Pasqua per aziende e privati in aiuto ai bambini colpiti dalle emergenze uragano in Haiti e terremoto in Centro Italia.

UOVA DI CIOCCOLATO, COLOMBE, PELUCHE PER BAMBINI, PRODOTTI TIPICI DEL CENTRO ITALIA IN AIUTO AI BAMBINI COLPITI DA DUE GRANDI EMERGENZE: IN HAITI DALL’URAGANO MATTHEW E IN CENTRO ITALIA DAL TERREMOTO.

SFOGLIA QUI IL CATALOGO. I prodotti sono disponibili da noi in Fondazione, siamo in V. Le Premuda 38/A a Milano (Mercatino di Pasqua aperto dal 27 marzo, da lunedì a venerdì, dalle 10 alle 18), sono prenotabili chiamando lo 02.54122917 oppure una selezione è prenotabile online.

Colombe di grande qualità firmate Giovanni Cova & C. da 1 kg, per soddisfare tutti i gusti:

>Colomba classica, con scorzette d’arancia all’interno e glassa con mandorle e granella di zucchero all’esterno.

>Colomba ricoperta di cioccolato e golosa farcitura al cioccolato fondente.

>Colomba con farina integrale e more per un gusto fresco e nuovo.

Donazione minima € 17,00.

_DSC8945

UN UOVO PER HAITI

Uovo al cioccolato al latte o fondente 350 gr

Donazione minima € 10,00

PASQUA PER I BAMBINI

Baby peluche con cioccolatini fattoria e ovetti ai cereali misti, 100 gr.

Donazione minima € 8,00.

_DSC8982
PASQUA PER TUTTI

Vasetti Primavera in latta dai colori pastello con ovetti di cioccolato ripieni misti 200 gr. Donazione minima € 9,00.
_DSC8975


6 Uova confettate al cioccolato fondente in classico portauova
. Donazione minima € 12,00

_DSC9009


Ciondolo e bracciale Albero della Vita di Bronzallure MILANO

Gioiello ispirato a un soggetto ricorrente dell’arte haitiana, l’Albero della vita, a sostegno della clinica medica di Wharf Jeremy in Haiti.

Ciondolo, a forma di cuore o cerchio, in lega Golden Rosé, con collana a catena. Donazione minima € 139.

Bracciale con charm a forma di cuore. Donazione minima € 109.

Personalizzazione e servizi per le aziende

Tutti i doni sono accompagnati da un cartiglio raffigurante l’albero della vita, disegno originale haitiano, che spiega la scelta solidale. I doni possono essere personalizzati con il logo dell’azienda sul cartiglio o su un attestato augurale. Chiamateci per organizzare un mercatino solidale presso la vostra sede, tel 02.54122917.

NPH_mail_pasqua2017

Martina, specializzanda di Varese al St. Damien.

