Aperto lo Spazio Fondazione a Milano, vi aspettiamo fino al 3 aprile con le nostre proposte di Pasqua!

Fino al 3 aprile vi aspettiamo nel nostro Spazio Fondazione in viale Premuda 38/a a Milano, aperto da lun a ven, dalle 9 alle 18 con le nostre proposte di Pasqua!

Sfoglia qui il catalogo completo. Per info e prenotazioni: 02 54122917, pasqua@nph-italia.org.

Il ricavato per il reparto di maternità e neonatologia dell’Ospedale Saint Damien in Haiti.

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Un Uovo per Haiti: per Pasqua scegli per tempo i nostri prodotti solidali per aziende e privati.

Per Pasqua scegli con il cuore i nostri doni per aziende e privati: colombe, uova di cioccolato e tante sorprese in aiuto al reparto di maternità dell’Ospedale pediatrico Saint Damien in Haiti, che ogni anno assiste oltre 80.000 bambini.

SCARICA QUI IL CATALOGO DEI PRODOTTI PASQUALI!

Aiutaci organizzando un mercatino con i nostri prodotti nella tua scuola o azienda!

Invia le nostre e-cards personalizzabili, scegli il soggetto che preferisci qui.

Per informazioni: pasqua@nph-italia.org, 02.54122917

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Daniele, tecnico di radiologia medica, da Natale è in Haiti per affiancare il team di St. Luc

Daniele, 33 anni, è un tecnico sanitario di radiologia medica di Prato laureatosi all’Università di Firenze che da gennaio e fino ad aprile affiancherà lo staff di radiologia dell’Ospedale St. Luc in Haiti.

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Sono in Haiti da circa un mese e ormai mi sono abituato ai ritmi di vita di questo paese. Sono venuto qui per poter svolgere la mia professione di Tecnico di radiologia medica sia in ambito clinico, effettuando quotidianamente esami radiologici di Tac e di Rx, sia per dare un supporto formativo al personale locale dell’Ospedale St Luc.

Il reparto in cui mi trovo, ovvero la radiologia, nonostante le generali difficoltà che si possono incontrare in un paese come Haiti, offre un servizio molto efficiente alla popolazione. I ragazzi che ci lavorano non hanno un titolo universitario ma hanno seguito dei seminari di formazione che permettono loro di svolgere il lavoro con un ottimo livello di professionalità.

La mia attività sotto il profilo della formazione non è mirata ad insegnare “come si lavora”, i ragazzi sono bravi in quello che fanno e hanno anche qualche anno di esperienza alle spalle. L’aiuto che credo di potergli dare è quindi più teorico che pratico.

Le giornate lavorative scorrono bene, normalmente ci dividiamo i compiti con il tecnico di turno, dato che hanno solamente una sala diagnostica: una persona inserisce i dati nel computer mentre l’altra svolge l’esame in modo da ottimizzare i tempi.

Le patologie che si incontrano al St Luc sono le più disparate, ma una particolare attenzione è sempre rivolta ai disturbi polmonari e cardiaci. All’interno della struttura è presente anche un reparto dedicato alla reidratazione dei pazienti affetti da colera.

In questi giorni mi sto adoperando molto per cercare di sensibilizzare su  un argomento come la radioprotezione, sia del paziente che del personale, sempre molto attuale in Italia e nel resto del mondo, fondamentale per prevenire i rischi derivanti da esposizione a radiazioni. Abbiamo pianificato degli incontri attraverso i quali spiegherò loro l’importanza della protezione dalle radiazioni, soprattutto nei casi in cui l’esame sia rivolto a pazienti giovani e donne in età fertile.

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L’ospedale è dotato di un tubo a raggi-x portatile ed una Tac per Encefalo che permettono lo svolgimento di una notevole varietà di esami. Sul territorio non è così semplice trovare strutture con macchine altamente tecnologiche, questo rende l’ospedale St Luc un punto di riferimento sia per la popolazione che per i medici esterni alla struttura. Nonostante l’indagine diagnostica Tac sia un esame non proprio economico, l’amministrazione dell’ospedale viene sempre incontro ai pazienti esterni con forti agevolazioni sul prezzo. In molti casi l’esame viene svolto quasi in forma gratuita.

Oltre al Saint Luc ho avuto modo di vedere anche il reparto di radiologia dell’Ospedale Saint Damien, dove ho potuto constatare l’efficienza dei macchinari che utilizzano, donati dall’Italia e la grande funzionalità di tutta la struttura ospedaliera.

Dal punto di vista professionale è un’esperienza che consiglio vivamente. Qui ad Haiti si riesce a capire l’importanza della nostra professione correlata alla prevenzione e l’individuazione tempestiva di patologie importanti, ed anche la sua versatilità; a volte non è necessaria una tecnologia di altissimo livello per ottenere dei risultati diagnostici degni degli standard Europei.

Oltretutto un’esperienza come questa permette di entrare in contatto con team di medici provenienti da molti paesi. Tutte le persone che ho conosciuto hanno un grande spirito di adattamento e dimostrano ogni giorno quanto amino la propria professione.

Il fine settimana e nei momenti in cui non si lavora capita spesso di passare del tempo sia con i bambini che con i ragazzi più grandi (partite di calcio o di pallavolo).

Sto passando dei bei giorni, sempre molto intensi e che scorrono veloci, forse anche troppo.”

Daniele

Il tuo 5×1000 per l’Ospedale pediatrico Saint Damien in Haiti: con la tua firma puoi salvare la vita di un bambino

Dona il tuo 5×1000 per salvare migliaia di bambini all’Ospedale Pediatrico Saint Damien in Haiti.

In Haiti 1 bambino su 3 muore prima dei 5 anni per malnutrizione e malattie curabili.

L’Ospedale Pediatrico N.P.H. Saint Damien ogni anno assiste gratuitamente 80.000 bambini con il suo staff tutto haitiano, formato grazie a gemellaggi con ospedali italiani e attrezzature d’avanguardia. Dona il tuo 5×1000 alla Fondazione Francesca Rava – NPH Onlus, si trasformerà in cure e salvezza per migliaia di piccoli pazienti.

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Ricordati di inserire nella tua dichiarazione dei redditi (nel riquadro per il sostegno agli enti di volontariato) il nostro C. F. 97264070158, un gesto che non ti costa nulla ma per noi importantissimo.

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Da Haiti una storia da Padre Rick: il piccolo James e il male.

“Cari amici,

negli ultimi giorni sono stato costretto a ricordare una storia inquietante, difficile da capire quando ero bambino. Una legione di demoni lascia in pace un uomo indemoniato per fiondarsi su un gruppo di maiali che, dopo essersi gettati da una scogliera, muoiono in mare.

La morale della storia è che i demoni sono parassiti: hanno bisogno di vivere da qualche parte. Lasciano una vittima solo per andare da un’altra. I demoni non sono nulla se presi singolarmente. Questa è una descrizione essenziale del male. Le opzioni sono due: o i maiali erano molto intelligenti, oppure i loro sensi erano stati alterati in qualche modo. Sono stati abbastanza intelligenti da cercare di liberarsi dei demoni, ma stupidi nel modo in cui l’hanno fatto perchè si sono liberati non solo dei demoni, ma anche di loro stessi? Oppure sono stati in qualche modo dirottati dai loro invasori? Infatti, esistono parassiti che si impadroniscono della ragione delle loro prede, che sono poi costrette ad uccidersi.

Lo scrittore di questa inquietante storia è Gesù. La parte peggiore del racconto è quella prima dei maiali: Intanto giunsero all’altra riva del mare. Come scese dalla barca, gli venne incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo. Egli aveva la sua dimora nei sepolcri e nessuno più riusciva a tenerlo legato, perché aveva sempre spezzato le catene e infranto i ceppi, e nessuno più riusciva a domarlo. Continuamente, notte e giorno, tra i sepolcri e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. Visto Gesù da lontano, accorse verso di lui, gli si gettò ai piedi, e urlando a gran voce disse: «Che hai tu in comune con me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Questo povero uomo viveva tra i morti, urlando, lamentandosi e spaventando chiunque passasse di lì. Ad un certo punto la sua forza era talmente amplificata dal male che non poteva più essere trattenuto. Almeno fino all’arrivo del bene.

Questa è una lettera che mi è stata inviata e che mi ha permesso di ricordare questa storia: “Caro Padre Rick, vorrei raccontarti di James, un bambino afflitto da seri disturbi mentali. All’Ospedale generale dove era stato abbandonato si è cavato entrambi gli occhi e vuole strappare tutto ciò che è rimasto. La ferita che si è provocato è sanguinosa e probabilmente infetta a causa delle mosche e di altri insetti che si sono raggruppati all’interno delle cavità sanguinanti. Sembra abbia disturbi neurologici, probabili crisi epilettiche e sembra soffrire molto. La domanda che volevo porti è: pensi che all’Ospedale St. Damien potrebbe ricevere cure ed essere visitato da un neurologo? Oltre agli occhi, ha cominciato anche a mangiarsi le labbra e a strapparsi i denti. Ovviamente ha una profonda mancanza di amore e tenerezza, ma questo non spiega il suo desiderio di autolesione.

Quando James è stato trasferito nel nostro ospedale ci siamo accorti che non aveva gli occhi a causa di una mancanza di vitamina A; si gratta gli occhi perché sono secchi e infettati. Si morde le labbra solo quando è nel mezzo di una crisi epilettica. Quando guardi nelle sue cavità ottiche vuote, quando si sta contorcendo e urlando mentre il sangue sgorga dalla sua bocca, assomiglia a una persona costretta a vivere rinchiusa nella tomba del proprio autismo, tormentata da forze che lo sovrastano (anche se queste forze sono percorsi neurologici distorti). Una persona che si trovava nelle vicinanze durante una sua crisi ha suggerito, in modo molto pragmatico, che questo non era un bambino per cui valeva la pena di lottare. Io non condivido questa opinione. Credo forse che James sia posseduto? La vera domanda da porsi è: c’è un lato positivo a quello che gli sta accadendo? Sicuramente no. E questa è, in ogni caso, una risposta incompleta. Di sicuro James è affetto da una qualche sindrome, circa la quale abbiamo fatto molte ricerche e abbiamo qualche idea. Di sicuro necessita medicinali per le sue crisi. Ha bisogno di amore e di compagnia. Ha bisogno di lavarsi ogni giorno le cavità oculari, di mettersi delle creme in modo da limitare il prurito, di tagliarsi le unghie in modo da tenerle sempre corte e che le sue braccia siano trattenute in ogni momento. Ma come tutto ciò è evidente, lo è anche il fatto che il male è un parassita.

Il male agisce in modo da peggiorare le cose brutte e da annullare il legame di solidarietà umana nato dalla compassione. Durante la messa serale abbiamo pregato per James con antichissime preghiere per costringere il male a lasciarlo in pace. Ora James è tranquillo, è passato dal sembrare e dal comportarsi come uno zombie al comportarsi come un amabile bimbo. La vita umana è rimasta uguale da centinaia di anni fa fino ad oggi. Ma fortunatamente è rimasto uguale anche il nostro Signore Provvidenziale.”

DONA IL TUO 5×1000 PER L’OSPEDALE SAINT DAMIEN IN HAITI

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Kit Social per le Farmacie aderenti a In Farmacia per i bambini 2019

Scarica il KIT SOCIAL da usare attraverso i tuoi canali di comunicazione (social networks, sito web, etc) per sensibilizzare e raccontare l’iniziativa “In Farmacia per i bambini” ai tuoi amici e clienti.

 

1 – Guarda il tutorial che ti spiega cosa fare il 20 novembre e nei giorni precedenti l’iniziativa:


2 – Salva la locandina che trovi sotto. Pubblicala sui canali social tuoi e della farmacia, prima e dopo l’iniziativa, invita i tuoi clienti a venire in farmacia il 20 novembre e racconta la giornata.

Ricordati di usare nei tuoi post e nelle tue storie gli #fondazionefrancescarava #infarmaciaperibambini, tagga la Fondazione (IG @fondazione_rava, FB @fondazionefrancescarava), 

 


3 – Fai circolare lo spot di lancio dell’iniziativa attraverso i tuoi canali social oppure negli schermi della tua farmacia.


4 – Salva, stampa e appendi nella tua farmacia o fai girare tra clienti, amici e conoscenti l’immagine della campagna in formato A4, che trovi sotto.

5 – SCARICA QUI LA LETTERA con le istruzioni per la Giornata.


6 –  SCARICA QUI l’INVENTARIO che dovrai proporre insieme al volontario per la raccolta in farmacia.

Per informazioni: laura.battaglia@nph-italia.org, news@nph-italia.org, tel 02 54122917.

2 Febbraio, presentazione dei prossimi campus di lavoro volontario nelle Case orfanotrofio in America Latina

SCARICA QUI LA BROCHURE INFORMATIVA SUI CAMPUS

SCARICA IL MODULO PER PARTECIPARE (i moduli di partecipazione ai campus estivi 2015 devono pervenire entro e non oltre il 15 marzo 2015).

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Vi aspettiamo lunedì 2 febbraio alle 18.45, presso lo spazio Fondazione (viale Premuda 38/a a Milano) per il nuovo incontro di presentazione dei prossimi campus estivi nelle Case orfanotrofio NPH per studenti (dai 14 anni in su), professionisti e famiglie attraverso le testimonianze di chi ci è già stato e dei volontari della Fondazione.

Per confermare la propria presenza all’incontro: chiara.delmiglio@nph-italia.org, 02 54122917.

CAMPUS DI VOLONTARIATO DI 2 SETTIMANE

È una forma di volontariato che prevede un soggiorno di 2 settimane in una delle Case N.P.H. durante le quali i volontari possono dare il proprio contributo nella gestione della Casa (es. cucina, orto, giardino, falegnameria, manutenzione…) e aiutare nelle attività di animazione in base alle proprie capacità (es. danza, pittura, musica, teatro, corsi di lingua, sport, etc…).

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I Campus di volontariato sono adatti a tutti: famiglie, liceali, universitari e imprese (team building).

I volontari, totalmente immersi nella vita della Casa ospitante, hanno l’opportunità di conoscere un nuovo mondo e vivere un’esperienza di completa condivisione con i bambini e ragazzi di tutte le età accolti presso le Case Orfanotrofio N.P.H., portando concreto aiuto.

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REQUISITI NECESSARI

Età minima 14 anni (minori solo se accompagnati dai genitori), amore per i bambini e voglia di fare, flessibilità, doti comunicative e apertura a nuove esperienze, voglia di apprendere, umiltà e rispetto nei confronti del personale e della cultura del Paese ospitante, disponibilità di 2 settimane, partecipazione agli incontri informativi in Fondazione.

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SPESE A CARICO DEL VOLONTARIO
Volo aereo, assicurazione medica, vitto e alloggio e contributo per spese varie,
(es: pick up per e da aeroporto), quota di iscrizione (180 Euro) da versare al momento dell’adesione.

PROSSIME PARTENZE (solo nel caso in cui si raggiunga il numero minimo di 6 partecipanti):

CASA NPH Repubblica Dominicana

dal 13 al 26 giugno

CASA NPH Bolivia

dal 4 al 17 luglio

CASA NPH Nicaragua

dall’1 al 15 luglio

CASA NPH Haiti

dal 18 luglio al 31 luglio e dal 1 al 15 agosto

CASA NPH Guatemala

dall’8 al 21 agosto

Serena, giovane specializzanda in ostetricia e ginecologia della provincia di Como, fino a metà marzo affiancherà lo staff locale dell’Ospedale Pediatrico Saint Damien in Haiti

Serena, 29 anni, della provincia di Como, da ottobre sta svolgendo un tirocinio obbligatorio affiancando lo staff locale del reparto di maternità dell’ospedale pediatrico in Haiti.

LEGGI L’ARTICOLO USCITO SU LA PROVINCIA DI COMO:   20150122_LaProvincia_OspedaleSaintDamien

Sono ormai arrivata a metà della mia esperienza qui ad Haiti e il tempo sembra volare sempre di più. Ogni giorno c’è qualcosa da fare e di certo non si ha il tempo di annoiarsi. Sono partita come specializzanda di Ostetricia e Ginecologia per lavorare presso l’ospedale pediatrico NPH Saint Damien.  Lavorarando qui sto imparando tanto ed è un continuo scambio di idee e opinioni che ti fa aprire la mente e il cuore.

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La maternità del S. Damien è un reparto maternità ad alto rischio, dove le donne che vengono ricoverate hanno quasi tutte una patologia e arrivano per lo più in urgenza. Affrontare queste situazioni non è sempre semplice, in quanto in Italia il lavoro è molto differente. Allo stesso tempo è un ambiente stimolante, che ogni giorno ti pone davanti a nuove sfide.

IMG_8843WP_20141230_001La mia esperienza non si ferma a livello professionale, perché al di fuori dell’ospedale c’è un mondo che ti regala esperienze uniche e irripetibili, coinvolgendoti in maniera pressoché totale. I bambini di Fwal ti regalano ogni volta sorrisi veri e emozioni uniche. Ti insegnano come essere felici pur non avendo nulla. Qui si impara ad apprezzare veramente quello che si ha e in Italia, invece, si da per scontato. Con i ragazzi di Don Bosco si è instaurato un bellissimo rapporto: con loro è come uscire la sera con gli amici, si parla, si ride e si scherza.IMG_1652

E poi ci sono tutti i volontari di Villa Francesca, che è diventata da subito la mia seconda casa, che sono persone splendide. Qui ad Haiti si instaurano dei rapporti profondi in pochissimo tempo, perché tutte le emozioni sono più forti.

Un grazie speciale a Silvia, l’ostetrica che lavora con me, un’amica splendida, che mia ha aiutato tantissimo nel mio arrivo qui, dalla lingua all’introduzione in questo mondo così diverso ma speciale allo stesso tempo.”

Serena

Diamoci una mano, prendendoci per mano. Campus di volontariato di Natale: 14 volontari da tutta Italia per vivere e condividere emozioni, abbracci, sorrisi, lacrime e collaborazione con i bambini di NPH Haiti.

Nel mese di dicembre, 14 volontari provenienti da tutta Italia hanno trascorso le loro vacanze in Haiti prendendo parte al campus di lavoro volontario nei progetti della Fondazione Francesca Rava.

