto frequente qui in Haiti.

G. ha perso entrambi i suoi due bambini e ora, in qualche modo, sente di rivivere il passato, a cui si somma l’apprensione per l’età avanzata per una gravidanza (la speranza di vita media ad Haiti è intorno ai 65 anni). 

G. è stata accolta nel progetto maternità sicura, sostenuto e promosso dalla Fondazione Francesca Rava NPH Italia dove, oltre all’aspetto clinico, le viene riservato anche ampio spazio per l’ascolto. In questo progetto si cerca di dedicare spazio anche alla pianificazione familiare, un argomento molto delicato per le donne haitiane ma con un forte impatto sulla loro vita.

Sebbene questa storia sia molto personale, in realtà è una realtà vissuta da moltissime donne haitiane, per le quali la maternità non è una gioia certa, ma un qualcosa di non scontato, che va vissuto giorno per giorno (una piccola curiosità sulle consuetudini haitiane è l’usanza di non decidere il nome del nascituro durante la gestazione per darlo al momento del parto ma circa una settimana dopo).

Nei week end abbiamo visitato la Casa orfanotrofio NPH a Kenscoff, partecipando ad attività con i ragazzi.

Abbiamo, inoltre, iniziato a frequentare la clinica di Saint Joseph, sempre situata a Port au Prince, dove i volontari prestano aiuto al personale haitiano in base alle esigenze e alle capacità individuali e professionali di ognuno. Questo sito ci è particolarmente caro per il suo valore umano e umanitario.

Questo è il riassunto del nostro primo mese.

A presto”

Silvia e Sofia

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