Martina, xxx anni, è un medico di Varese specializzanda in pediatria che per tre mesi affiancherà in Haiti lo staff medico dell’Ospedale St. Damien in Haiti.
I primi giorni sono stata a Kenscoff, la Casa orfanotrofio che c’è in montagna, per la messa del mattino e ho fatto un giro della città. Sono anche andata a trovare Alfonso, un bambino che era stato ricoverato al St Damien per essere operato per appendicite e che adesso sta bene.
Kenscoff è un posto meraviglioso: la messa cantata dai bambini è stata molto emozionante. Ho poi concluso la giornata alla Baby House St Anne, giocando con i bambini più piccoli e imparando un po’ di creolo. 
IMG_1260
IMG_1070
I primi giorni ho lavorato poi nel reparto di Pronto soccorso, che mi è sembrato molto diverso dal reparto di area critica. Il lavoro è meno organizzato, probabilmente per la grande affluenza di pazienti, e si fa molta fatica a gestire i casi che si presentano. Ciononostante, è stata un’esperienza positiva. 
Ora sto affiancando gli specializzandi Haitiani, lavoro dalle 7 alle 17 in Area Critica.
Purtroppo il primo giorno abbiamo avuto tre perdite, tre bambini di meno di un anno, in seguito a infezioni disseminate. E’ stata dura accettare la morte di quei bambini.
Ho poi lavorato insieme a Laura, volontaria italiana, che è stata con me perché la mamma di una bimba di 23 giorni aveva finito il latte (la bimba non veniva attaccata al seno da una settimana per un’operazione all’intestino). Laura le ha insegnato come stimolare la lattazione e siamo riuscite a recuperare il latte. E’ stato molto gratificante poter lavorare insieme per il benessere di una bimba. 
Vi racconto anche qualche storia, la bambina con il vestitino azzurro nella foto sotto ha avuto problemi di malnutrizione su cui ha sviluppato una gastroenterite acuta e disidratazione. La mamma era ricoverata in ospedale in gravi condizioni e si occupava di lei il suo papà, che però ha fatto un incidente in moto ed è stato ricoverato. Nel reparto delle Urgenze nessuno riusciva ad occuparsi appieno di lei così io insieme ad altre volontarie abbiamo fatto i turni ogni 3 ore per allattarla. La bimba è stata dimessa settimana scorsa quando il suo papà, con un braccio rotto, è potuto venire a prenderla. 
IMG_1161
La bambina con il vestito colorato di quest’altra foto, invece, ha la tubercolosi miliare e la fibrosi polmonare, in attesa di trapianto. E’ stata abbandonata in ospedale e adottata.
IMG_1198
Il bambino che sorride è un maschietto di 6 mesi, ricoverato per polmonite e malnutrizione, guarito benissimo dall’infezione polmonare e attualmente ricoverato nella sala Pallone per rimettere il peso che ha perso durante la malattia. Quando è arrivato pesava 2.1 kg, adesso supera i 4 kg. 
IMG_1152
IMG_1215

La storia del piccolo Olson, curato al Cancer Center dell’Ospedale St. Damien


Olson, 6 anni, è arrivato alle porte dell’Ospedale St. Damien nel 2015. Soffriva di rabdomiosarcoma addominale, una forma aggressiva di tumore maligno.

Quando è arrivato per la prima volta era un bambino triste e scoraggiato a causa della sua malattia. Prima di arrivare al St Damien aveva visitato diversi ospedali ma non erano stati in grado di trovare una cura.

olson 2olson

Olson quando è arrivato al St Damien nel 2015.

Olson, da allora, ha subito tre interventi chirurgici, cicli di chemioterapia e radioterapia. Per la radioterapia è dovuto andare nella vicina Repubblica Dominicana poiché questo tipo di trattamento non è purtroppo ancora disponibile in Haiti. Olson e suo padre hanno passato lì 60 giorni e in poco più di un mese e mezzo ha ricevuto 28 cicli di radioterapia e 33 di chemioterapia. Secondo suo padre la radioterapia non ha funzionato bene e a metà dicembre pensava che il figlio non sarebbe tornato in Haiti a causa delle pessime condizioni in cui versava. Fortunatamente le sue condizioni si sono poi stabilizzate e sono tornati ad Haiti.

Olson è stato nuovamente in cura per un breve periodo al St. Damien, è stato poi dimesso ed è tornato nella sua città natale, Jacmel.

Le sue condizioni ora sono stabili, la sua salute è migliorata e con suo padre ogni tre mesi torna al St. Damien per effettuare check ups di controllo.

Olson mangia ed è felice. Frequenta la prima elementare e, secondo suo padre, è un bambino molto intelligente a cui piace studiare e giocare.

olson ora 2olson ora

Olson oggi. Sta meglio ed è un bambino felice.

La Dott.ssa Gassant, primario di oncologia del St. Damien, continua a seguirlo con il suo team e a tenere monitorate le sue condizioni.

Suo padre, Mr. Maudelaire, è molto grato ai medici, infermieri e allo staff del St. Damien  che si sono presi cura in maniera eccellente di suo figlio: “Senza di voi e senza tutto lo staff del St. Damien avrei perso il mio prezioso bambino”.