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Questi i primi racconti:
Haiti è il paese delle contraddizioni dove la vita e la morte coesistono, dove la speranza non muore mai e dove i progetti si concretizzano sotto i nostri occhi. Ho vissuto Haiti ormai tre volte e ogni volta mi sorprende!
Ho vissuto la mia seconda esperienza ad Haiti nel campus di agosto, quando ho incontrato i bambini assistiti con il progetto Kay St.Simon: undici bimbi disabili abbandonati da tutti e accolti solo da padre Rick. Quell’incontro mi aveva sconvolto perchè mi ero resa conto di come quei bimbi, fino a quel momento, non avevano mai incontrato amore. Mi sono entrati nel cuore e non riuscivo a staccarmi da loro.
Quando sono rientrata in Italia ho capito che dovevo e potevo far qualcosa per cambiare la loro condizione di abbandono.
Qualsiasi piccola donazione arrivata in Fondazione a loro nome è bastata per smuovere la loro triste esistenza e nel giro di soli due mesi grazie alla generosità di molti, oggi quei bimbi hanno trovato una vita più dignitosa presso l’Ospedale pediatrico St.Damien.
Sono ritornata ad Haiti il più presto possibile ed il campus di dicembre mi ha dato la gioia di star con loro ogni giorno e vedere enormi progressi e condizioni di vita più dignitose.
Grazie agli aiuti ricevuti la Fondazione Francesca Rava sta ristrutturando alcune stanze della Baby House St.Anne e ho potuto vedere come i lavori proseguono velocemente, per accoglierli al più presto.
Negli ultimi giorni del campus, ho anche avuto la possibilità di accompagnare quotidianamente i bimbi, a turni di tre o quattro, presso il centro di riabilitazione Kay St. Germaine, dove personale specializzato si prende cura di loro già sin da ora. Cure che si intensificheranno non appena tutti gli undici bimbi troveranno sistemazione nella Baby House NPH.
Gena, direttrice dei programmi NPH di riabilitazione mi ha assicurato che si prenderà cura di loro.
Continuiamo ad aiutare Haiti: il nostro aiuto è più che mai prezioso per sostenerei i vari progetti e cure specifiche
.”
Silvia

DSC_0472 (600 x 399)DSC_8531 (600 x 399)Nell’inferno di Haiti ho trovato il Paradiso! La puzza nelle strade è svanita al profumo dei bimbi.
Il profumo dei bambini. Ognuno di loro ha un profumo. Diverso uno dall’altro
.

L’abbraccio è stato il gesto che ho usato di più ! Il loro sudore è un profumo che non dimenticherò mai. Il profumo dei loro sorrisi e dei loro sguardi. Il profumo della polvere posata sulla loro pelle. Con l’abbraccio ho conosciuto più a fondo il loro cuore. Il loro cuore è una dolce musica. Il ritmo scandito delle loro danze. Il sangue caldo che scorre e attraversa il loro petto confondendosi col mio. Vorrei regalare la possibilità di fargli scoprire che la loro condizione può cambiare. Jonathan, il gabbiano, mi ha insegnato a volare alto! I bambini di Haiti già lo sanno e si buttano in mare senza saper nuotare! Sono bellissimi! Sono la poesia mai scritta! Tutto ciò che di bello si possa immaginare. Il futuro di Haiti è nelle mani di questi bimbi. Le sapranno usare. Sono sicuro. Con la stessa forza con la quale ti abbracciano stretto senza mollarti un istante. Io ho insegnato poco loro. Loro hanno insegnato tutto a me! Ne ero sicuro fin dalla mia partenza. Riuscire a parlare e cantare con una bimba sordomuta la cosa più bella che potesse capitarmi. Grazie! Essere spinto su una carrozzina da un bimbo disabile il gioco più bello che mi sia mai riuscito. Ridevamo, e poi ci abbracciavamo. Mi mancherai bimbo.
Poi la mia lacrima asciugata dai dito di un bimbo del reparto oncologico del St. Damien. Piangerò ancora e mi mancherà immensamente quella manina.
Porterei tutti questi bambini in tutti i mari del mondo e correrei con loro in tutte le spiagge. Farei visitare loro tutte le montagne piene di neve e percorrerei sentieri di fiori giocando con aquiloni colorati. Mangerei con loro piatti di spaghetti e dolci di cioccolato. Poi li porterei ad ascoltare la musica, a vedere film e insegnerei loro a sognare e a volare sempre più in alto e ad usare il vento e le onde. Proprio come Jonathan !
Si può fare. Basta cominciare e fare la propria parte. Loro la fanno già! Ci hanno intenerito il cuore e ci hanno fatto innamorare affinché possiamo aiutarli. Il dono più grande è il loro sorriso e la loro mano tesa.
La forza del mio cuore grande non vi abbandonerà mai, bambini miei. Voi non abbandonate la preghiera e la vostra speranza. Vi amo e ve lo prometto…balleremo ancora !!!!

Fabio

DSC_0539 (600 x 399)Ho avuto bisogno di un po’ di tempo per digerire e metabolizzare l’esperienza di Haiti, prima di poter essere in grado di esprimere quel groviglio di emozioni e sensazioni che mi sono portata dietro partendo da quell’isola speciale.
Durante la permanenza ad Haiti ho vissuto ogni giorno in modo quasi compulsivo, ritmi incalzanti emozionalmente, di giornate straordinarie lontane da qualsiasi realtà avessi potuto immaginare… Si, perché Haiti è questo, un paese, una popolazione unica e straordinaria. Potrei aggiungere anche giornate vissute come fossi sorda e cieca verso tutto ciò che sentivo, vedevo o facevo… Osservavo e vivevo di abbracci, sorrisi e gioia.. Di una fisicità travolgente da parte di tutti questi meravigliosi bambini senza però riuscire ad identificare ciò che stavo provando, in un paese piegato da una storia caratterizzata da anni di sofferenza e buio.
Ora a distanza di qualche giorno… con le lacrime agli occhi, posso dire che quello che mi porterò per sempre nel cuore è la gioia di vivere, la forza di partecipare alla fragilità della vita, affrontando la sofferenza, la morte, il dolore con una resistenza che hai nostri occhi, di popolazioni industrializzate ma molto fragili, sembra quasi sovrumana, ma in realtà è semplicemente l’essenza della vita
.

I bambini mi hanno insegnato che il bello della vita è la gioia di poter alzarsi e vivere ogni giorno intensamente, che ogni giorno deve essere degno di essere vissuto e non subito, nonostante il dolore, la vecchiaia e la morte. Ad Haiti se si riesce ad invecchiare si rimane sempre un po’ bambini! Gli occhi degli adulti sono innocenti, curiosi e gioiosi come quelli dei bambini o forse quelli dei bambini sono già adulti perché obbligati a crescere velocemente, ma comunque sempre pieni di gioia di vita!
Grazie a tutti, grazie ai bambini per l’esperienza vissuta ed un pensiero speciale a Padre Rich che attraverso le sue poche parole, i suoi gesti e sopratutto attraverso i suoi occhi, il suo sguardo è riuscito a trasmettermi molto di quello ho scritto
.”
Chiara

DSC_0439 (600 x 399)Sono tornata da poche ore da Haiti. In testa ho una gran confusione: voci, colori, rumori, odori, musiche, …ma appena chiudo gli occhi rivedo, uno ad uno, i volti (bellissimi!) dei bambini che ho incontrato, abbracciato, accarezzato o anche solo incrociato per un attimo.
E ripenso ai loro sorrisi, ai loro stranissimi nomi, alla loro voglia di correre e ridere, al loro bisogno di affetto e contatto fisico.
E ripenso all’instancabile Padre Rick, che lotta ogni giorno per dare dignità alla vita, e anche alla morte, alla serenità della messa del mattino, ricca di canti ed incenso, ai grandi occhi stanchi dei piccoli costretti in ospedale che si illuminano davanti ad un palloncino o una matita colorata…
E sono contenta di aver percorso con loro un pezzetto di strada!
Grazie a Chiara, per avermi aiutata a conoscere questo paese così difficile.
Grazie alla Fondazione Francesca Rava per avermi regalato questa grande opportunità
.”
Silvia.

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Quando ero un ragazzo si usava dire che ogni americano poteva ricordare esattamente dove era il giorno in cui era stato ucciso il presidente Kennedy. Era un modo di dire per indicare che in quel giorno tutto era cambiato.
Nella mia testa pensavo che per ogni haitiano dovesse valere la stessa regola riferita al giorno in cui è successa la ‘cosa’, il giorno in cui la terra ha tremato e nulla è stato più lo stesso. Invece in questi giorni (sono passati esattamente cinque anni) nessuna delle persone che ho incontrato sembrava poter ricordare quel momento.
E’ ancora troppo presto. Forse i segni di quello che è successo sono ancora così forti, così evidenti, sotto gli occhi ogni giorno, che non è ancora possibile parlarne come di qualcosa che appartiene passato, di cui si conserva la memoria ma che si è superato.
Il terremoto è ancora ad Haiti. Certo le macerie sono quasi sparite, sono sorti edifici nuovi, ponti e strade sono stati ricostruiti (almeno alcuni) ma il terremoto è ancora nella vita di ogni giorno.
E’ negli occhi di quelli che vivono ancora sotto una tenda -tantissimi- di chi da 5 anni non ha più nulla e per poter mangiare deve attendere un gesto di carità, nella carne degli amputati che non riavranno ciò che hanno perduto e che sono stati lasciati a sé stessi, nelle mamme che devono partorire senza alcuna assistenza, nei bambini che non hanno la fortuna di poter essere curati, o anche solo nutriti…P. Rick ci insegna che il terremoto ha portato anche frutti molto importanti: l’ospedale, le case, le scuole… tutti i programmi sono cresciuti ed oggi raggiungono più persone, e più lontane -anche nelle province- ma c’è ancora tantissimo da fare.
E invece ogni giorno ci accorgiamo che mancano i mezzi materiali per farlo. Mi ha molto colpito ascoltare la storia di una futura mamma che è arrivata all’ultimo momento S. Damien, sovraffollato- ma anche unica speranza per una gravidanza ad alto rischio come era la sua: lei ce la ha fatta, ma il suo bambino no, troppo tardi e troppi pazienti da assistere. Purtroppo questa è la triste realtà: mancano drammaticamente le risorse per fare quello che serve e sostenere chi lavora davvero, in prima fila ogni giorno.
Il futuro per Haiti non è roseo e si annunciano giorni difficilissimi, anche per la nuova instabilità politica e la grande instabilità sociale, ma non dobbiamo esitare perché, come ci viene testimoniato ogni volta che veniamo qui:

Michelangelo

PARTECIPA ANCHE TU AI NOSTRI CAMPUS DI VOLONTARIATO NELLE CASE NPH IN AMERICA LATINA! Per maggiori informazioni: 02.54122917, chiara.delmiglio@nph-italia.org

ADOTTA UN BAMBINO A DISTANZA! Con l’equivalente di un caffè al giorno, 26 euro al mese, puoi dare amore e un futuro ad un bambino orfano ed abbandonato accolto nelle case N.P.H.. Per maggiori informazioni: 02.54122917, padrini@nph-italia.org

21 gennaio, serata straordinaria al Teatro alla Scala in occasione del quinto anniversario del terremoto di Haiti. Il Maestro Rudolf Buchbinder sostituirà Aldo Ciccolini, colpito da grave malore.

Ore 20, suona Buchbinder: “Al chiaro di luna” di Beethoven per i bambini di Haiti.

Sostituzione del maestro Ciccolini, impossibilitato ad esibirsi a causa di un grave malore, con un altissimo profilo per il concerto della Fondazione Francesca Rava a sostegno dei bambini di Haiti nel quinto anniversario del terremoto che ha devastato l’isola. Il celebre pianista austriaco, il maestro Buchbinder, eseguirà tre delle più celebri sonate di Beethoven: Patetica, Chiaro di luna e Appassionata.

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Biglietti con donazione minima a partire da 20 euro.

Per informazioni e prenotazioni
:

Fondazione Francesca Rava – N.P.H Italia Onlus
Tel +39 02 54122917 http://www.nph-italia.org, eventi@nph-italia.org

Il concerto straordinario a favore della Fondazione Francesca Rava NPH Italia Onlus che si terrà mercoledì 21 gennaio nel 5 anniversario del terremoto che ha devastato l’isola doveva essere il ritorno di Aldo Ciccolini alla Scala a 60 anni dal debutto, ma il Maestro è stato costretto a rinunciare a causa di un improvviso grave malore. Con grande generosità ha accettato di sostituirlo un altro grande del pianoforte, Rudolf Buchbinder, offrendo una grande serata di musica che impagina tre delle pagine pianistiche più celebri e amate di Ludwig van Beethoven: la Sonata in do minore op.13 “Pathétique”, la Sonata in do diesis minore op. 27 n°2 “Mondschein” (Sonata quasi una fantasia – “Al chiaro di luna”) e la Sonata in fa minore op. 57 “Appassionata”.
Buchbinder, che a Vienna è un’autentica istituzione, è uno degli interpreti più autorevoli delle sonate di Beethoven ed ha eseguito il ciclo completo in oltre 40 città. Le sue riflessioni sul compositore sono raccolte del volume Il mio Beethoven: vita con il Maestro.

Grazie al sostegno di Cotril e Loreto print, il ricavato sarà devoluto all’Ospedale pediatrico NPH Saint Damien di Port au Prince che assiste 80.000 bambini l’anno in questo paese quarto mondo ove NPH, l’organizzazione che la Fondazione Francesca Rava rappresenta in Italia, opera da 28 anni con 3 ospedali, 3 Case orfanotrofio, 2 centri per bambini disabili, 32 scuole di strada, progetti di ricostruzione, di formazione professionale e autosostenibilità per spezzare il circolo di povertà. Grazie anche ai media partner, in particolare a Sette – Corriere della Sera.

Nell’emergenza terremoto del 12 gennaio 2010 che distrusse l’isola provocando 230.000 morti, 300.000 feriti e un milione di sfollati, il Saint Damien fu centro di riferimento per i soccorsi internazionali, assistendo 10.000 persone in 2 settimane, fu base della Protezione civile e della Marina Militare. A distanza di 5 anni dal terremoto il Saint Damien ha quadruplicato il suo lavoro, non altrettanto sono aumentati i fondi e gli aiuti internazionali ed è rimasto l’unico pediatrico dell’isola.
Costruito su progetto tecnico italiano, arredato e attrezzato grazie al sostegno della Fondazione Francesca Rava, è dotato di 150 posti letto, 4 sale operatorie, Maternità e Neonatologia, terapia intensiva, pronto soccorso, farmacia con autoproduzione galenica e l’unico programma oncologico pediatrico nel paese, è gemellato con Ospedali italiani per la formazione professionale. Decine di medici, infermieri ed ostetriche italiani ogni anno vi si recano per affiancare lo staff haitiano nell’assistenza ai tantissimi bambini, metà dei quali sofferenti per malnutrizione.

Rudolf Buchbinder
Universalmente riconosciuto come uno dei grandi pianisti della scena internazionale, ospite regolare delle più importanti orchestre e Festival, vanta un repertorio vastissimo che include anche numerosi lavori del Novecento.

I suoi oltre 100 dischi comprendono la fondamentale incisione di tutte le opere pianistiche di Haydn, premiata con il Gran Prix du Disque, e un CD di trascrizioni per pianoforte Waltzing Strauss. Attualmente predilige le incisioni dal vivo: i due Concerti di Brahms (Royal Concertgebouw Orkest e Nikolaus Harnoncourt) e due DVD con 6 Concerti di Mozart (direttore e solista con Wiener Philharmoniker), registrati nel 2006 durante le Wiener Festwochen; nel novembre 2010 ancora i Concerti di Brahms (live, Israel Philharmonic Orchestra e Zubin Mehta) e nel maggio 2011 ancora i Concerti di Beethoven (live, direttore e solista con Wiener Philharmoniker), registrati dal vivo in CD, DVD e Blu-ray al Musikverein di Vienna. Inoltre nel 2012 ha inciso (sempre live) i Concerti di Mozart (Concentus Musicus e Nikolaus Harnoncourt). Nel luglio 2013 ha registrato il suo ultimo album, dedicato a composizioni di Schubert. Di basilare importanza la sua interpretazione del ciclo completo delle 32 Sonate di Beethoven, eseguite finora in oltre 40 città: Monaco di Baviera, Vienna, Amburgo, Zurigo, Milano, San Pietroburgo, Pechino…

Durante la stagione 2010-11 è stato “artist in residence” della Staatskapelle di Dresda con la quale nel 2011 ha eseguito e registrato l’intero ciclo delle Sonate di Beethoven alla Semperoper. Nel 2012 gli è stato assegnato l’Echo Klassik Award nella categoria “Strumentista dell’anno” e lo Choc de l’Année.Dal 2007, anno della sua fondazione, è Direttore Artistico del Grafenegg Festival che in pochi anni si è affermato come uno dei più importanti d’Europa.

Fra le sue pubblicazioni: l’autobiografia Da Capo: ritratto di un artista, con la prefazione di Joachim Kaiser, e Il mio Beethoven: vita con il Maestro.

12 gennaio 2015: da Haiti le foto delle commemorazioni per il 5° anniversario del terremoto.

Si sono svolte il 12 gennaio le celebrazioni per commemorare il 5° anniversario del terremoto di Haiti che nel 2010 distrusse l’isola con 230.000 morti, 300.000 feriti, 1 milione di sfollati.

La Fondazione Francesca Rava – NPH Italia Onlus con Padre Rick Frechette, medico in prima linea da 28 anni direttore di NPH Haiti, ne ricorda le vittime; dà un messaggio di speranza continuando a portare ogni giorno a migliaia di bambini assistenza sanitaria, istruzione, accoglienza; lancia un appello in aiuto ai bambini che necessitano ancora oggi enormemente di cure mediche, un tetto, cibo e la possibilità di frequentare la scuola.

Ecco le foto delle celebrazioni e il messaggio di Padre Rick:

11 gennaio

Cari Amici, l’11 gennaio, vigilia dell’anniversario del terremoto, abbiamo celebrato una messa speciale a lume di candela nella cappella che sorge accanto l’Ospedale St. Damien.

E’ stato un inizio tranquillo e solenne alle nostre commemorazioni e alla “guarigione della memoria.”

Gli obiettivi della nostra celebrazione erano di pregare per il pacifico riposo di coloro che erano morti, ringraziare Dio per tutto l’aiuto ricevuto dai superstiti haitiani e da tutte le persone di buona volontà del mondo, e pregare per un futuro migliore per Haiti e per il mondo.

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Abbiamo pregato per un tranquillo riposo di chi ci ha lasciato e per tutto l’aiuto che Dio ha dato agli haitiani e alle persone di buona volontà di tutto il mondo che negli anni ci hanno sostenuto, oltre che per un futuro migliore per Haiti e per il mondo.

Per rappresentare il primo verso dei Corinzi, 15:52 della Bibbia. “in un momento, in un batter d’occhio, al suon dell’ultima tromba. Perché la tromba suonerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo mutati” ho chiesto ad una pittrice amica di NPH di realizzare dei dipinti che ci aiutassero a commemmorare al meglio l’anniversario.