Il Cancer Center del Saint Damien è l’unico centro in Haiti dove i bambini possono ricevere diagnosi, cure adeguate e terapia del dolore. Il numero di piccoli pazienti, anche adolescenti con stadi avanzati della malattia, è in continuo aumento e occorre aprire urgentemente una nuova stanza.

Aiuta Olson e tanti altri bambini che come lui hanno bisogno di cure all’Ospedale peditarico St. Damien, dona il tuo 5×1000 alla Fondazione Francesca Rava, C.F. 97264070158.

Maria Grazia, chirurgo pediatrico volontario, a un anno dall’avvio del progetto di chirurgia pediatrica è tornata al St. Damien

Maria Grazia, chirurgo pediatrico di Pescara e prima volontaria italiana che nel Marzo 2016 ha avviato il progetto di formazione di chirurghi haitiani all’Ospedale St. Damien in Haiti, è tornata sull’isola per la terza volta, per valutare il progredire del progetto.

Ecco la sua testimonianza:

Sono di nuovo a Port au Prince. E ne sono contenta perché ho ritrovato i miei amici, il Dr Louisma, responsabile della Chirurgia Pediatrica dell’Ospedale Saint Damien, e i due chirurghi in formazione, Sandra e Steve, che mi hanno accolto affettuosamente.

Ormai mi sento di casa al Saint Damien. Al mio primo giorno di questa nuova missione abbiamo già provveduto ad una bruttissima urgenza chirurgica, una peritonite di vecchia data perché purtroppo in Haiti i pazienti arrivano sempre tardi…un po’ perché i bambini sopportano il dolore, un po’ perché spesso vengono consultati “altri medici” prima di venire in ospedale.  Haiti è sempre l’isola dei riti vudù.

Il programma di chirurgia pediatrica va avanti bene: i due giovani colleghi stanno acquisendo la mentalità giusta per studiare e seguire i bambini chirurgici e hanno preso confidenza con le patologie specifiche soprattutto malformative dell’età infantile. L’alternarsi dei chirurghi pediatrici italiani e stranieri che partecipano al programma ha fornito loro la possibilità di conoscere differenti tecniche chirurgiche e diversi approcci terapeutici, trasformando quello che poteva essere un limite, in un punto di forza.

Sono subito ricominciate le lezioni frontali, adesso molto più interattive di prima, e al tavolo operatorio i due Fellows in formazione si mostrano molto più sicuri e disinvolti sotto la guida del Dr Louisma e la mia. Si respira una buona aria di collaborazione nell’equipe. Sicuramente molto ancora c’è da fare, soprattutto riguardo la logistica dell’unità operativa e l’organizzazione complessiva del lavoro ma  le premesse ci sono tutte e soprattutto non manca la volontà di migliorare.

L’affluenza di bambini in ospedale è incredibile, anche perché l’ospedale pubblico è eternamente in sciopero. I casi chirurgici vengono comunque sempre indirizzati al Saint Damien, che gode di ottima reputazione ma purtroppo i letti a disposizione non sono mai abbastanza.

Negli scorsi mesi sono state affrontate patologie impegnative neonatali e malformazioni congenite complesse di cui i colleghi parlano con orgoglio visti i buoni risultati. Ora è tempo di fare la loro valutazione dopo il primo anno di programma ma sono sicura che se la caveranno benissimo, cosi come hanno affrontato benissimo le quattro peritoniti acute, di diversa natura, di questa prima settimana insieme. 

A Villa Francesca la compagnia è simpatica: ci sono in particolare due giovani ostetriche italiane, Silvia e Laura, e due pediatre americane, Liz e Sypria, con cui si collabora bene lavorando insieme al Saint Damien.”

 

Maria Grazia

 

“Amo e odio la sala parto ad Haiti”

Silvia, 26 anni, ostetrica volontaria di Pordenone, è tornata in Haiti per dare seguito al suo progetto di formazione e affiancamento del personale sanitario dell’Ospedale pediatrico St Damien.

“Odio la sala parto ad Haiti perché è caos ovunque.

Amo la sala parto ad Haiti perché è pace tra la gente.

Odio la sala parto ad Haiti perché è urla, dolore, sofferenza.

Amo la sala parto ad Haiti perché è coraggio, fede, lotta.