Ne abbiamo cinque copie: una è appesa all’Ospedale di St. Damien, una nella Casa Orfanotrofio St Helene a Kenscoff, una a FWAL, una nell’Ospedale St Luke e una nell’Ospedale St Mary.

Una sesta stampa è stata portata a Titanyen, la collina delle sepolture, durante la messa del giorno successivo.

12 gennaio

Il giono successivo, il 12, giorno dell’anniversario, giornata di lutto nazionale in Haiti, nella piccola cappella di fianco al St. Damien abbiamo celebrato più messe: una per la pace eterna dei morti, una per il recupero e per il benessere dei viventi e una preghiera speciale è stata fatta invece al mattino con i bambini della Casa FWAL, con il personale e i tanti volontari.

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I bambini di FWAL, “gli Angeli della luce”, vittime del terremoto anche loro perchè hanno perso i genitori, hanno poi posato dei fiori sulle tombe, attorno alla cappella;  è stato poi il momento delle testimonianze e preghiere offerte da tutti i volontari.DSC_5564

A Petionville, a mezzogiorno, davanti al memoriale, abbiamo ricordato Ryan Kloos e Molly Hightower e abbiamo messo 25 composizioni floreali in loro memoria e rispetto. Abbiamo letto tre salmi per le anime dei defunti e poi condiviso delle preghiere, delle storie e pregato per le famiglie di coloro che hanno perso qualcuno.IMG_0677

Alle 16:43, ora della prima scossa di quel terribile giorno, nell’Ospedale St. Damien la campana è suonata per 40 secondi con 100 rintocchi.

A Titanyin, alle 16:43, abbiamo celebrato una messa per tutti i morti, la maggior seppelliti proprio nelle fosse comuni che sorgono lì e pregato per l’aiuto di Dio. Alla messa hanno preso parte anche due bande musicali che ci aiutano ogni giovedì con le sepolture, oltre a circa 150 volontari.

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Durante la messa, tanti fiori recisi sono stati posati lungo tutto il terreno che è stato anche benedetto con preghiere e incenso. A conclusione della messa abbiamo rilasciato in cielo delle lanterne illuminate. Il dipinto è stato invece posto come sfondo dietro l’altare. DSC_5872

DSC_5842DSC_5693DSC_5700DSC_5812DSC_5787DSC_5746La sera ci siamo poi rispostati nelle cappella di fianco al St. Damien, dove abbiamo celebrato l’adorazione eucaristica e ricordato Padre Wasson, il suo carisma, la missione di NPH e l’eredità che ha lasciato anche in Haiti. 

Grazie ai tanti volontari che hanno partecipato alle celebrazioni, sia fisicamente che nelle preghiere e con un ricordo!

Il nostro lavora continua. Dopo questa giornata di doverosa preghiera le nostre energie sono rivolte a ricostruire Haiti e la speranza e il futuro di tanti bambini.”

Fr. Rick Frechette

Haiti, 5 anni dopo: 9 cose positive che sono venute fuori dal terremoto

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1. Il programma “Fr. Wasson Angels of Light” (FWAL).

È un programma di ampliamento dei servizi per l’infanzia per bambini orfani, vulnerabili e a rischio; fondato e gestito dagli hermanos mayores (adulti cresciuti nella casa NPH St. Helene ad Haiti).

FWAL ha aiutato 2.000 bambini a settimana durante il primo anno e mezzo dopo il terremoto e 1.000 bambini a settimana per i restanti tre anni e mezzo. Il campus giornaliero di FWAL è stato trasformato in una scuola e sono state istituite due case permanenti: St. Anne (per bambini da 0 a 6 anni) e il Foyer St. Louis (per bambini da 7a 18 anni). Le case FWAL sono servite come un rifugio sicuro per bambini che hanno subito gravi traumi e hanno assicurato la loro protezione in un ambiente sereno.

Per ulteriori informazioni: http: //fwal.nph.org

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2. L’inaugurazione di programmi di maternità e di neonatologia all’ospedale pediatrico Saint Damien dove oltre 40.000 tra donne e bambini hanno ricevuto cure.

• 50 neonati ad alto rischio al mese. L’ospedale Saint Damien possiede uno dei soli cinque reparti di neonatologia disponibili nel paese. Poiché le morti neonatali rappresentano metà di tutta la mortalità pediatrica, l’ospedale è entusiasta di poter portare questo prezioso servizio al paese.

• 2.000 gravidanze ad alto rischio ogni anno. Dopo il terremoto, moltissime donne si presentavano al S. Damien perché erano pronte a partorire e non avevano nessun altro posto in cui andare. Il programma, in collaborazione con l’unità neonatale, è stato messo a punto nel corso degli anni perconcentrarsi su gravidanze ad alto rischio.

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3. Miglioramento del sistema di trattamento e depurazione dell’acqua a Kay St. Helene, casa per 351 abitanti, 400 studenti esterni e di 258 addetti al personale. Si tratta di un sistema di sterilizzazione a raggi ultravioletti (UV) e di un sistema di filtrazione in grado di trattare fino a 2200 litri all’ora, e ha bisogno di solo un’ora per trattare l’intero serbatoio di acqua grezza.

Secondo uno studio condotto dal Centro per i diritti umani e la giustizia globale, solo il 55,2 per cento della popolazione di Haiti ha accesso a fonti d’acqua pulita, mentre quasi il 70 per cento non ha accesso diretto all’acqua potabile.

Fonte: www.water.org

4. Ampliamento del programma di servizi di riabilitazione tra cui:

– nuovo programma di terapia per adulti e la costruzione di Kay Gabriel.

– miglioramento della scuola e dei servizi di Kay Germaine.

– formazione per le comunità del nord di Haiti.

– l’unico programma ad Haiti che offre formazione e assistenza familiare per bambini disabili.

Ad Haiti le persone disabili, che sono 1 su 10, sono spesso trattate come sub-umani senza diritti. I programmi di NPH Haiti per bisogni speciali offrono alternative di vita e cure riabilitative a questa popolazione vulnerabile, con l’obiettivo di aiutare ogni bambino e ogni adulto a raggiungere il suo pieno potenziale. Dal terremoto, una media di 100 studenti ha frequentato Kay Germaine, la maggior parte dei quali riceve terapia fisica, occupazionale e del linguaggio. Tra tutti i programmi, 250 bambini il mese ricevono terapia.

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5. In risposta alla reidratazione e all’epidemia di Colera.

NPH e la Fondazione San Luke sono accorse in prima linea quando il colera è scoppiato ad Haiti appena 10 mesi dopo il terremoto. Grazie ad uno sforzo congiunto oltre 41.000 adulti e bambini hanno ricevuto servizi sanitari essenziali.

6. Creazione di lavori e formazione professionale.

Con l’offerta di più servizi di specialità e di più programmi si crea più occupazione. NPH Haiti ha offerto numerose opportunità di formazione intensiva per il personale sia all’estero che ad Haiti.

Inoltre, l’ Ospedale Pediatrico St. Damien ha lanciato un programma di residenza pediatrica. Attualmente ci sono sette residenti del secondo anno, presenti dal 2013, e sei residenti del primo anno, presenti dall’inizio del 2014. I programmi di specializzazione per laureati in medicina ad Haiti sono fortemente sottosviluppati. Solo il 60% di loro ha accesso ad un programma di residenza. Inoltre, vi sono solo 300 pediatri in un paese dove il 30% dei 10 milioni di abitanti sono bambini sotto i 15 anni di età.

I programmi di NPH Haiti impiegano 986 persone, con uno stipendio medio in grado di supportare una famiglia di cinque.

7. FWAL Scuola e Nutrizione 

E’ con grande orgoglio che FWAL è in grado di continuare a fornire un’ istruzione gratuita per i bambini sia di FWAL che della comunità. Quest’anno abbiamo circa 900 studenti tra asilo, scuola primaria e scuola secondaria. Questo è il quinto anno che il programma offre formazione di qualità a molti bambini in difficoltà, che altrimenti non sarebbero in grado di andare a scuola.

Ogni studente riceve inoltre un pranzo gratis. I menu sono studiati con attenzione per assicurarsi che i pasti dei bambini siano particolarmente nutrienti, poiché per molti dei nostri studenti esterni si tratta dell’ unico pasto della giornata.

8. Istruzione superiore

Tre leader universitari haitiani hanno partecipato al programma internazionale NPH di Leadership a Seattle, dove si sono dedicati al loro inglese, allo sviluppo della leadership, all’’ immersione culturale e all’’esperienza pratica. Speriamo che questa esperienza consenta ai leader emergenti di tornare da NPH per continuare il progetto di Padre Wasson, che immaginava che i suoi figli più grandi si potessero prendere cura dei bambini bisognosi delle generazioni future.

NPH Haiti ha dato la possibilità a studenti universitari di studiare negli Stati Uniti, nella Repubblica Dominicana, in Messico e in Germania. Il primo studente di medicina si è laureato nel 2010. Attualmente ci sono 100 studenti universitari!

9. Produzioni Alimentari nelle nostre Fattorie Tilapia

Nel febbraio del 2014, il Saint Damien ha dato vita ad un allevamento di pesci Tilapia con l’aiuto di “Operation Blessing”. Il progetto è iniziato con l’allevamento di 8000 pesci in due serbatoi. Ci sono stati otto “raccolti” nel 2014, con la produzione di 32.000 pesci (16.000 libbre di pesce). Questo programma è uno sforzo verso la produzione sostenibile e locale di cibi ricchi di proteine e vitamine per l’ospedale e per le case e le scuole NPH, ed è inoltre una fonte di reddito per l’ospedale.

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Da Haiti il tradizionale messaggio di auguri di Padre Rick

Cari Amici,
questa è la Quarta delle “Sette notti d’oro” ed io mi appresto a scrivere queste righe.
È una tradizione cattolica millenaria rivolgere a Dio una preghiera per l’Umanità durante Sette Notti consecutive dal 17 Dicembre a Natale.

Ognuna delle Sette Preghiere è offerta all’imbrunire: preghiere brevi ed efficaci, ognuna mutuata dalle Sacre Scritture: nel loro insieme, collegano le età della Storia, unite da un solo filo d’oro! Di qui: le“ Notti d’oro”.

Ognuna di queste preghiere fa parte del Cantico iniziale del “Magnificat”, che è rivolto a Maria e richiama echi lontani nella Bibbia: per ognuna si concede il permesso di Dio di usarle in qualunque modo possa essere dì aiuto alla salvezza del Mondo.
L’idea di salvezza non è certo la stessa per tutte le Religioni del mondo ma per la tradizione cristiana salvezza significa rendere questo mondo un luogo migliore!
Benché siamo ormai pronti per il Natale, il pensiero che occupa maggiormente la mia mente è l’Anniversario che celebreremo fra tre settimane: il Quinto Anniversario del terremoto che ha devastato Haiti.

Nella mia mente questo avvenimento sarà sempre legato alla morte di mia Madre. Quell’anno avevo lasciato Haiti per il Connecticut subito dopo Natale, per unirmi alla mia famiglia nell’offrire a mia Madre le migliori cure possibili, mentre Ella si spegneva a causa di un tumore, ed anche per poter passare un po’di tempo con Lei, prima che se ne andasse per sempre, tanto più che l’esercizio del mio Sacerdozio mi aveva tenuto lontano da casa per 35 anni!

Nel corso di quei giorni preziosi, il 12 Gennaio, con incredulità e orrore, apprendemmo dalla Televisione la notizia del terremoto. Sconvolto dalla tragedia, mi dibattevo nel dilemma di cosa fare, perché il ritorno ad Haiti mi avrebbe privato dell’opportunità di stare con mia Madre, di aiutarla e ascoltare per l’ultima volta le sue parole e le sue raccomandazioni. Ricordo con assoluta chiarezza le sue parole quando, distogliendo lo sguardo dalla Televisione, mi guardò negli occhi e mi disse: “Rick, devi tornare subito ad Haiti, il tuo aiuto sarà “il farmaco salva-vita”.
Parlammo fino a notte inoltrata ed io rimandai la partenza finché potei, ma a mezzanotte decisi di raggiungere New York per prendere il primo volo in partenza per la Repubblica Domenicana: da qui avrei raggiunto in breve Port au Prince.

Il Profeta Isaia ha detto: “Quanto è bello sulle montagne l’orma dei piedi di chi porta un messaggio di pace, di chi annuncia cose buone, di chi annuncia la salvezza”.
Arrivando in Haiti, nei giorni successivi, apparve assolutamente evidente che l’Eroismo era il palcoscenico e lo sfondo di tutto quel caos e di tutto quel dolore!
Che bello sulle montagne scorgere i passi incerti delle Madri che si presentano alla nostra soglia reggendo fra le braccia i figlioletti feriti , chiedendo aiuto!
Che bello vedere sulle montagne i piedi ( sempre da Isaia) di sconosciuti, che scavano nelle macerie con le sole mani sanguinanti, nell’estremo accanimento di aprire un varco, ogniqualvolta si odono i fievoli richiami di molti sepolti vivi; che bello vedere altri che portano i feriti alla nostra porta, usando coperte, assi spezzate o caricandoseli sulle spalle!
Che bello sulle montagne vedere anche la sola orma di tanti sopravvissuti, che, per vivere, devono sacrificare parti del loro corpo. Che bello il loro coraggio e la loro determinazione nell’amare la vita!
Che bello la vista sulle montagne di migliaia e migliaia di persone senza più casa dormire per strada, nei parchi pubblici, mentre nella notte risuonano ora cori minacciosi , ora invocazioni di dolore e supplica. Che belli i piedi delle persone! (Isaia) Perché i piedi degli sconosciuti sono il fulcro del messaggio di Isaia? Perché nei tempi antichi l’unico mezzo per ricevere le notizie era che qualcuno le portasse personalmente a piedi: la parola si trasmetteva attraverso una persona! Era qualcosa di vicino e personale. Il “portatore della parola” accettava di comportarsi così e di assumersi personalmente sacrifici e rischi.
Il massiccio aiuto richiesto par fronteggiare il terremoto doveva essere vicino e personale: belle parole che diventano azione a prezzo di grandi sacrifici e rischi. E per questo io proseguo.
Che bello sulle montagne i piedi delle coraggiose e generose squadre del St. Luke e di Nuestros Pequeños Hermanos, che, nonostante le loro perdite e le loro personali sofferenze, si affrettano al soccorso senza esitazione, senza ritardo.
Che bello sulle montagne i loro “piedi” mentre realizzano campi di soccorso per creature fragili, programmi di maternità, condividendo cibi e bevande, abiti e coperte con migliaia di persone incapaci di fermare i lamenti; “piedi”che seppelliscono una moltitudine infinita di morti: risuonano le invocazioni alla Vergine Maria e il Mourner Kaddish ebraico.
Che bello vedere sulle montagne i piedi stanchi delle squadre del nostro personale medico, mentre estendono con la loro presenza la capienza degli Ospedali, utilizzando tende, giardini e marciapiedi, pur di prestare tutte le cure possibili ai numerosi feriti che sopraggiungono senza sosta…….
Che bello vedere sulle montagne tutti coloro che hanno lasciatole loro case in Italia, Germania, Spagna, Olanda, Francia, Stati Uniti, Canada, Belgio, Svizzera, Austria e tanti altri paesi per offrire il loro aiuto ai feriti, lenire le loro piaghe, realizzare interventi chirurgici e aiutare i parti.
Dormono in affollate baracche, quando riescono a dedicare qualche ora al sonno: offrono generosamente le loro abilità e competenze e tutto il loro amore a un paese disperato.
Da ultimo, benedetti sulle montagne ( ispirandoci ancora una volta a Isaia) , “ i due piedi”, frutto delle nostre due Missioni: NPH e St. Luke: il secondo, frutto del primo, nato sulle fondamenta dello Spirito di St. Paul della Croce, due enormi “orme” destinate a lasciare imponenti testimonianze e tracce di generosità, anche nella reciproca collaborazione e scambio
dei ruoli: insieme ricostruirono solide istituzioni, realizzando con ciò una comunità di pensiero e azione rivolta a un incessante impegno nel lenire questa umana sofferenza.
Da queste due Missioni , dal terremoto, sono nati questi frutti: La Casa e Scuola “Angel of Light” per i bambini vittime del terremoto e per altri bambini in difficoltà.
Il Programma “Maternità ad alto rischio” e il Reparto “Neonatologia” negli Ospedali St.Damien, St. Luke e St. Mary e inoltre la Clinica “Maritane” ( per Programmi di Pre-natalità e Salute Femminile).
I Dipartimenti per la cura del colera negli Ospedali St. Damien, St. Luke e St. Mary. La grande “High School” (Scuola Superiore) e l’Accademia per la Pace e la Giustizia.
La Scuola Sr. Joan Margaret per i ciechi e sordi. Il Programma di “Terapia fisica riabilitativa” nel “St. Germain” e nel “Kay Eliane.
La pianificazione per lo sviluppo e la costruzione di 150 abitazioni per gli indigenti.Il restauro delle Scuole Elementari St. Luke e l’aggiunta di tre nuove Scuole per un totale di 30
Scuole.
La Scuola di Orientamento Attitudinale e Professionale “ Nostra Signora di Guadalupe”. L’espansione e il miglioramento del Centro “Francisville”.
La costruzione del Centro Accoglienza Ospiti : “Villa Francesca”. L’ampliamento dei programmi per ragazzi e giovani, l’ampliamento del Programma Universitario, che include ora “Studi Internazionali” e Programmi speciali per giovani problematici.
Nuove piantagioni e abbondante raccolto di frutti di mango, banane e di molti altri cereali e frutta.
Coltivazioni intensive di “tilapa” e allevamento di polli, oche e conigli. Torrefazione del caffè indigeno e impiego preferenziale nel programma agricolo di persone con disabilità causate dal terremoto. Inoltre una squadra di esperti assiste anche per strada persone affette da problemi mentali oltre che nel Ricovero di Stato. Un’altra squadra porta soccorso nei casi di inondazione e tifoni, incendi e altri disastri ambientali e continua a seppellire 6000 indigenti all’anno. Tutte queste attività, oltre a quelle già in atto prima del terremoto, proseguono con efficienza e provvedono a 1600 impieghi di personale, tutti indirizzati alle cure dei deboli ed emarginati. Da tutto ciò voi stessi siete in grado di rendervi conto che la domanda: “ Dove vanno a finire tutti questi soldi?” non può essere indirizzata a noi. Abbiamo ricevuto il denaro, lo abbiamo speso bene e ora sta dando i suoi frutti. Potete venire in qualsiasi momento a vedere e quindi a rendervi conto di persona!! Noi saremmo felici della vostra visita!
I nostri piedi hanno messo le loro radici, quasi avessero gettato un’ancora attraverso ormai molte decadi, in un impegno totale con un passo dal ritmo deciso: nessun passo indietro….dovesse presentarsi l’inferno o un diluvio……
I nostri piedi sopportano l’impegno quotidiano di un difficile lavoro, sopportano il calore ardente e la polvere del giorno, impegno di ognuno di noi , persona di fronte a persona, condividendo Fede e Speranza, pericoli, sofferenze e gioie. Si accetta volentieri il duro lavoro e i nostri impegni non sono certo professioni sedentarie”.
Noi non cediamo, perché l’Amore non viene meno!
Ho iniziato questo messaggio menzionando “le sette Preghiere per l’Umanità” e ora è tempo di un’altra Preghiera: penso siate d’accordo che le Preghiere per l’Umanità durante queste “Notti d’oro” non siano mai state tanto importanti!
Mi sono reso conto nella mia vita che spesso il nostro lato migliore si rivela quando accade il peggio!
Rimaniamo dunque stretti l’uno all’altro, non lasciamoci scappare questa grande opportunità! Qui rimane ancora tanto di “terribile”.
Non si può abbattere la causa; siamo noi, la Famiglia Umana! Buon Natale e Benedizioni per il Nuovo Anno!
Fr. Rick Frechette 

“Guardare il mondo attraverso gli occhi della semplicità e capire il VERO SENSO DELLA VITA, questo è il grande e prezioso dono che ho ricevuto da Haiti”: il racconto di Fabio, infermiere romano e volontario all’ospedale Saint Damien

Fabio, 31 anni, infermiere da 7 anni presso il reparto di terapia intensiva neonatale dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, è stato volontario in Haiti, al fianco dello staff locale dell’Ospedale pediatrico Saint Damien in due occasioni, a giugno  e novembre 2014. Ecco la sua bellissima testimonianza al rentro in Italia:

“Guardare il mondo attraverso gli occhi della semplicità e capire il VERO SENSO DELLA VITA, questo è il grande e prezioso dono che ho ricevuto da Haiti.

Sono un infermiere di Terapia Intensiva Neonatale, lavoro presso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma che dal 2010 collabora con la Fondazione Francesca Rava – NPH Italia per la ricostruzione e la riqualificazione dell’Ospedale pediatrico Saint Damien. Ho avuto il privilegio di poter lavorare più volte nel reparto di neonatologia in qualità di formatore del personale infermieristico e ne sono rimasto profondamente colpito. Riuscire ad entrare in completa sintonia con il personale haitiano, diventando parte integrante della loro realtà lavorativa e di vita, condividendone lingua e cultura, e procedendo così ad una formazione personale di qualità, di alto livello, finalizzata alla loro totale indipendenza lavorativa è stato per me il più grande risultato mai ottenuto. Lavorare fianco a fianco, in totale sintonia, rilevando giorno dopo giorno un interesse maggiore da parte delle infermiere della neonatologia ha fatto sì che le aspettative prefissate all’inizio del progetto risultassero ampiamente superate.

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Primo step molto importante è stata la formazione in loco del personale infermieristico sulle procedure e protocolli aggiornati riguardanti le manovre assistenziali sui neonati. Due volte la settimana, in un orario a cavallo del cambio turno così da consentire la partecipazione sia del turno infermieristico della notte sia del giorno, sono state svolte lezioni teoriche interattive sulle principali manovre quotidiane da eseguire con i neonati ricoverati ( dal lavaggio delle mani alla gestione degli accessi venosi, dei bilanci idrici, delle lesioni da decubito). Importanza particolare è stata dedicata alla gestione della ventilazione meccanica non invasiva, la CPAP, e sulla conseguente erogazione al neonato di miscele aria-ossigeno. Fondamentale è stato il lavoro in team con il personale ostetrico della Fondazione Francesca Rava sulla costruzione di un sistema comunicativo solido e continuativo tra i reparti di neonatologia, sala parto e triage maternità, grazie al quale si è riusciti ad ottenere una coordinazione globale ufficiale nella gestione sia dei parti programmati sia di quelli in emergenza, garantendo così disponibilità di posti letto e di assistenza diretta.

Vedere poi gli effettivi miglioramenti in ambito lavorativo, l’incremento della qualità assistenziale, ed allo stesso tempo gli sguardi e i gesti di sincera gratitudine del personale è stato per me un grandissimo orgoglio.

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Ma Haiti non è solo questo, è anche tanta UMILTA’, CONDIVISIONE, SEMPLICITA’ E PUREZZA.

Ogni giorni, finito il mio orario di lavoro, mi recavo a FWAL, un orfanotrofio gestito dalla Fodnazione Francesca Rava in cui trovano accoglienza più di duecento bambini orfani, e mi dedicavo completamente ai piccoli ed alle loro attività. Riuscire ad entrare in contatto con loro, avere la loro fiducia, capire i loro bisogni e le loro paure, star loro vicini nelle attività di tutti i giorni , come fare i compiti o giocare in cortile, è stata per me una scossa enorme. Bambini e ragazzi che non hanno nulla se non qualche vestito e forse un paio di scarpe, che non hanno pretese ma solo sogni, che non conoscono meschinità e falsità, ma sanno dare amore a chi riesce a comprenderli, che non sanno mentire e non conoscono l’egoismo, ma condividono con tutti quel poco che hanno..DSCF0338

Il più grande dono che Haiti ha saputo darmi è stato il privilegio poter guardare la realtà attraverso i loro occhi,i loro gesti, i loro sorrisi, la loro gioia di vivere, e capire quale fosse IL VERO SENSO DELLA VITA.IMG_1789IMG_1773

Mi sento profondamente e indelebilmente cambiato, grazie a loro mi sento una persona migliore. Nonostante l’immenso lavoro che la Fondazione fa, c’è ancora moltissimo da fare per questa splendida ma sfortunata terra… AIUTATECI!!

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21 gennaio 2015, ore 20, Teatro alla Scala, Serata Straordinaria del Teatro alla Scala con il grande pianista Aldo Ciccolini in occasione del quinto anniversario del terremoto di Haiti.  

A FAVORE DELLA FONDAZIONE FRANCESCA RAVA – N.P.H. ITALIA ONLUS IN OCCASIONE DEL QUINTO ANNIVERSARIO DEL TERREMOTO DI HAITI TEATRO ALLA SCALA, MERCOLEDI’ 21 GENNAIO, ORE 20

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Biglietti con donazione minima a partire da 20 euro.

Per informazioni e prenotazioni:

Fondazione Francesca Rava – N.P.H Italia Onlus
Tel +39 02 54122917 http://www.nph-italia.org, eventi@nph-italia.org

Aldo Ciccolini artista di fama internazionale, uno dei più grandi maestri del pianoforte della nostra epoca, sarà il protagonista del tradizionale appuntamento di raccolta fondi al Teatro alla Scala della Fondazione Francesca Rava – NPH Italia Onlus, che con questa serata intende ricordare le vittime del terremoto di Haiti del gennaio 2010 e portare di nuovo attenzione su questo paese dimenticato, rinnovare l’appello per milioni di persone che ancora oggi vivono in tende e baracche, curare migliaia di bambini che soffrono per fame e malattie, consentire l’empowerment dei giovani haitiani perché siano i protagonisti della rinascita del loro paese.

Grazie al sostegno di Cotril, l’intero ricavato sarà devoluto all’Ospedale pediatrico NPH Saint Damien di Port au Prince che assiste 80.000 bambini l’anno in questo paese quarto mondo ove NPH, l’organizzazione che la Fondazione Francesca Rava rappresenta in Italia, opera da 28 anni con 3 ospedali, 3 Case orfanotrofio, 2 centri per bambini disabili, 32 scuole di strada, progetti di
ricostruzione, di formazione professionale e autosostenibilità per spezzare il circolo di povertà.

Nell’emergenza terremoto del 12 gennaio 2010 che distrusse l’isola provocando 230.000 morti, 300.000 feriti e un milione di sfollati, il Saint Damien fu centro di riferimento per i soccorsi internazionali, assistendo 10.000 persone in 2 settimane, fu base della Protezione civile e della Marina Militare. A distanza di 5 anni dal terremoto il Saint Damien ha quadruplicato il suo lavoro, non altrettanto sono aumentati i fondi e gli aiuti internazionali ed è rimasto l’unico pediatrico dell’isola.

Costruito su progetto tecnico italiano, arredato e attrezzato grazie al sostegno della Fondazione Francesca Rava, è dotato di 150 posti letto, 4 sale operatorie, Maternità e Neonatologia, terapia
intensiva, pronto soccorso, farmacia con autoproduzione galenica e l’unico programma oncologico
pediatrico nel paese, è gemellato con Ospedali italiani per la formazione professionale. Decine di medici, infermieri ed ostetriche italiani ogni anno vi si recano per affiancare lo staff haitiano nell’assistenza ai tantissimi bambini, metà dei quali sofferenti per malnutrizione.

La serata della Fondazione Francesca Rava del 21 gennaio vedrà impegnato Aldo Ciccolini, noto per le sue interpretazioni del repertorio francese di fine Ottocento e dei romantici tedeschi e che dopo aver calcato i palcoscenici di tutto il mondo nella sua lunga ed eccezionale carriera, tornerà alla Scala eseguendo le Quattro Ballate op. 10 di Brahms, la Sonata in mi min. op. 7 di Edvard Grieg e la Sonata in si bem. magg. D 960 di Franz Schubert, l’ultimo, eccezionale sforzo creativo del grande compositore.

Alla serata sarà presente Padre Rick Frechette, medico in prima linea, da 28 anni direttore di NPH Haiti.

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Da Haiti la storia di Natale di Padre Rick

Appena due settimane fa, in una notte fredda e piovosa, in questo periodo dell’anno in cui l’oscurità del solstizio annuncia la nascita del Salvatore, una madre che non sapeva dove andare si aggirava timidamente nei pressi del nostro cancello.

La notte era carica di pericoli e premonizioni, come la notte in cui nacque Gesù.

Noi eravamo inconsapevoli di ciò che stava succedendo, come lo fu il mondo 2000 anni fa.

Nel buio e nella quiete della notte, Dio dà forma alla vita di un nuovo giorno; i suoi strumenti sono i sogni, le ispirazioni, le intuizioni, il sonno profondo, la crescita silenziosa di quando dormiamo. Invano vi alzate di buon mattino e tardi andate a riposare, voi che mangiate pane tribolato; egli dà altrettanto a quelli che ama, mentre essi dormono (Salmo 127:2) 

Tuttavia le ombre della notte possono tormentare anche i deboli e gli innocenti, e portarli su cammini oscuri di disperazione e distruzione. La giovane madre al nostro cancello era confusa e innocente, ed era in pericolo.

Era solo una ragazzina. La sua gravidanza uno scandalo. Non sapeva dove andare. Non c’erano una stanza per lei in nessuna locanda. La sua storia era, ancora una volta, la storia di Maria, rivissuta moltissime volte attraverso i secoli.

Non era un re geloso a non volere che il suo bambino vivesse: erano suo padre e il suo fidanzato. Non era tra le fauci del drago delle Rivelazioni, o con la spada che brutalizzava i santi innocenti, che suo figlio doveva morire, ma attraverso
l’aborto.

Ciò è quanto le avevano ordinato gli uomini della sua vita, e ciò è quanto lei, impaurita, aveva promesso di fare.

Era il motivo per cui si era nascosta negli ultimi mesi di gravidanza, fino a che non aveva partorito.

Non poteva decidere la morte del suo bambino. Era sicura che avrebbe trovato un modo per farlo vivere. Ora la bambina era nata, senza trovare nessun benvenuto al mondo. Per questa donna, ritrovare il suo posto nel mondo significava dover rinunciare a lei. Si aggirava nei pressi del nostro cancello, come la madre di Mosé si era aggirata intorno alla cesta che conteneva suo figlio, sul fiume. Cercava chi e come avrebbe salvato la sua bambina, come la mamma di Mosé che aveva mantenuto lo sguardo sulla figlia del re che si lavava nel fiume, scegliendo con cura il momento in cui lasciare la cesta, lasciando che il fiume portasse Mosé a una nuova vita.

Per la mamma al cancello è stato diverso. La sua scelta non è stata buona, ha fatto un grave errore di calcolo.
Non ha considerato il tempo che sarebbe trascorso tra il suo lasciare la neonata nei cespugli, e il nostro ritrovarla al sorgere del sole. Non aveva considerato che il freddo e la pioggia avrebbero tolto calore al corpicino della piccola. Non aveva considerato le formiche. Le formiche rosse. Le terribili formiche rosse. Ed è stato così che il nuovo giorno non ha portato le gioie e le promesse di nuova vita forgiate da Dio durante la notte, ha portato invece agonia e morte.

E come la madre di Mosè si offrì come balia alla corte del re, così questa giovane madre è ritornata quella mattina per chiedere con discrezione notizie della sua bambina.

La notizia era terribile. La bambina era morta. Gemiti e lamenti fuori, in strada.
“Un grido si è udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e rifiuta di essere consolata, perché non sono più.” (Matteo 2:18) 

Questa vicenda mi ha tormentato per giorni. Sono stato testimone della breve vita e delle sofferenze di questa neonata, e della impossibilità di riuscire a salvarle la vita. 

Sono sicuro che questa storia tormenterà anche voi. La nostra tristezza si moltiplicherebbe all’infinito se sapessimo quanto spesso capitano vicende del genere, se sapessimo quanto è duro il mondo per le giovani donne che vivono in miseria, e per i loro figli.

La nascita di Cristo non è una storia priva di pericoli e sofferenze. Cristo nacque in questa sofferenza, come luce in mezzo al dolore. Inizialmente la sua fu una piccola luce, che Dio accrebbe e moltiplicò con l’aiuto di una stella cometa e schiere di angeli. Col tempo, la sua luce si allargò, mentre in lui crescevano la grazia e la saggezza. Pure l’oscurità si fece più fitta, e il freddo più intenso, ma la sua luce divenne profonda e invincibile.

Ringraziamo insieme Dio per questa eredità lasciata a noi dal Cristo Bambino. Noi siamo portatori di luce, se teniamo alte le luci splendenti della fede, della speranza, dell’amore.

E’ questa la nostra eredità: grazie a ciascuno di noi che offre la sua luce, rendiamo l’oscurità della notte luminosa come la via lattea.

E ancora di più, quando chiediamo a Dio di benedire la luce che insieme innalziamo a lui, Dio aumenta e moltiplica la nostra luce, finché persino l’oscurità si fa raggiante.

“ E nemmeno le tenebre per te saranno oscure; e la notte sarà chiara come il giorno; per te le tenebre sono come luce.” Salmo 139:12 Ringraziamo insieme Dio. Per 60 anni, noi di Nuestros Pequenos Hermanos con questa luce abbiamo costruito case orfanatrofio che hanno significato per decenni speranza per innumerevoli bambini disperati, abbandonati, malati, un rifugio sicuro, una guida per un futuro più stabile e felice. Le nostre case sono più necessarie oggi di quanto non lo siano mai state in passato.

Non abbassiamo la guardia. Se è vero che la grande maggioranza dei bambini che arrivano da noi non hanno vissuto una tragedia come la neonata davanti al cancello, le forze distruttive del male non sono per niente lontane dall’entrata delle nostre case.

Pregando a Natale per le madri in difficoltà e per i bambini infelici di tutto il mondo, portiamo in alto le nostre luci e insieme, come una sola luce, chiediamo e contiamo sulla benedizione di Dio, come abbiamo sempre fatto.

Grazie per essere luce per i bambini di Nuestros Pequenos Hermanos! Vi auguro un Felice Natale e ogni felicità nel nuovo anno di grazia, il 2015. “

Fr Rick Frechette CP

Port au Prince

Natale 2014: scegli i tuoi doni nell’ampia selezione di prodotti della Fondazione Francesca Rava e aiuta i bambini NPH

Doni solidali • Attestati di donazione • Cartoline Dono • Biglietti Augurali • E-Cards • Calendari e Agendine

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SFOGLIA QUI IL CATALOGO DEI PRODOTTI

Scegliendo i tuoi doni nell’ampia selezione di prodotti di qualità e design della Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia Onlus, contribuisci a portare aiuto a migliaia di bambini in Italia, in Haiti e nelle Case Orfanotrofio N.P.H. in America Latina.

Puoi scegliere i tuoi doni anche presso lo Spazio Fondazione in Viale Premuda 38/a – Milano
tutti i giorni dalle 9 alle 18.

Per informazioni e ordini:

Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia Onlus
Viale Premuda 38/a – 20129 Milano
Tel. 02 54122917 – Fax 02 55194958 – natale@nph-italia.org

Spedizioni in tutta Italia.
Per Donare:
• C/C postale 17775230;
• Bonifico: IBAN IT 39 G 03062 34210 000000760000
• Carta di credito on line sul sito http://www.nph-italia.org
o chiamando il n. 02 54122917
• Assegno Bancario
La Fondazione è Onlus, le donazioni di privati e aziende sono deducibili.

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27 Novembre, ore 20, la Fondazione a Bruxelles! Paola Turci e Karlex per Haiti

Giovedì 27 novembre, con il Patrocinio dell’Ambasciata Italiana a Bruxelles, presso l’Istituto Italiano di Cultura ci sarà un evento d’eccezione: la cantautrice italiana Paola Turci, che è stata molte volte in Haiti, presenterà il suo nuovo libro “Mi amerò lo stesso” e canterà le sue più belle canzoni.

Ad accompagnarla ci sarà il cantante reggae melodico Karlex, definito il Bob Marley d’Haiti. L’evento è in favore dell’Ospedale pediatrico St. Damien in Haiti.

Se avete amici, o famigliari o colleghi a Bruxelles vi chiediamo di aiutarci e segnalare questo bellissimo evento. Per info e confermare la vostra presenza: bruxelles@nph-italia.org

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Silvia, ostetrica friulana, ha iniziato il suo percorso di affiancamento allo staff locale dell’Ospedale Pediatrico Saint Damien

Silvia, 23 anni, di Udine ha incominciato a settembre la sua esperienza di affiancamento al team dell’Ospedale Saint Damien in Haiti. Ecco le sue prime emozioni:

Haiti regala sicuramente emozioni uniche e difficilmente spiegabili a parole. Ti mette davanti a così tante situazioni insolite, belle e brutte, forti e coinvolgenti che riesce a smuovere qualsiasi mente e qualsiasi cuore.
Nascono così pensieri, curiosità, dubbi, domande e riflessioni che portano a vivere ogni giorno una vera e propria cascata di emozioni nel cuore di tutti noi volontari.
Sono ormai qui da un mese e ancora ogni giorno vivo nuove sorprese. Sono partita come Ostetrica volontaria per affiancare il personale locale dell’Ospedale pediatrico Saint Damien, ma qui in realtà le attività e i progetti sono tantissimi e coinvolgono tutti come una grande famiglia, un vortice di energia. C’è sempre qualcosa da fare, la noia e la solitudine non esistono.
La maternità dell’Ospedale St Damien è un reparto in continuo movimento. Per me il lavoro è appena iniziato ma sono sicura che questi sei mesi saranno intensi sotto molti punti di vista. Direi che la parola più adatta per descrivere il nostro lavoro qui sia “scambio”. Scambio che avviene tra tutti noi volontari internazionali e tutto lo staff haitiano, e che riguarda conoscenze, idee, opinioni e vissuti.
Desidero dire ancora e ancora un grandissimo GRAZIE di cuore a Giulia, splendida Ostetrica e nuova amica meravigliosa, che è stata capace di introdurmi con la giusta energia e dolcezza in questa nuova realtà.”