Odio la sala parto ad Haiti perché le donne soffrono in silenzio quando il loro bimbo muore.

Amo la sala parto ad Haiti perché le donne pregano e ringraziano di essere vive e di abbracciare la loro preziosa creatura.

Odio la sala parto ad Haiti perché quando una donna esce, col bimbo in grembo, non so se andrà in una casa o in uno slum di lamiere arrugginite.

Amo la sala parto ad Haiti perché quando una donna esce, col bimbo in grembo, la posso guardare con la gioia di sapere che quella donna ha ricevuto una buona assistenza e che ora sta bene.

Odio la sala parto ad Haiti perché non c’è abbastanza spazio e  privacy, si partorisce in più donne in una stanza e non c’è alternativa.

Amo la sala parto ad Haiti perché le donne partoriscono insieme e insieme si incoraggiano e si aiutano, senza pudore, così, chiamandosi “sorella”.

Odio la sala parto ad Haiti perché è caos, è tutto, è vita e morte, è rischio, a volte è paura.

Amo la sala parto ad Haiti perché è senso di comunità, è donne, è mamma e figlia, è sofferenza, è coraggio, è lotta per la vita, sempre insieme.”

Silvia

img-20170119-wa0000

Buon Natale dal team della Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia Onlus

Cari Amici dei bambini N.P.H.,

da Mariavittoria e da tutto il team della Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia Onlus i nostri migliori auguri di Buone Feste, anche a nome di tutti i bambini che con tanti progetti abbiamo aiutato quest’anno in Italia, in Haiti e in America Latina. Guardate qui i loro messaggi di auguri.
Grazie di cuore e continuate a rimanerci vicini anche il prossimo l’anno!

unnamed (1).gif

Haiti colpita dall’uragano Matthew, il piano di Padre Rick per sfamare e curare le persone, ridare orti e raccolti, capre e pollame, barche e reti per pescare, ricostruire case e tetti, far ritornare le famiglie nelle loro case e i bambini a scuola

AIUTACI, dona ora! Causale Emergenza uragano

con 5 euro doni un kit di reidratazione per il colera‎ per un bambino

con 6 euro doni 4 kg di pasta prodotta a Francisville città dei mestieri

con 30 euro doni 25 kg di riso o 25 kg di fagioli

con 150 euro doni 60 kg di cloro (per depurare l’acqua)

• IBAN IT 39 G 03062 34210 000000760000, c/c postale n.17775230

• intestati alla Fondazione Francesca Rava – NPH Italia Onlus

con carta di credito telefonando allo 02.5412 2917 o CLICCANDO QUI.

LEGGI L’ARTICOLO USCITO SU CORRIERE DELLA SERA “HAITI RINASCERE DOPO L’URAGANO” (20/11/2016)

N.P.H., l’organizzazione umanitaria internazionale rappresentata in Italia dalla Fondazione Francesca Rava, sta soccorrendo i bambini e le famiglie delle province del sudovest di Haiti più colpite dove si stima ci siano stati 1.000 morti, 70.000 persone senza casa, dove sono stati distrutti alberi da frutto, piccoli orti familiari e raccolti, sola fonte di sostentamento della popolazione di queste province.

img_2200img_2201

Padre Rick Frechette, medico in prima linea, da 30 anni Direttore di NPH in Haiti, e i suoi team stanno portando migliaia di litri di acqua, decine di tonnellate di riso, fagioli, pasta, team medici in elicottero e in carovane che si fanno strada nel fango a l’Asile, Les Cayes, Dame Marie, La Serengue (Abricot) e Jeremie, Fond de Blancs, Fond Wa, dove la Fondazione Saint Luc (che riunisce i ragazzi cresciuti nella Casa orfanotrofio NPH, rimasti a lavorare al fianco di Padre Rick) opera con scuole e cliniche mediche.