Silvia

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Dal 6 al 9 Novembre, ore 9 – 18, Spazio Fondazione a Milano, grandi firme moda in aiuto ai nostri bambini.  

Dal 6 al 9 novembre, dalle 9 alle 18, vi aspettiamo presso il nostro Spazio Fondazione di Viale Premuda 38/a a Milano con un nuovo appuntamento di shopping solidale!

Troverete un vasto assortimento di abbigliamento firmato Blumarine e North Sails, capi di Dolce e Gabbana, Scervino, Armani, Ralph Lauren, camicie a marchio Cit, pantaloni Dondup.

Il 30% del ricavato sarà devoluto alla Fondazione Francesca Rava — NPH Italia Onlus a sostegno dell’Ospedale Saint Damien in Haiti.

Vi aspettiamo!

02.54122917, eventi@nph-italia.org

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20 novembre 2014, IN FARMACIA PER I BAMBINI 2a edizione. Aderisci subito anche tu come volontario!

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Unisciti a noi!

Offriti come volontario per un giorno, scarica qui il modulo di adesione

• Se sei un’azienda dona i tuoi prodotti e coinvolgi i tuoi collaboratori in un’azione di volontariato d’impresa

“In Farmacia per i Bambini”, iniziativa nazionale della Fondazione Francesca Rava — NPH Italia Onlus per la sensibilizzazione sui diritti dei bambini e la raccolta di farmaci da banco ad uso pediatrico, pannolini, alimenti per l’infanzia, medicazioni e altri prodotti baby care, tornerà nelle farmacie di tutta Italia il prossimo 20 novembre per la Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia, per aiutare tanti bambini e famiglie colpiti da povertà sanitaria.

Nelle farmacie aderenti centinaia di volontari distribuiranno la Carta dei Diritti dell’Infanzia e inviteranno i clienti ad acquistare i prodotti che saranno consegnati a Case Famiglia ed Enti non profit che aiutano l’infanzia sul territorio italiano e in Haiti all’Ospedale Saint Damien.

I numeri della prima edizione

In Farmacia per i Bambini è nata, in collaborazione con Federfarma, dalla volontà di coinvolgere i farmacisti in un’azione concreta di responsabilità sociale insieme ai loro clienti.

Quest’idea ha preso forma lo scorso 20 novembre 2013:

330 farmacie, aderenti in tutta Italia

24.131 confezioni raccolte di farmaci ad uso pediatrico e prodotti baby care

70 enti beneficiari che aiutano l’infanzia sull’intero territorio nazionale tra cui la Sardegna,

per i bambini alluvionati, la Sicilia, per i bambini migranti, e in Haiti l’Ospedale Pediatrico N.P.H. Saint Damien.

43.000 Carte dei Diritti dell’Infanzia distribuite

PARTECIPA ANCHE TU ALLA PROSSIMA EDIZIONE!

L’iniziativa è realizzata con i Partner istituzionali Federfarma e Cosmofarma, Federfarma Servizi e Federfarmaco, con il sostegno di KPMG e la partecipazione diMellin e Solgar. Ha il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, delle Regioni Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Puglia, dei Comuni di Milano, Genova e Verona ed è realizzata con la partecipazione delle associazioni delle farmacie comunali Assofarm e  LLoyds Farmacia Comunale.

In farmacia per i bambini promuove la responsabilità sociale del farmacista, figura di riferimento nella sua comunità e di molte aziende che hanno donato i loro prodotti e messo a disposizione i loro collaboratori come volontari per un giorno in un’azione di volontariato d’impresa: Bayer, Bracco, Edelman, Fondazione Vodafone, Helan, Nestlè Mio, Nutricia, QuEST Global, Q8, Vodafone, Zambon.

CLICCA QUI PER VEDERE LE FARMACIE ADERENTI

Per maggiori informazioni: 02 54122917, emanuela.ambreck@nph-italia.org

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Nuovo grande successo per l’iniziativa di Davide Besana e Mauro Pelaschier “Sailors for Haiti” alla Barcolana a Trieste per i bambini dell’Ospedale St. Damien, Haiti

Grande conferma alla Barcolana 46 a Trieste per “Sailors for Haiti” lo scorso weekend!

Tra giovedì e domenica sono passati dal nostro stand tantissimi amici che con una piccola donazione hanno portato a casa giubbotti, t-shirts, gilets, polo, scarpe e tanto altro ancora donati dai campioni della vela per raccogliere fondi per l’Ospedale Saint Damien.

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IMG_2327 (600 x 450)  IMG_2315 (600 x 450) IMG_2304 (600 x 450)IMG_2264 (600 x 450) IMG_2249 (600 x 450)Oltre che “mettendosi nei panni” dei campioni della vela, c’è chi ha aiutato anche vestendo la propria barca con i colori Sailors for Haiti e assistendo dal mare allo spettacolo della Barcolana sulla barca Sailors for Haiti, con un donazione grazie all’ospitalità di Alessandra P..

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Sabato sera i campioni Davide Besana, Mauro Pelaschier, Chiara Calligaris, Francesca Clapcich, Ruffo Bressani hanno invitato dal palco di Piazza Unità d’Italia, in apertura del concerto di Mario Biondi a recarsi allo stand della Fondazione per aggiudicarsi i loro capi e per sensibilizzare su questa iniziativa.

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Besana, velista e ideatore con Pelaschier di questo bellissimo progetto, ha preso parte alla regata di domenica con la prima barca targata Sailors for Haiti: “Quest’anno siamo riusciti a partecipare alla regata più affollata del Mediterraneo con una barca di Sailors for Haiti. Una, ma che dico? Avevamo in mare una piccola flotta, piuttosto eterogenea come è giusto che sia, per rappresentare quel patrimonio condiviso che chiamiamo solidarietà. Una bellissima barca d’epoca, Silvica, costruita nel 1968 dal cantiere De Cesari ha imbarcato diversi velisti benefattori, che a fronte di una donazione per l’Ospedale pediatrico Saint Damien, hanno seguito a bordo la Barcolana Classic di sabato e la regata regina di domenica. Ufo Canaglia è un monotipo UFO28, una barca di otto metri che ha invece partecipato alla regata notturna che si è svolta di fronte a Piazza dell’Unità; ci siamo divertiti, abbiamo navigato di fronte a una grande folla e raccontato il nostro progetto. E non è finita! anche Paolo Bonsignore con Quemas e Fulvio Levantini con Taimà hanno voluto decorare le loro vele con Ismael, il bimbo immagine di Sailors for Haiti.

Ci siamo piazzati al 105° posto, 15 della nostra numerosa categoria, e ne siamo contenti! Sembra un risultato modesto, ma alla partenza eravamo più di milleottocento, e ci siamo lasciato alle spalle ben due Mori di Venezia, uomo concepito per le regate d’alture e l’altro per la Coppa America, tutti e due lunghi più del doppio del nostro Sailor For Haiti One!”

Abbiamo ancora tanti capi a disposizione che aspettano solo voi. Per aggiudicarveli basta chiamare in Fondazione allo 02 54122917 o scrivere a eventi@nph-italia.org.

10 -12 ottobre, Sailors for Haiti torna alla Barcolana 46 a Trieste, passate dal nostro stand C8.I per aggiudicarvi i capi dei campioni di vela!

Alla Barcolana a Trieste, torna l’iniziativa della Fondazione Francesca Rava – NPH Italia Onlus per i bambini di Haiti.

Sailors for Haiti è un’iniziativa benefica ideata da Davide Besana e Mauro Pelaschier per coinvolgere velisti e appassionati della vela a favore della Fondazione Francesca Rava — NPH Italia Onlus, che aiuta l’infanzia in condizioni di disagio in Italia e nel mondo ed è intitolata alla memoria della giovane nota sui campi di regata italiani.

I due hanno invitato velisti, circoli, team, cantieri, sponsors, a donare alla Fondazione capi tecnici con cui sono state scritte pagine della storia della vela, sinora chiusi negli armadi in attesa di essere divorati dalle tarme, per poterli mettere a disposizione di  coloro che vorranno aggiudicarseli: alla Barcolana 46, con una donazione nello stand Sailors for Haiti, al Villaggio Barcolana C8.I.

L’intero ricavato di Sailors for Haiti è devoluto all’Ospedale N.P.H. Saint Damien, unico pediatrico dell’isola, che assiste oltre 80.000 bambini l’anno.

A “Sailors for Haiti” hanno aderito velisti oceanici, dei team più noti e delle classi olimpiche che hanno invitato tutti a mettersi nei loro panni, aggiudicandosi con donazioni minime uno degli oltre 1000 capi raccolti. Tra questi: le maglie autografate del team Luna Rossa di Coppa America 2013 tra cui Paul Campbell-James, Nick Hutton e il navigato giubbotto di Max Sirena, il gilet di Tiziano Nava, randista di Azzurra 1983, la giacca del Team New Zealand, polo e giacche degli Olimpionici Giulia Conti, Pietro Sibello, Chiara Calligaris, Cristiana Monina, le polo Marina Yachting, Rolex Italia, Pirelli, le BMW Sail Academy firmate da Pelaschier, i capi tecnici della campionessa di Nacra 17 Silvia Sicouri, i capi donati da Francesco De Angelis, Cino Ricci e Giovanni Soldini, Enrico e Tommaso Chieffi, Filippo Baldassari, Roberto Biscontini, Gaetano Mura, Franco Pivoli, Andrea Caracci, Federico Michetti, borse, bermuda e polo dell’importatore per l’Europe dei monotipo da regata Melges e di barche prestigiose come Robertissima, Kauris III, Kirribilli, Gitana 6, Benbow, Rrose Selavy, Il Moro di Venezia, e molte altre.

Oltre che “mettendosi nei panni” dei campioni della vela, ci sono anche altri modi per aiutare:

–    Vestire la propria barca con i colori Sailors for Haiti, richiedendo gli adesivi e le bandiere di direttamente allo stand C8I con una piccola offerta.

–    Assistere dal mare allo spettacolo della Barcolana su una delle barche Sailors for Haiti, facendo una donazione alla Fondazione.

Sailors for Haiti ha il Patrocinio della FIV – Federazione Italiana Vela.

Sailors for Haiti  — Stand C8.I del Villaggio Barcolana e su Facebook

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“Sono sempre stupito di quanto poco ci vuole per aiutare”: da Haiti l’appello di Padre Rick

Cari amici e sostenitori,
due sere fa, mentre le ultime luci del giorno si spegnevano, siamo andati a Cité Soleil per vedere i progressi delle case che stiamo costruendo, e per cercare di risolvere qualche problema.
Ci siamo fermati a visitare il nostro ospedale di St Mary, e subito una moto ci ha raggiunti con tre uomini a bordo, l’uomo al centro cadeva di lato ed era quasi morto. Ho capito subito che era colera. E ho saputo subito che c’era solo bisogno che qualche ago per endovena, e una mezza dozzina di litri di reidratazione per salvare la sua vita.
Con difficoltà sono riuscito a mettere un catetere in ogni braccio, mentre Amaral, padre Enzo, Wisley e Murat si sono alternati a spremere le borse di fluido per rendere più rapida la reidratazione di questo uomo, che era a pochi minuti dallo shock e dalla morte.
Mentre lavoravo, ho fatto due chiacchiere con il fratello che lo aveva tenuto sulla moto, due chiacchiere con l’uomo semi incosciente malato di colera, e due chiacchiere con me stesso, per tenere tutti, me compreso, vigili e pieni di speranza.
Sapevo che se fosse morto, molti sogni sarebbero morti con lui; per lui, i suoi figli e la sua famiglia.
Ho continuato a sentire con le mie dita il suo polso, mentre i ragazzi spremevano le borse. L’ho scaldato avvolgendolo nelle lenzuola per combattere i brividi, e ho pregato in silenzio.
Un po’ alla volta, prima un debole, poi un po’ più forte e poi finalmente una forte pulsazione sotto le mie dita mi hanno fatto capire che si sarebbe salvato.
Sono sempre stupito di quanto poco ci vuole per aiutare, quanto alto è l’impatto di tale aiuto, e quanto spesso i sogni che stanno per essere distrutti tornano a vele spiegate con una bella folata di vento di speranza.

Il nostro anno scolastico è appena iniziato, come il vostro. Abbiamo circa 15.000 studenti. Hanno giovani menti e cuori giovani, desiderosi di imparare, e desiderosi di applicare il loro talento per la ricostruzione del loro paese.
Mi piace il loro orgoglio e il loro entusiasmo, e la loro innocenza in pericolo. Come tutti i bambini di tutto il mondo, che meritano di spendere questi teneri, e meno teneri anni ad imparare e a crescere, invece di essere costretti a trasportare acqua e legna e ad elemosinare qualcosa da mangiare.  Il mio cuore si spezza per i nostri studenti meno abili. Non sono pochi. Camminare, pensare, parlare, apprendere richiede uno sforzo enorme per loro. Io provo pena per loro, ma loro non sembrano sentirla per sé stessi. Credo che il mio dolore sia quello di chi sa quanto è già difficile la vita anche senza disabilità, e non riesce a immaginare come potranno vincere le molte sfide della vita. Io so che non tutti i sogni possono essere realizzati e non tutte le tempeste posso essere calmate. Eppure fanno strada ai loro programmi ogni giorno, con forza e determinazione, condividendo i loro sorrisi ed i loro abbracci – ciò che è più essenziale nella vita è già loro!

Parlando di scuola, anche io sono uno studente, anche se non un giovane studente, e non lo sono solo da settembre a giugno. Ultimamente ho letto molto circa l’affermazione che il male è più forte del bene. Sono convinto ora che è vero. Il Male è più forte del Bene.
Il punto è che il male è molto più dannoso per una persona di quanto il bene può guarire. Dovreste approfondire questo argomento. Provate a cercare su internet quanto il tema del male essere più forte del bene.
Questo non significa che il male vince. Significa che una cosa negativa deve essere compensata con 100 cose buone per guarire e aiutare qualcuno a prosperare e crescere.
Siamo tutti scioccati dalle decapitazioni fatte dall’ISIS negli ultimi mesi. Una e-mail di alcune suore cattoliche in Iraq ieri sosteneva che anche i bambini vengono decapitati. Questo è doloroso oltre le parole.
Eppure mi viene in mente quando Gesù seppe di una decapitazione. Era stato decapitato suo cugino, Giovanni, il Battista. Quando seppe di lui, Gesù si ritirò in solitudine, nel dolore e nella preghiera, ma quando è ritornato ha sfamato 5000 persone affamate con pochi pezzi di pane. Gesù ci mostra che di fronte alla cattiveria dobbiamo moltiplicare la bontà. Di fronte alla malvagità dobbiamo moltiplicare la bontà ad una potenza esponenziale.
Questo è, in poche parole, quello che stiamo cercando di fare nella nostra grande opera ad Haiti. Stiamo cercando di compensare gli effetti negativi della povertà, della corruzione, e della tragedia con migliaia di attività positive ogni giorno, cercando di conservare la speranza, che è la materia prima dei sogni.
Abbiamo ciò che il denaro non può comprare. Ci preoccupiamo, vogliamo aiutare, i nostri cuori sono dedicati a questo. Abbiamo fede, viviamo la forza della solidarietà, e siamo tanti. Ma di sicuro senza denaro, i posti nelle classi scompaiono, le distribuzioni di cibo si riducono, i letti di ospedale restano vuoti, gli attrezzi da costruzione tacciono, la vita dei disabili diventa più difficile, i morti poveri non hanno sepoltura, le vittime del colera non sopravvivono, e i tessitori di sogni perdono la loro capacità di resistere.
Non è abituale per noi in quest’epoca dell’anno avere un crollo finanziario. L’anno scorso il mio 60° compleanno, e le donazioni arrivate per l’occasione, ci ha consentito di superare la crisi. Temo che il 61° non sia così efficace!
Se avete qualche possibilità di aiutarci per l’inizio dell’anno scolastico, per favore ricordatevi di noi. Siamo desiderosi e capaci di aiutare. In realtà ci piace essere in grado di aiutare. Ci consente di compensare il male attorno a noi con migliaia vite donate, con atti di bontà che realizzano i sogni.
Grazie mille per il vostro sostegno e le vostre preghiere. Contate sulla mia, che Dio vi benedica ”
Padre Rick Frechette

“Aspetti medico-legali del soccorso” a favore dell’Ospedale pediatrico Saint Damien in Haiti

Il dott. Marco Chiaravalli, Medico Chirurgo-Specialista in Medicina Legale e autore del libro “Aspetti medico-legali del soccorso” (edito nel gennaio del 2013 da Mc Graw & Hill), ha deciso di devolvere i diritti d’autore derivanti dalla vendita del testo alla Fondazione Francesca Rava NPH Italia ONLUS a sostegno dell’Ospedale Pediatrico Saint Damien in Haiti, unico gratuito dell’isola.

Il volume nasce con l’intento di fornire agli operatori del servizio di emergenza-urgenza sanitaria extra-ospedaliera (medici, infermieri, soccorritori) alcune nozioni di medicina legale fondamentali per comprendere il risvolto giuridico del loro agire assistenziale. Per maggiori informazioni e per acquistare il libro: www.catalogo.mcgraw-hill.it

9788838646140

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22 agosto, inaugurato il nuovo reparto dell’Ospedale Saint Damien che accoglie i neonati prematuri e le loro mamme.

Il 22 agosto è stata inaugurata una nuova sala del reparto di neonatologia dell’Ospedale pediatrico Saint Damien in Haiti: la sala “Kangoroo“, che accoglie i neonati prematuri e le loro mamme. In questa nuova sala le mamme che hanno appena partorito si prendono cura dei loro bambini tenendoli fasciati a se per trasmettere calore e cura.

L’apertura del nuovo reparto è un traguardo importante per questo Ospedale, una struttura all’avanguardia in un paese del quarto mondo come Haiti; ad oggi le incubatrici in dotazione sono 7, un numero non sufficiente per accogliere tutti i bambini nati prima del tempo; grazie a questo nuovo progetto, invece, sono le mamme stesse a svolgere il ruolo di “incubatrici naturali” e il beneficio che il bambino può trarre dal contatto diretto con la propria mamma è enorme!
Durante la loro permanenza in questa sala le neomamme, inoltre, vengono informate sui rischi dei parti prematuri e della malnutrizione e soprattutto, possono incominciare a mettersi alla prova nella cura dei loro figli.VLUU L210  / Samsung L210

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17 novembre 2014, Serata straordinaria del Teatro Alla Scala con Uri Caine e Paolo Fresu per i nostri bambini in occasione dei 60 anni di NPH

TEATRO ALLA SCALA, LUNEDÌ 17 NOVEMBRE 2014, ORE 20

Due artisti di fama internazionale saranno i protagonisti del tradizionale appuntamento di raccolta fondi al Teatro alla Scala della Fondazione Francesca Rava – NPH Italia Onlus che quest’anno celebra i 60 anni di NPH, l’organizzazione che rappresenta in Italia e che dal 1954 opera in America Latina con Case orfanotrofio ed ospedali.

Ad esibirsi per i bambini saranno Paolo Fresu e Uri Caine, per la prima volta insieme sul palco scaligero, che reinterpreteranno in chiave jazz, pezzi di musica classica, da Bach a Puccini, da Mahler a Händel arrangiati con tromba e pianoforte, dando vita a un suggestivo concerto che doneranno alla Fondazione per una ricorrenza davvero speciale.

Alla serata parteciperà anche Padre Rick Frechette, medico in prima linea, da 27 anni direttore in Haiti dei progetti NPH, l’organizzazione umanitaria internazionale operante da 60 anni in 9 paesi dell’America Latina con Case orfanotrofio ed ospedali, rappresentata in Italia dalla Fondazione Francesca Rava, accompagnato da alcuni pequeños provenienti dalle Case N.P.H., in rappresentanza dei loro “fratellini”, amici da tutto il mondo.

Grazie al contributo di Rolex, al sostegno di Banco Desio e di Favero Health Projects,l’intero ricavato della serata sarà destinato all’Ospedale pediatrico Saint Damien in Haiti.

Un grazie speciale anche a Nava e a Sette-Corriere della Sera, da anni al fianco della Fondazione nell’opera di sensibilizzazione per portare salvezza a tantissimi bambini nel mondo.

Per il suo alto valore artistico ed umano l’evento gode del patrocinato della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Comune di Milano.

Per chi lo desidera, con una donazione aggiuntiva, sarà possibile partecipare al charity dinner che si terrà a Palazzo Clerici in via Clerici 5 a Milano con gli Artisti e Padre Rick.

Per prenotazioni: eventi@nph-italia.org, tel 02 54122917.

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Leo Jenny, da Haiti all’Italia per un intervento chirurgico salvavita.  

16 luglio 2014 — Si è concluso con successo l’intervento di ricostruzione al quale è stata sottoposta la piccola Jenny, 9 anni, rimasta gravemente lesa al bacino (con conseguente menomazione degli organi interni urogenitali) durante il terremoto di Haiti del gennaio 2010, nel quale purtroppo ha anche perso il papà.
L’intervento è stato effettuato la scorsa settimana all’Ospedale Santa Maria degli Angeli a Pordenone dai Dott. Waifro Rigamonti, direttore della chirurgia pediatrica Burlo Garofolo a Trieste e Antonio Garbeglio, direttore dell’ Urologia Azienda Ospedaliera Santa Maria degli Angeli a Pordenone.
La piccola Jenny è arrivata in Italia da Haiti a metà giugno. Dal 2010 la bambina era costretta a vivere attaccata a un catetere con tutte le conseguenze di perdita di autonomia e esposizione a infezioni e patologie, a maggior ragione vivendo in una situazione di miseria in una baracca.
Proprio per tutti questi gravi problemi medici non è mai andata a scuola soffrendo anche una situazione di isolamento. In assenza di strutture sanitarie adeguate in Haiti ha peregrinato alla ricerca di chi la potesse aiutare, finchè è approdata all’Ospedale pediatrico St. Damien, unico pediatrico in Haiti, centro di riferimento dei soccorsi internazionali nell’emergenza terremoto del 2010, dove è stata visitata dal dott. Roberto Dall’Amico, nostro volontario da anni, che si è offerto di accoglierla presso l’Ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone, dove è primario pediatra. Per mesi abbiamo lavorato per ottenere i documenti e visti necessari per il suo viaggio e finalmente Jenny è arrivata in Italia.

Se puoi aiuta JennyClicca qui e dona subito con causale: un aiuto per Jenny

Mariachiara, vicepresidente della Fondazione, con Jenny e sua mamma all’Ospedale di Pordenone.

Jenny è stata accolta con affetto da tutto il reparto ed il meraviglioso staff del dott. Dall’Amico, e dalla rete di volontari e padrini che hanno subito risposto al nostro appello.

Chi di noi è andata a trovarla è rimasto colpita dall’intelligenza di questa bambina e dalla sua vitalità e dolcezza, nonostante sia nata in una baracca e colpita così gravemente dal terremoto.

Jenny con il Dott. Roberto Dall’Amico, primario dell’Ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone e la caposala, Anna.
Emanuela Ambreck, responsabile dei progetti medici per la Fondazione Francesca Rava, ha accolto Jenny e sua mamma nella sua famiglia.
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Grazie di cuore a chi ci ha aiutato a portare Jenny in Italia e a chi vuole continuare ad aiutarla: se potete, aiutateci a realizzare questo nuovo progetto di rinascita, contribuendo con una vostra donazione anche piccola o dedicando un po’ di tempo a Jenny che rimarrà in Italia fino a fine agosto.  La bambina e la sua mamma vivono questo momento con speranza, ma anche, come è normale, con tanta apprensione: la vostra visita sarà sicuramente di conforto e aiuto.
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Questo è il bellissimo messaggio di ringraziamento da parte di Cherline per tutti coloro che stanno aiutando sua figlia Jenny:

È incredibile il dono e la fortuna che mia figlia ha avuto. Le mie preghiere si stanno avverando; nel 2010, dopo il terremoto, ho avuto la fortuna di arrivare all’Ospedale pediatrico NPH St.Damien, dove ho incontrato il dott. Dall’Amico che ha iniziato da allora ad interessarsi al caso di Jenny.

Non ci sono abbastanza parole per ringraziarvi per tutto quello che avete fatto per Jenny e per me: la Fondazione Francesca Rava ci ha accolto con grande affetto, così come tutte le persone che ci sono state vicine lungo tutto il percorso. In questi anni ne ho passate tante ma vedere che ora Jenny sta guarendo è incredibile.

Non tutti potranno avere la fortuna che ho avuto io per mia figlia, chiedo al signore di benedirvi e prego perchè la Fondazione possa continuare a svolgere il suo lavoro.

Prima di arrivare in Italia qualcuno ad Haiti mi ha messo in guardia dicendo che sarei rimasta completamente spaesata, perché le persone non mi avrebbe accolto con affetto. Invece tutto il contrario, ho trovato una famiglia! Non c’è altro da dire, la mia gratitudine è immenso. Non dimenticherò mai questo dono.

Grazie.”

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Questa è la testimonianza di Barbara, volontaria haitiana da anni in Italia, che si è offerta di aiutare ed assistere Jenny e sua mamma.

“Ieri ho visitato Jenny e Cherline ed entrambe stanno bene. Jenny è incredibile per quanto riguarda la sua capacitá di guarigione.

La vedo molto felice e sorridente, quando mi vede mi da sempre degli abbracci così calorosi! Mamma Cherline è molto felice e piena di gratitudine; tra una visita e l’altra mi ha anche raccontato cosa è successo quel terribile 12 gennaio 2010.

Il giorno del terremoto, un giorno come un altro, Jenny stava tornando da scuola con sua mamma. Lungo la strada si divisero: Cherline tornò a casa, mentre Jenny si fermò a casa di un zio del padre per giocare con un cugino.

Il terremoto cambiò le loro vite: subito dopo la scossa, Cherline, nonostante avesse riportato delle ferite su fronte, schiena e gambe, si precipitò da sua figlia e, con l’aiuto di parenti e vicini, riuscì ad estrarla viva dalle macerie. La bambina era rimasta incastrata sotto dei blocchi di cemento ma fu l’unica a sopravvivere in quella casa.

Jenny inizialmente ricevette poche cure; solo la nonna paterna si occupò di lei ed erano sicuri che a breve sarebbe morta.

Cherline mi ha raccontato la miseria e la fatica sopportati in quei giorni e soprattutto il disinteresse da parte degli ospedali locali per il caso di Jenny. La sua fortuna è stata proprio di arrivare all’Ospedale St. Damien.

Cherline è davvero in gamba, parla abbastanza bene il francese e capisce anche qualche parola in italiano. Ieri ho avuto l’occasione di incontrare le altre volontarie che la stanno aiutando e ho visto quanto affetto nutrono per Jenny e sua mamma e vice versa. Si trovano molto bene qui, ovviamente sentono la mancanza della loro famiglia ma non sono tristi.”

Barbara

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Per avere maggiori informazioni o dare la vostra disponibilità, scrivete a emanuela.ambreck@nph-italia.org oppure chiamate lo 02.54122917.

5 luglio, Ancona, Gran Gala della danza con Martina Colombari, Liliana Cosi e tante stelle della danza

La Fondazione Regionale Arte nella Danza Città di Ancona nell’ambito dell’International Dance Summit organizza il 5 luglio il Gran Gala della Danza nella splendida cornice dell’Anfiteatro romano, parte del ricavato sarà devoluto allaFondazione Francesca Rava per i bambini di Haiti.

Madrine della serata Martina Colombari, testimonial della Fondazione Francesca Rava e volontaria in prima linea, Liliana Cosi, direttrice artistico della Compagnia Balletto Classico Liliana Cosi — Marinel Stefanescu.

Si esibiranno Monica Fotescu Uta e Mark Radjapov, primi ballerini dell’Opera di Dortmund, Bianca Assad e Dorian Grori, primi ballerini della Compagnia Balletto Classico Liliana Cosi — Marinel Stefanescu, Salvatore Manzo e Claudia D’Antonio, primi ballerini del Teatro San Carlo di Napoli, la Compagnia VisBalletFrancesca Taverni, ballerina, attrice e cantante di “The best of Musical” (con la regia di Chiara Noschese) che regalerà al pubblico due brani tratti da Mamma Mia e da Chorus Line,Chiara Noschese.

Per informazioni tel 02.54122917

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Haiti – Italia: un percorso di formazione comune che continua all’Ospedale NPH Saint Damien

La testimonianza di Giulia, ostetrica italiana neolaureata, che da qualche mese sta affiancando lo staff del reparto di maternità dell’Ospedale Saint Damien in Haiti:

Sono già passati tre mesi dal mio arrivo in Haiti e tutto qui è diventato splendidamente familiare.

Il lavoro presso la maternità dell’ospedale NPH Saint Damien procede incessante, il pronto soccorso ostetrico è sempre pieno e così anche la sala parto.
Nel tempo libero non ci si annoia mai; c’è l’orfanotrofio di Fwal con i suoi bambini meravigliosi, sempre disposti a dedicare un sacco di tempo a noi volontari e ad insegnarci giochi inventati da loro; ci sono la distribuzione di acqua potabile agli abitanti di Cité Soleil e le spedizioni alla morgue (l’obitorio dell’ospedale generale) per dare una degna sepoltura a coloro che una volta deceduti non vengono riconosciuti da familiari o amici.
Tutto, tutto, tutto, ha qualcosa di sacro qui. In moltissime di queste situazioni si canta, si balla, si ride forte, per celebrare ogni momento e forse anche per allontanare dalla mente quello che fa paura e che non sembra avere nessuna logica. Haiti e la sua gente meravigliosa mi stanno insegnando tantissimo e mi sento ogni giorno più grata per aver avuto la possibilità di entrare a far parte di questa grande famiglia.
Nonostante ci sia molto da fare, la stanchezza non si sente e questo credo accada perchè tutto è sempre in continua evoluzione.
Lavorando insieme, aiutandosi, si può sempre fare meglio, si può sempre crescere e aumentare la propria conoscenza.

I primi di giugno sono arrivati qui in Haiti Flaminia e Fabio, una neonatologa e un infermiere della Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma, per offrire formazione al personale ospedaliero del Saint Damien.

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Giulia e Flaminia, neonatologa di terapia intensiva dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma, durante il corso di rianimazione neonatale

IMG_6897Mi hanno chiesto di partecipare con loro alla realizzazione di alcuni corsi, tra cui uno dei più importanti è stato quello sulla rianimazione neonatale.
Tutti hanno lavorato duramente per la riuscita di questa iniziativa, ma è stata una grande soddisfazione vedere con quanto interesse abbiano partecipato tutti i medici e le infermiere della Neonatologia. Abbiamo condiviso moltissimo e ci siamo confrontati in maniera costruttiva.
In quanto ostetrica sento chela formazione e l’aggiornamento professionale siano parte fondamentale del nostro lavoro e credo che questo valga in ogni parte del mondo. Quindi un sincero grazie alla Fondazione per avermi dato anche questa possibilità, nel corso di questo bellissimo viaggio!”

Il viaggio di Flaminia e Fabio dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma è stato preceduto da uno stage di 20 giorni della dott.ssa Andrelle e dell’infermiera Carmelle proprio nella Capitale nel reparto di neonatologia. Durante questo periodo hanno potuto lavorare al fianco dei colleghi italiani nel reparto di terapia intensiva neonatale e venire formati sulla rianimazione neonatale e il trattamento di difficili situazioni. Questo percorso formativo rientra in un programa di formazione che ha come obiettivo la trasmissione delle conoscenze e il miglioramento della qualità dell’assistenza offerta al St Damien.

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Fabio, infermiere dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma con lo staff dell’Ospedale St Damien

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Il corso di rianimazione che si è tenuto all’Ospedale è stato seguito da tutto il reparto

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Sempre in quest’ottica, dal 3 al 18 giugno è stato in Italia il Dott. Luterse Dupont, responsabile del reparto maternità al St. Damien. Grazie al sostegno della Fondazione Francesca Rava ha potuto partecipare al Congresso Europeo di Patologia Perinatale, che si è tenuto a Firenze dal 4 al 7 giugno. In seguito il  Dr Dupont ha trascorso 10 giorni presso l’Ospedale Vittore Buzzi di Milano al fianco del prof. Enrico Ferrazzi e del Dott. Claudio Brambilla, volontari della Fondazione. E’ stata un’importante occasione per confrontarsi con i colleghi italiani, conoscere il loro modo di praticare la professione e trovare nuovi stimoli da portare in Haiti.

E’ stato davvero bello poter conoscere la realtà italiana e lavorare al fianco dei colleghi italiani e conoscere il loro modo di agire” ha affermato un entusiasta Dr Dupont.

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Il Dott. Dupont con il prof. Enrico Ferrazzi, primario dell’Ospedale Buzzi di Milano

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Dupont con il Prof. Ferrazzi ed Emanuela Ambreck, coordinatrice dei progetti sanitari per la Fondazione Francesca Rava

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Arrivati in Italia 4 ragazzi haitiani, collaboratori di Padre Rick, per svolgere uno stage presso EY.

Sabato 14 giugno è giunta in Italia una delegazione di 4 ragazzi haitiani, collaboratori di Padre Rick, per svolgere uno stage formativo presso EY.

Per il quarto anno consecutivo, Fondazione EY e Fondazione Francesca Rava N.P.H Onlus hanno, infatti, dato seguito al progetto Education & Entrepreneurship Italia-Haiti,  un percorso intrapreso per la prima volta nel Natale del 2010 e nato dalle necessità di dare un segnale diverso e aprire un momento di riflessione durante i tradizionali festeggiamenti.

La collaborazione in questi 4 anni ha permesso anche di allestire strutture amministrative ad Haiti, grazie anche all’impegno dei professionisti EY che si sono recati a Port au Prince: fino ad oggi sono  tre le delegazioni di professionisti EY che si sono recati ad Haiti tra il 2011 e il 2014.

I ragazzi, durante queste settimane in Italia, stanno frequentando corsi di accounting, communication, business administration, management e IT, che saranno loro utili nel loro lavoro quotidiano in tanti dei nostri progetti in Haiti.

Julner JULIEN, 25 anni, lavora a Villa Francesca, l’hotel-scuola alberghiera solidale arredato con mobili giunti dall’Italia, che si aggiunge come attività di social business al ristorante solidale che la Fondazione Francesca Rava ha aperto lo scorso anno; Jean Alain EMILE, 31 anni, coordina il programma di distribuzione di acqua potabile negli slum di Port au Prince; Dieuner Favil, 40 anni, che lavora nelle Scuole di strada e Henry Claude ROCHER, 43 anni, che occupa una posizione di leadership perché coordina uno staff composto da insegnanti, manutentori e medici, in totale circa 660 ragazzi, che sono stati formati e che hanno poi trovato lavoro.

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 I quattro ragazzi haitiani con Mariavittoria Rava e Cristina Pauna,  responsabile della comunicazione in EY.

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 I ragazzi insieme a Emma, volontaria della Fondazione, che ha fatto da interptrete durante le lezioni.

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DSCN7523I ragazzi con Lucrezia e Roberto, volontari della Fondazione che hanno accompagnato i ragazzi in giro per Milano

“Ho visto Haiti attraverso gli occhi di un uomo”: Emanuela racconta la sua esperienza haitiana

La testimonianza di Emanuela, nostra donatrice, appena rientrata da Haiti dopo un viaggio di conoscenza dell’isola e dei nostri progetti con Paola Corno, volontaria della Fondazione Francesca Rava.

Jeans e magliette, lo spazio che resta serve per portare con sé, disponibilità, umiltà, un sorriso, curiosità e tanto tanto amore.

Haiti terra di forti contrasti……

Haiti fuori dal cuore, fatta di rovine, degrado, miseria, dolore, polvere, fame, povertà, abbandono, morte, odio, guerra, pericolo..

Haiti nel cuore, gonfia di rinascita, elevazione, decoro, gioia, pulizia, cibo, dignità, accoglienza, vita, amore, rispetto, protezione…

Questa è Haiti!

Sole caldo, cielo azzurro, vegetazione rigogliosissima e gonfia d’acqua e di verde, luna, stelle, oceano dal verde smeraldo al nero carbone..

Muraglie, cancelli, guardiole con uomini armati, che aprono solo se sanno chi sei.

Auto, moto, camion e coloratissimi tam-tam sfrecciano concitatamente attraverso strade sterrare e affossate

alzando nuvole di polvere grigia su un brulicare di migliaia di uomini, donne, bambini, cani, gatti, caprette e maiali, che hanno fatto delle macerie le loro dimore, delle lamiere le loro case.

Ho visto Haiti attraverso gli occhi di un uomo,

che ha fatto di questa terra la sua casa,

di questo popolo la sua famiglia,

di sé stesso uno strumento di Dio.