IMG_8720.JPGgli-aiuti-portati-da-padre-rickil-truck-comprato-con-gli-aiuti-italiani

Padre Rick, inoltre, sta organizzando team per ripiantare banani, alberi di mango, palme da cocco nei cortili delle case e sta pianificando colture che diano raccolti in tre mesi, come il mais, sta inviando alluminio e cemento, per la ricostruzione di tetti, cosi che le famiglie sfollate che vivono nelle scuole possano tornare nelle loro case e i bambini tra i banchi.

Obiettivo: sfamare 50.000 persone ed evitare che abbandonino ciò che resta della loro casa e del luogo in cui hanno vissuto sinora.

Al Saint Damien è operativo l’unico centro di reidratazione pediatrico, ove giungono in condizioni gravi anche piccoli pazienti colpiti dal colera dalle zone del sudovest, come la piccola Laci*, due anni, di Aux-Cayes a Camperin, giunta con la sua giovane mamma al St Damien per essere ricoverata d’urgenza. Laci aveva diarrea e vomito e, a causa della disidratazione era stata inizialmente trasportata via elisoccorso a Port-au-Prince, trasferita poi d’urgenza al St Damien, in quanto struttura specializzata nella cura dei pazienti colpiti dal colera.

Grazie alle donazioni dall’Italia, dall’Ospedale pediatrico NPH Saint Damien, già centro dei soccorsi internazionali in occasione del terremoto del 2010 e che assiste 80.000 bambini l’anno, ogni settimana parte un team di due dottori, 3 infermieri, due assistenti sociali, che distribuisce ad una media di 700 persone cloro per la depurazione dell’acqua, medicine, tende per contrastare il colera, burro d’arachidi per prevenire la malnutrizione infantile, e visitano 300 adulti e bambini, cui vengono curate ferite infette, assicurati antibiotici e antitetanica.

Un team medico dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma si è già recato ad Haiti per aiutare. Tutti i bambini accolti nelle Case orfanotrofio NPH stanno bene anche se i venti forti hanno provocato ingenti danni alle strutture: alberi sradicati e caduti a Kenscoff sugli edifici, cisterne dell’acqua divelte e rovesciate, scoperchiato un pezzo di tetto della Baby House Sant’Anna. La Fondazione ha inviato i fondi per procedere alle riparazioni.

Ieri abbiamo portato 50.000 sacchetti d’acqua a Fond Goser dove le persone cercano di filtrare l’acqua di mare con la sabbia. A loro doneremo presto pompe e filtri, abbiamo ancora molto da fare in questa fase di primo soccorso, ma abbiamo cominciato a dare semi di fagioli, mais e patate dolci per gli orti a Nan Roche e Dame Marie, per 350 famiglie.”

Padre Rick

* Nome di fantasia per proteggere la privacy della bambina

colera

colera2
Laci, 2 anni, con la sua giovane mamma al St Damien: la bambina è stata ricoverata d’urgenza dopo aver contratto il colera.

Tutti i bambini accolti nelle Case orfanotrofio NPH stanno bene anche se i venti forti hanno provocato ingenti danni alle strutture, alberi sradicati e caduti a Kenscoff sugli edifici, cisterne dell’acqua divelte e rovesciate, a Sant’Anna scoperchiato un pezzo di tetto.

Cos’è diverso dal terremoto del 2010? Allora le vittime erano rimaste uccise dai crolli a Port au Prince; qui oltre alle persone uccise dall’uragano, saranno più alti i numeri di chi morirà per la fame, colera e infezioni nelle prossime settimane, tra la popolazione diffusa in aree rurali poco accessibili. Nel 2010 crollarono strutture, fabbriche a Port au Prince, questa volta è stata distrutta la microeconomia, le piccole realtà produttive di intere regioni. Per questo dopo i soccorsi di questi giorni, ricostruiremo i tetti delle case e delle nostre scuole, aiuteremo a ripiantare alberi e piante, faremo tornare gli animali nei cortili, riporteremo i pescatori a pescare, per l’alimentazione dei bambini e delle loro famiglie”.

 

I ragazzi più grandi cresciuti nelle strutture N.P.H. stanno aiutando nei soccorsi, realizzando pacchi con riso, pasta prodotta a Francisville e fagioli da distribuire alle popolazioni più colpite e caricando i camion.