Padre Rick per tutti!

Un uomo imprenditore dagli occhi vivaci, dall’intelligenza arguta, dal carattere deciso, dalla capacità di sporcarsi le mani e mettersi in gioco sempre, e sempre in prima persona.

Che ha scelto Haiti per dare:

ospedali, orfanatrofi, scuole, case, acqua, vestiti, cibo, lavoro. 

Un uomo medico, che ha scelto Haiti per dare:

vita, cure, medicine, professionalità, cultura, la possibilità di avere un domani, la certezza di non essere soli, la tenacia di credere nel cambiamento, la speranza.

Un uomo sacerdote, che ha scelto Haiti per dare:

la fede, la rinascita nella condivisione, il nutrimento dell’anima, il rispetto per ogni essere umano, la preghiera, il canto, l’identità a ciascuno, la vita oltre la vita, una parola rincuorante per tutti, le sue perle di saggezza, l’esempio.

Una vita di programmi sempre in evoluzione, di progetti scelti, condivisi e realizzati attraverso l’operosità e la competenza del popolo di Haiti: gente che ha imparato a guardare avanti per sconfiggere con AMORE VERO il male e la cattiveria.

Un lavoro in continua crescita ed espansione, basato sulla concretezza, sulla credibilità, sulla effettiva realizzazione dei propositi, che Padre Rick può supportare insieme a NPH e alla Fondazione Francesca Rava.

In ogni sua struttura si respira un’aria di pace, il sorriso, la gioia, la pazienza, la condivisione e il tempo scandisce nel rispetto ogni gesto.

Grazie Padre Rick!

Ho conosciuto Haiti piena di speranza, di rispetto, di tempi operosi e costruttivi, di fratellanza e amore.”

 

The best and most beautiful things in the World cannot be seen

or even touched they must be felt with the heart.

Emanuela

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Dal 5 al 15 giugno shopping solidale da Maliparmi per le Scuole di strada di Haiti.

Il nuovo temporary Maliparmi per la terza stagione sostiene le nostre Scuole di strada che ogni giorno danno istruzione, pasti cure mediche a 10.000 bambini.

Il 20% del ricavato sarà devoluto alla Fondazione Francesca Rava. Fate un salto anche voi!

Spazio Nomade Malìparmi, Opificio 31 – Via Tortona 31 Milano, da giovedì 5 a domenica 15 giugno, aperto tutti i giorni 10-19.30.

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Da Haiti le foto e il video del primo “raccolto” di pesci tilapia!

Abbiamo ricevuto da Haiti queste bellissime ed emozionanti foto che testimoniano il primo “raccolto” di pesci tilapia: ben 2200 pesci pronti per essere mangiati dai nostri piccoli pazienti dell’Ospedale Saint Damien e dai bambini della Case orfanotrofio!

Grazie a tutti coloro che hanno contribuito a realizzare questo progetto di lotta alla malnutrizione e di autosostenibillità dei ragazzi haitiani.

AIUTACI!

CON 10 € CONTRIBUISCI ALLA COSTRUZIONE DELLE VASCHE.

DONA CON 200 € IL SALARIO MENSILE DI UN RAGAZZO CHE LAVORA AL PROGETTO

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27 maggio, ore 20, Teatro dal Verme, Concerto Sinfonico straordinario per i bambini di Haiti. Il maestro A. Puccio dirige l’orchestra i pomeriggi musicali, musiche di Beethoven – Schubert, madrina della serata Antonella Ruggiero

La forza di Egmont, i chiaroscuri dell’Incompiuta e la potenza della Quinta Sinfonia di Beethoven costituiscono il prestigioso programma scelto per il Concerto del prossimo 27 maggio presso il Teatro Dal Verme di Milano in cui il Maestro Antonio Puccio dirigerà l’Orchestra I Pomeriggi Musicali. L’evento chiude la stagione sinfonica e rappresenta un appuntamento imperdibile per gli appassionati di musica sinfonica e non solo.

 Il crescendo costruito dalla successione dei brani guida il pubblico attraverso un percorso emozionale che scopre successivamente le conseguenze drammatiche di un sentimento guidato da incrollabile volontà e rappresentato dall’Ouverture di Egmont, l’alternanza costante di amore e dolore propria delle composizioni di Schubert e la strenua lotta contro il destino che conduce alla sospirata e liberatoria vittoria finale nella Quinta Sinfonia di Beethoven.

Impossibile restare indifferenti davanti al carico di emozioni e di sentimenti che questa musica trasmette: tanto Beethoven quanto Schubert (che ben conosceva e apprezzava l’opera beethoveniana) hanno saputo esprimere tramite la forma precisa ed ordinata della Sinfonia la loro genialità musicale e la rappresentazione di fasi comuni all’esistenza umana.

L’intensità delle Sinfonie scelte per questo evento promette un’esperienza musicale appagante tanto per chi apprezza da intenditore i capolavori della musica classica quanto per chi più timidamente si avvicina all’ascolto di un Concerto.

La serata sarà aperta dalla straordinaria voce di Antonella Ruggiero che si esibirà con l’Ave Maria di C. Gounod, l’Aria sulla quarta corda di J. S. Bach, Occhi di Bambino di C. Cantini e A. Ruggiero.

Serata per le Scuole di Strada in Haiti.

Programma

Ludwig Van Beethoven, Egmont Ouverture Op. 84

Franz Schubert, Sinfonia N. 8 in si minore (Incompiuta)

Ludwig van Beeth, Sinfonia N. 5 in do minore Op. 67

Prenota subito il tuo posto! Donazione minima: 10€, 5€ per i minori di 18 anni.

Speciali agevolazioni per gruppi (CRAL, scuole di musica, circoli di cultura e di volontariato etc).

Per informazioni e prenotazioni: eventi@nph-italia.org, 02 54122917

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5 maggio, Giornata Mondiale dell’Ostetrica

“Ieri, 5 maggio 2014, in tutto il mondo è stata celebrata la giornata mondiale dellostetrica, e anche qui ad Haiti, come l’anno scorso, l’associazione delle ostetriche haitiane (AISFH) ci ha invitate a partecipare ad un convegno organizzato per celebrare questo grande giorno. Inizialmente la giornata doveva tenersi presso l’Hotel Montana, ma alla fine, per problemi organizzativi, ci siamo spostati presso la scuola di ostetricia di Port au Prince. Abbiamo colto l’occasione per visitare la scuola grazie alla direttrice che gentilmente ci ha dedicato del tempo per mostrarci il loro lavoro e tutte le sale dove si tengono le lezioni teoriche e pratiche. 


La giornata è iniziata con un minuto di silenzio in memoria di un’ostetrica e un dottore deceduti durante il terremoto. Sono state spese molte belle parole riguardanti il ruolo dellostetrica nel paese come figura concentrata sulla salute dell‘infante e della donna per ridurre la mortalità materno-infantile e per accompagnare la donna nelle diverse fasi della vita. E’ stata sottolineata l’importanza dell‘associazione delle ostetriche haitiane per la crescita del paese; le ostetriche sono state incitate a dare il loro contributo e a farsi sentire per cambiare le cose. Il titolo della giornata è stato: ” Les Sages Femmes changent le monde: une famille à la fois” (le ostetriche cambiano il mondo: una famiglia alla volta). Il tema principale della giornata riguardava l’importanza del supporto psicologico che l’ostetrica da alla donna durante il travaglio e parto. 


Il presidente dell‘AISFH ci ha chiesto di partecipare al convegno presentando una relazione inerente al tema della giornata; abbiamo così deciso, con piacere, di intervenire proponendo il tema dei vantaggi delle posizioni libere assunte dalla donna durante il travaglio e parto. Ci è stato a cuore ricordare che l’ostetrica dispone di moltissimi strumenti per favorire la fisiologia e per diminuire il numero di parti medicalizzati, tra cui appunto la promozione della libertà di movimento durante il travaglio e il parto.
Alla fine è stato presentato il nuovo comitato dell‘ AISFH, e con estrema felicità vi comunichiamo che il nuovo presidente è proprio un’ostetrica dell‘ospedale S. Damien, Miss Michouta Louis Lafleur.
E’ stato per noi un onore partecipare a questa giornata e sentirsi parte a questo gruppo di ostetriche determinate a lavorare duramente per migliorare la situazione sanitaria attuale.


Con affetto
Anna e Giulia

Haiti, il lavoro continua. Completate 4 nuove casette della Casa orfanotrofio Foyer S. Louis. In costruzione un ponte sopra l’immondizia di Cité Soleil.

Al rientro dal suo ultimo viaggio in Haiti, Michelangelo, ingegnere volontario e referente per la Fondazione Francesca Rava dei progetti di costruzione di nuove struttrure sull’isola, racconta i nuovi sviluppi:

Foyer S Louis, FWAL

E’ stata completata a Tabarre, nei pressi dell’ospedale Saint Damien, la costruzione di 4 nuove casette doppie del Foyer Saint Louis, la struttura che ospita olre 100 bambini orfani del terremoto, che sinora hanno vissuto in container attrezzati. L’inaugurazione ufficiale è avvenuta lunedì 26 aprile, con la benedizione di Padre Rick e una piccola festa. Le 4 + 4 casette (ciascuna di 130 mq circa) ospiteranno 12 bambini ciascuna, per un totale di 96 bambini”. Le nuove casette vanno ad aggiungersi ai moduli già realizzati del progetto della nuova Casa per i bambini orfani o in disperato bisogno a seguito del terremoto, ovvero la Baby House St Anne (40 bimbi da 0 a 5 anni), il Kindergarten (200 bambini) e la scuola primaria FWAL (800 bambini).

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Ecco le foto della cerimonia di inaugurazione del Foyer Saint Louis:

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“E’ inoltre appena iniziata la costruzione dell’edificio servizi (cucine, lavanderia, magazzino)” prosegue Michelangelo.

 

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Scuola FWAL (Father Wasson Angels of light)

E’ stato completato il campo di basket davanti alla scuola FWAL (inaguruata nel gennaio 2012) e l’edificio uffici. E’ iniziata la sistemazione del terreno per il giardino e l’orto; è inoltre in corso la piantumazione.”

Allevamento pesci tilapia

Nel terreno dietro all’ospedale sono state impiantate quattro vasche, utilizzate a rotazione, ciascuna con 4.000 pesci in crescita, più due vasche più piccole per gli avannotti (i pesciolini da allevare, che vengono acquistati). Ogni mese le vasche accoglieranno i nuovi pesci che raggiungeranno la completa crescita a quattro mesi.

Tra meno di un mese ci sarà la prima pesca. Il progetto prevede che gli 800 bambini della Baby House, del Foyer Saint Louis e della scuola FWAL (la maggior parte dei quali vivono nelle tendopoli, distanti anche piu di un’ora di cammino a piedi) mangino pesce una volta alla settimana, mentre i pesci in piu saranno venduti in ottica di autosostenibilità. E’ un progetto cui Padre Rick tiene tantissimo per poter integrare la dieta dei bambini e combatere la malnutrizone. Le acque reflue della piscicoltura sono utilizzate per l’irrigazione.

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Sempre in ottica di itnegrazione della dieta dei bmabini, accanto al progetto Tilapia sta sorgendo un allevamento di galline ovaiole, il pollaio è quasi terminato e si piantano mais, manghi e moringa in ogni pezzo di terra…dietro l’ospedale è quasi una fattoria!”DSC_0037

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Un ponte a Cité Soleil

Nell’ambito del progetto Fors Lakay, Padre Rick sta costruendo un ponte che permetterà alle famiglie di Cité Soleil di giungere all’ospedale St Marie evitando le montagne di immondizia e di fango che circondano le loro baracche.” Sta proseguendo inoltre la costruzione, mattone su mattone, delle casette che stanno restituendo un’abitazione dignitosa alle famiglie di Citè Soleil, arrivate oggi a 105. Il progetto impiega manodopera della comunità dando cosi alle famiglie un piccolo salario che permette loro di sopravvivere.

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Torna 48 ORE PER HAITI: le imperdibili occasioni di shopping solidale a favore dei bambini di Haiti.

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Martedì 6 e mercoledì 7 maggio torna l’ormai tradizionale appuntamento con 48 Ore per Haiti, la due giorni di shopping solidale a favore della Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia Onlus con abiti, borse e accessori di marca, vini pregiati, cosmetici, articoli per la casa, abbigliamento da bambino, fer forgé, libri, e tante imperdibili occasioni.

Grazie ai prodotti e ai capi donati da Aziende amiche – da Hogan a Moncler, da Ermanno Scervino a Technogym, da Peuterey a Simonetta Ravizza e tante altri brand, il 100% della raccolta sarà devoluto all’Ospedale Saint Damien, unico pediatrico gratuito in Haiti, che assiste ogni anno 80.000 bambini ed ha urgente bisogno di sostegno perché continuamente sovraffollato da bambini in condizioni anche molto gravi.

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Un importante aiuto, il vostro voto con un semplice click darà da mangiare ai bambini in Haiti

Il vostro voto e quello dei vostri amici, colleghi e parenti ci permetterà di vincere il bando di Fondazione Mediolanum e di inviare 150.000 euro a Padre Rick e al suo team in Haiti, per realizzare l’allevamento di pesci per dare proteine e cibo ai piccoli pazienti dell’Ospedale St. Damien e ai bimbi delle nostre Case orfanotrofio NPH.

Ecco le istruzioni, è facile e veloce (è preferibile usare come browser Chrome o Mozilla):
– entra nella pagina del nostro progetto e clicca su Vota;
compila i campi a destra;
– riceverai una mail di attivazione. Clicca sul link indicato nella mail;
inserisci nei campi di sinistra, user e password creati precedentemente;
– nella sezione “Nutriamo il futuroscegli “Haiti: pesci per nutrire, lavoro per crescere“;
scegli 5 voti, clicca su Vota ed è fatta!

Votate, passate parola e condividete il più possibile entro il 30 aprile. Grazie di cuore!
Se riscontrate problemi scrivete a: ufficiostampa@nph-italia.org, saremo felici di aiutarvi.

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Il ritorno di Anna in Haiti e l’inizio di una nuova avventura per Giulia.

E’ ormai passato quasi un mese da quando le due ostetriche, Anna e Giulia, hanno fatto il loro arrivo in Haiti per affiancare il team sanitario dell’Ospedale pediatrico Saint Damien; per Anna si è trattato di un ritorno, per Giulia di un nuovo inizio.

Ecco le loro prime impressioni:

Sono già passate tre settimane del nostro arrivo ad Haiti, l’11 marzo 2014. Ad aspettarci a braccia aperte in aeroporto c’erano Cecilia e Sabina, anche loro ostetriche che hanno trascorso 6 mesi qui.

Una volta arrivate a Villa Francesca siamo state accolte dagli abbracci affettuosi di tutto lo staff della guest house che quotidianamente lavora al meglio per rendere confortevole e familiare la permanenza di tutti i volontari. Il giorno seguente abbiamo fatto visita al personale della maternità, e in seguito visitato l’ospedale Saint Damien e parte dei progetti NPH presenti qui a Port ai Prince. La prima settimana abbiamo lavorato al pronti soccorso ostetrico, mentre dalla seconda settimana in poi ci siamo divise tra la sala parto e il triage.

Durante queste tre settimane siamo state con Cecilia, ostetrica in missione ad Haiti da ottobre 2013, è stato bello vedere e condividere con lei il gran lavoro svolto in questi mesi insieme a Martina. Abbiamo trascorso insieme gran parte del nostro tempo libero all’orfanotrofio Fwal e Saint Anne con i meravigliosi bambini. Vedere l’autenticità dei rapporti che Cecilia è riuscita a creare con i bambini e con il personale NPH ci ha dato una carica estremamente positiva per l’inizio di questa esperienza. Oggi purtroppo ci lascia per tornare a casa, e così inizia per noi un altri capitolo della nostra missione.”

Eccomi tornata in quella che sento la mia seconda casa, la mia seconda famiglia. Appena sono arrivata ho provato una sensazione strana, come se non me ne fossi mai andata da qui. Ho trovato le stesse persone dell’anno scorso con piccoli e grandi cambiamenti: c’è chi ha ricevuto una promozione, chi ha cambiato lavoro, chi ha iniziato a farfugliare le prime parole, chi ora cammina, chi si è sposato e chi è diventato genitore. E poi c’è una cosa che invece è rimasta tale e quale: l’affetto delle persone, la vitalità e i sorrisi travolgenti dei bambini che ti ricaricano le batterie con incredibile facilità. Che bello riabbracciare tutti e sentire la loro gioia nel rivederti. Molti erano stupiti di rivedermi anche se gli avevo promesso che sarei tornata prima o poi, anche per una sola settimana. Detto, fatto, eccomi di nuovo qui con loro pronta a vivere al 100% questi altri sei mesi consapevole che poi sarà sempre più difficile separarmi da loro!! Immensamente grazie per avermi fatta tornare qui, non smetterò mai di ringraziarvi!!

Anna

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Sono stata travolta dalla vitalità di Haiti fin dal primo giorno. Già tre settimane sono passate dal nostri arrivo, eppure sono sempre due le sensazioni che mi accompagnano più spesso nel corso della giornata, mi sento una spugna e ho l’impressione di avere gli occhi grandi grandi dallo stupore! Sto ancora guardando tutto ciò che mi circonda con tanta curiosità. Sento di poter sempre imparare qualcosa qui ad Haiti: imparo in ospedale nel confrontarmi con il personale sanitario; imparo dalle mamme coraggiose che vengono qui a partorire; in orfanotrofio nel condividere la gioia sfrenata e senza pretese dei bambini; a Villa Francesca, che ormai chiamo e sento ” casa mia ” , nel vivere e veder crescere bellissimi rapporti con lo staff meraviglioso della Guest House e con gli altri volontari NPH.

Mi sento estremamente grata per l’opportunità che mi è stata data e sono tanto felice di esse qui assieme ad Anna, ostetrica, donna e amica dalle mille risorse.”

Giulia 

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Dona il tuo 5×1000 per salvare migliaia di bambini all’Ospedale Pediatrico Saint Damien in Haiti

In Haiti 1 bambino su 3 muore prima dei 5 anni per malnutrizione e malattie curabili. L’Ospedale Pediatrico N.P.H. Saint Damien ogni anno assiste gratuitamente 80.000 bambini con il suo staff tutto haitiano, formato grazie a gemellaggi con ospedali italiani e attrezzature d’avanguardia. Dona il tuo 5×1000 alla Fondazione Francesca Rava – NPH Onlus, si trasformerà in cure e salvezza per migliaia di piccoli pazienti.

Ricordati di inserire nella tua dichiarazione dei redditi (nel riquadro per il sostegno agli enti di volontariato) il nostro C. F. 97264070158, un gesto che non ti costa nulla ma per noi importantissimo.

[youtube.com/watch?v=h_qT1mCobpc]

 

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Grande successo per l’Aperitivo di Primavera all’Emporio 56 a favore delle Scuole di Strada in Haiti

Venerdì 21 marzo, primo giorno di primavera, al Bar Emporio 56 di via Washington a Milano, si è tenuto l’Aperitivo di Primavera, serata a favore delle Scuole di strada in Haiti.

La serata è stata allietata dalla bellissima voce di Rosalba Piccinni, “la cantafiorista” che accompagnata alla tastiera da Fabrizio Trullu ha ripercorso la storia della musica italiana e non solo, ed esposto le sue creazioni florali.

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Da giovedì a domenica, nell’adiacente Spazio Emporio 56 si è tenuta invece “L’artigianato all’Emporio”, la Mostra Mercato di abbigliamento, bigiotteria, cosmetica di alto Artigianato, giunta ormai alla sua 2a edizione, e dove anche la Fondazione Francesca Rava era presente con l’esposizione dei prodotti solidali pasquali.

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Nelle giornate di venerdì e sabato, alcune nostre volontarie hanno tenuto, inoltre, per i più piccoli dei laboratori di decorazione di uova pasquali.

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The Best of Musical: il meglio della storia del musical, in varie città italiane, a favore dei bambini di Haiti

The Best of Musical, una divertente serata per tutti, anche per i vostri bambini, da non perdere, nei teatri di numerose città italiane.

Grazie a una partnership con Stage Italia sono riservati posti speciali per i nostri donatori con la possibilità di contribuire, prenotando tramite la Fondazione, ai nostri progetti in aiuto ai bambini di Haiti, in particolare l’Ospedale pediatrico Saint Damien.

The Best of musical è un viaggio attraverso quattro spettacoli diventati oramai leggenda e che hanno fatto la storia del musical mondiale: “la Bella e la Bestia“, “Mamma Mia“, “Sister Act” e “La Febbre del Sabato Sera“, un percorso emozionale e visivo reso unico dalla presenza dei protagonisti dei cast originali. Un evento unico nel suo genere che mette in scena venti artisti e performer accompagnati dalle leggendarie canzoni degli Abba, dei Bee Gees e di Alan Menken eseguite dal vivo.

La serata vedrà anche la partecipazione della nostra madrina Martina Colombari e nel foyer dei nostri volontari, nelle seguenti date:

Milano, 23 marzo, Barclays Teatro Nazionale

Roma, 26 marzo, Auditorium Conciliazione

Genova, 30 marzo, Politeama Genovese,

Bologna, 31 marzo, Europa Auditorium

Torino, 12 aprile, Teatro Alfieri

Verona, 15 aprile, Teatro Stabile

Trieste, 18 Aprile, Teatro Rossetti

 

Donazione a partire da 20 €, il ricavato al progetto Chirurgia pediatrica presso l’Ospedale S. Damien in Haiti.

Prenota subito, 02 54122917, eventi@nph-italia.org

TBOM_mailing con dateA firmare la regia sarà Chiara Noschese, già eccezionale leading lady di “Mamma Mia” poi casting director e acting coach per “Sister Act” e infine regista associato per la “Febbre del Sabato Sera”. Le orchestrazioni, la supervisione e la direzione musicale sono affidate a Simone Manfredini, già direttore musicale di tutti e quattro gli show. Le coreografie sono ideate da Eleonora Lombardo.

Pasqua 2014: scegli le nostre specialità solidali in aiuto ai bambini delle Scuola di strada.

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Andare a scuola in Haiti vuol dire sopravvivere!

Le nostre proposte pasquali sostengono le Scuole di strada N.P.H. nei quartieri più degradati di Port au Prince che assicurano ogni giorno a oltre 10.000 bambini un pasto caldo, spesso l’unico della giornata, vaccinazioni e cure mediche, una divisa pulita e istruzione per costruire il loro futuro.

Spedizioni in tutta Italia per ordini effettuati entro il 15 aprile (per le uova non possiamo garantire l’integrità del prodotto alla consegna)

Per informazioni e prenotazioni: 02 54122917, pasqua@nph-italia.org

Grande successo per l’Inventastorie, il laboratorio di scrittura creativa tenuto da Nicoletta Sipos

Ha avuto grande successo il laboratorio di scrittura creativa in favore delle Scuole di strada in Haiti.

20 scrittori in erba si sono incontrati sabato 22 febbraio nello Spazio Fondazione, in Viale Premuda 38/A a Milano , per imparare dalla giornalista scrittrice Nicoletta Sipos alcune tecnica di scrittura ed esercitarsi. E’ stata una lezione di scrittura, fantasia, intelligenza con lo sguardo fermo verso Haiti. Lo Spazio Fondazione ha dato tanta energia del bene e altrettanta ne ha ricevuta grazie agli stimoli, racconti, ironia dei partecipanti.
Grazie a Nicoletta Sipos, a grande richiesta ripeteremo il laboratorio a breve!
Il ricavato è stato devoluto alle Scuole di strada in Haiti, andare a scuola in Haiti vuole dire sopravvivere: mangiare una volta al giorno, imparare, indossare una divisa pulita, ricevere vaccinazioni.
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Uno degli esercizi svolti durante la lezione ha riguardato il nostro Spazio Fondazione, che è stato così descritto da alcuni dei partecipanti:

La forma regolare, ampia, il caldo pavimento in legno – che al passaggio regala un morbido rumore – fanno di questa stanza un luogo accogliente. Le grandi foto alle pareti, nonostante la serietà del tema che illustrano, invitano ad entrare come fossero una squisita padrona di casa che mostra e mai ostenta. Solo le finestre, benché ampissime, con l’opacità dei loro vetri tolgono….no, non tolgono – meglio lascino fuori – la superficialità.”

Elisabetta

Nuvole di un colore caldo sui muri e grandi foto che raccontano una lunga storia di fatica e Amore. Grandi vetrate costrette su un cortile interno che purtroppo non permette al sole di entrare. Sopra ogni cosa l’eco di tante di voci, storie e persone che nel tempo hanno preso parte agli eventi della Fondazione.”

Silvia

La stanza è illuminata, oltre che dalle lampade, dalla luce proveniente dalle grandi finestre poste tutte sullo stesso lato e questa luce sottolinea gli sguardi delle persone ritratte nelle fotografie appese tutt’intorno. foto che raccontano i progressi di un lavoro duro, lungo e gratificante.

Irene 

“La luce è diffusa da lampadari a cerchi concentrici; sul muro in fondo si riflette l’immagine del proiettore. Alle pareti quadri: tante persone impegnate ad aiutare gli altri, i volti sorridenti di piccoli folletti dagli occhi profondi… lì si concentra la mia attenzione. 
E poi al centro 17 persone che si avvicinano a quei volti: un eterogeneo mix di apprendisti scrittori, pochi strumenti a loro disposizione… un bloc-notes, un tavolo chiaro e sedie rosse; qualche genere di conforto appoggiato su un tavolo poco più distante. E’ impreziosito da un lungo copritavolo blu, sulla base è stampata una catena umana di adulti e bambini che si tengono per mano.”
Raffaella

Da bambina amavo fissare lo sguardo sui soffitti e immaginare di stare lassù a scrutare il mondo al contrario. Un’inclinazione che non si è affatto spenta col passare del tempo. Nella sala a elle della Fondazione Rava posso immaginare di sdraiarmi con le spalle appoggiate ai condotti metallici, affiancando i lampadari a cilindri concentrici di tessuto chiaro e leggero. Sotto di me si allungano tavoli color panna, che disegnano una U senza rotondità su un pavimento di legno scuro. Sulla parete di fondo uno schermo offre il fianco a un tavolo da conferenza coperto da un drappo blu. Dirimpetto le vetrate spesse e opache difendono lo spazio interno dalle aggressioni luminose e sonore del mondo di cemento e asfalto che sta appena fuori. Sulle altre pareti del salone quadri fotografici di Haiti così vividi da portare quei luoghi e la loro gente incredibilmente vicini ai nostri occhi, al nostro cuore. L’atmosfera pacata delle persone curve sui bloc-notes riempie l’aria del fruscio dei pensieri che accarezzano la carta. Accanto alle finestre, lungo il lato corto della stanza, un tavolo apparecchiato per il coffé break si esibisce con il fascino sottile di un sortilegio a cui non posso sottrarmi…scenderò dal soffitto!

Laura

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Diamoci una mano, prendendoci per mano: Gianna, Arianna e Jessica raccontano la loro esperienza in Haiti

Il gruppo di volontari italiani partito a dicembre per svolgere un campus di volontariato presso le Case NPH in Haiti, al rientro in Italia racconta le proprie emozioni:

Mi ritengo una persona molto fortunata perché nella mia vita ho incontrato tantissime persone eccezionali; questa esperienza ad Haiti ha allungato di molto la lista!
I sentimenti che ho nel cuore sono tanti e faccio fatica ad esprimerli tutti, anche perché mi ritengo una persona portata a fare, più che a parlare.
Questi angeli che aiutano P.Rick nella sua missione di aiuto alla popolazione haitiana sono incredibili: pieni di motivazione, forza, coraggio, tanto amore e…semplicità. Il lavoro sul campo completa l’azione di N.P.H. in modo esemplare!

Sono partita senza alcuna aspettativa, come mio solito; l’operosità e l’efficienza di tutte le persone che dedicano la loro vita ad un’ottima causa con un lavoro umile e silenzioso mi hanno incantato!
Certo, se ci lasciamo scoraggiare pensando che per risolvere i problemi di questa gente ci vuol ben altro, non abbiamo capito gli insegnamenti di P. Wasson, o, come diceva Madre Teresa che “Il mare è fatto di tante piccole gocce”.
E’ scandaloso che in un mondo globalizzato non si riesca a far fronte a certe problematiche a livello governativo, ma non possiamo aspettare che la diplomazia si svegli, dobbiamo farlo noi per primi, semplicemente mettendo in atto gli insegnamenti del Vangelo, così come fa ogni
giorno P. Rick: “Curare gli ammalati, vestire gli ignudi, visitare i carcerati, aiutare le vedove e gli orfani […]”. Lui e tutti coloro che lo seguono fanno già parte di quei giusti di cui parla il Vangelo.
Vedere la gioia sui visi dei bimbi ogni volta che ci si prendeva cura di loro riempie il cuore! Per qualche tempo ho potuto tradurre le letterine che scrivono ai loro padrini e vederli dal vivo mi ha molto emozionata; in fondo i loro sogni, le loro speranze sono uguali a quelli dei nostri
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Camminando invece per Cité Soleil avevo solo un grido che mi saliva in gola: perché loro e non io, qual è la differenza?
Certo, è una lotta contro il tempo, lì la gente muore di malattie che qui sarebbero facilmente curabili, non esiste prevenzione! Allora ben venga l’impegno nascosto di tanti medici e personale infermieristico che dedicano il loro tempo libero a questi sfortunati. E’ bello e assolutamente da lodare l’impegno di N.P.H. a fornire nuove case dai colori allegri che contrastano con il grigiore e lo squallore delle baracche, infondendo così speranza nei cuori.
Ad oggi sono ancora più convinta che sostenere NPH sia un nostro dovere, perché è l’unico modo di aiutare concretamente questa popolazione a crescere; è solo educando le nuove generazioni con progetti concreti che portano loro cultura ed insegnano mestieri (come per
esempio, ma non solo, la sartoria ed il pastificio) che si crea la base per una società migliore, ovviamente rispettando quelli che sono gli usi e i costumi locali. Noi dobbiamo donare con convinzione e generosità, loro ricambiano con la gratitudine e il sorriso che ci apre il cuore.

Grazie N.P.H. per avermi dato l’opportunità di vedere questa realtà dolorosa, ma affrontata con una forza immensa che fa crescere.

Gianna

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Di sicuro è stato prima di tutto un viaggio di scoperte e di esplorazione.

Ho conosciuto Port Au Prince e la sua condizione disperata e degradata. La grande slum, con la cattedrale distrutta, le strade senza asfalto, il traffico congestionato di alcuni momenti, la polvere, i mercati, le baracche ammassate o magari qualche casa colorata e scalcinata che è resistita a metà, il resto è in terra. Crollato.

Ma, passando per strada, ascolti musica sempre, le persone vestono abiti puliti, soprattutto se vanno a Maessa o a Scuola, il cielo è azzurrissmo, ci sono colori forti e vivaci e c’è anche un pò di vento che allevia il solleone, l’estate haitiana. Anche le persone appaiono solari, come la loro estate, e i bimbi si avvicinano, ti parlano e ti chiedono, senza diffidenza. Chiedono a noi, che invece rispondiamo con diffidenza, o paura, almeno all’inizio, di un mondo povero, che sembra altro da noi e non ci appartiene.

Ho conosciuto NPH, i suoi progetti e la Fondazione Francesca Rava. Fino a che punto i progetti di una fondazione possono essere di aiuto o  l’unica via di sopravvivenza. Semplici, ma belli. Come l’ospedale Saint Damien, bianco, ordinato, ornato di giardini verdi, tanta luce e aria. Leggero, nonostante le situazioni pesanti. Saint Damien, con i suoi bimbi malati. Ma sempre bimbi, con la voglia di essere bimbi, di giocare, di avere qualcuno con cui ridere, disegnare i cuori, la luna, gli aeroplani da attaccare al lettino. Bimbi che ti aspettano, che hanno voglia di essere accarezzati, che dopo poche ore imparano a lasciarsi andare e si affidano. Quasi ti cercano con gli occhioni grandi e lucidi, le manine morbide, le menti fresche e intelligenti.

S. non vedeva l’ora di fare canzoncine e balletti in gruppo, A. ti guardava dall’angolino, vicina alla sua mamma ma sperava che tu la prendessi per mano per portarla a giocare, M., con la sua intelligenza,ci batteva tutti al Memory. V., dalla stanza dei bimbi abbandonati, aspettava che una nuova amica la prendesse per mano per andare fuori, a passeggiare nei corridoi, nel giardino, a sbirciare nelle altre stanze, quasi a scoprire che mondo ci fosse oltre la sua stanzetta. E quando ha scoperto com’è bello disegnare, ha colorato tutti i fogli che aveva disposizione, fino a consumare i pennarelli, senza sosta, senza stanchezza. Francesca invece ti guardava seria con gli occhi sgranati. Ancora non ha imparato a sorridere. Chissà se un giorno imparerà. E se andrà a scuola, se avrà amiche e amici, se un giorno avrà un affetto. Chi lo sa…

Ho conosciuto gli orfanatrofi, la Baby House, il Foyer Saint Louis, Kenskoff. Bimbi, ognuno con la sua storia, che imparano a vivere con tanti fratellini e sorelline, con cui dividere giochi, televisione, compiti, stanze, amici, pranzi, cene, merende, vestiti, collanine, affetti. Trasmettono energia e non solitudine.  Giocano e litigano e fanno la lotta, ti saltano in braccio appena ti vedono e aspettano che tu faccia qualche attività con loro o che solo gli parli, o se non sai il creole, pazienza, tanto ti parlano loro o ti sorridono. O giocano a calcio, o al poliziotto, o cantano e vogliono vincere sempre. Bimbi, che sono bimbi, come tutti i bimbi del mondo.

E ho conosciuto una nuova dimensione, quella dei volontari dal mondo, ognuno con il proprio egoismo e la grande generosità, ognuno con la sua lingua e la sua storia diversa, ma tutti per Haiti. A imparare che non comandi tu, ma tu partecipi. Che non emergi, ma il tuo contributo è prezioso. Che lavori con gli altri ma senza ambizioni. Team Spirit. Tanto non comandi tu. Comanda il contesto. E comanda Haiti…

Arianna

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Quest’anno ho deciso di sfruttare al meglio le vacanze di Natale, facendo, per quanto possibile, qualcosa di utile.

Credevo di arrivare ad Haiti con l’idea di dover “dare”, invece, ho per lo più ricevuto! Ho imparato (quasi..) il creolo da gentilissimi professori di 8 anni, i quali mi hanno insegnato a disegnare degli avion che non sembrassero dei pesci, Pa Noel che non somigliassero a Befane, giocato, fatto scherzetti e riso tanto (forse si sono divertiti più loro prendendomi in giro per il mio creolo improvvisato J) Non credevo fosse possibile divertirsi tanto con così poco..
Due settimane trascorse tra piccoli e forti abbracci, manine appiccicose e bacini tenerissimi… Troppo poco tempo per emozioni così forti!
L’ultimo giorno, durante la festa di Natale, circondata da quegli adorabili furbetti, ho capito cosa fosse la vera felicità.
Sono tornata arricchita, con i veri valori della vita ben impressi, ho dato, ma soprattutto ricevuto, tantissimo affetto.
L’opera di N.P.H. è davvero notevole: già dall’aereo spiccano le casette colorate in muratura che vengono costruite in sostituzione alle baracche di Cité Soleil.
Il loro impegno non si riflette solo sui bimbi ma anche sugli adulti: Francisville, la città mestieri, da svariate opportunità agli abitanti, insegnando loro lavori di carpenteria, edili, ecc…inoltre, garantisce pane, pasta ed il super proteico burro d’arachidi, a tutti i bambini dell’orfanotrofio e, con dei container dislocati per la città, a tutti gli abitanti. La sartoria cuce divise impeccabili agli studenti dell’orfanotrofio e delle Scuole di strada, non ho mai visto scolari così ben vestiti ed acconciati! Sono incredibilmente perfetti!

L’ospedale pediatrico Saint Damien dispone di macchinari all’avanguardia, tanto efficienti quanto bisognosi di manutenzioni, ed infine Villa Francesca, una struttura accogliente che ospita volontari da tutto il mondo!

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È stato però visitando la città che abbiamo compreso la vera importanza di NPH: c’è un abisso tra le condizioni dei bimbi di città/ baraccopoli e quelli degli orfanotrofi: bambini che vivono in strutture di mattoni, con acqua corrente e fognature, due pasti assicurati ogni giorno, che ricevono cure ed attenzione, contro altri che passano le giornate in baracche di lamiera e teli mezzi bruciacchiati, giocano per le strade scalzi, calpestando ogni genere di immondizia, senza sapere quando potranno mangiare la prossima volta e senza la possibilità di un’istruzione sicura. Bambini i cui volti si illuminano con sorrisi ridondanti di felicità per un cracker.
Il contrasto tra la povertà desolante in cui vivono, ed i loro stupendi sorrisi, ti strappa il cuore. Il vero problema, che spesso dimentichiamo, è che l’80% del mondo si trova nelle stesse disumane condizioni. C’è ancora molto da fare e, con l’aiuto di tutti e l’esempio del lavoro svolto fino ad ora dalla Fondazione Francesca Rava, sono certa che riusciremo a migliorare la situazione di altre migliaia di persone!

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Save the date! Sabato 22 febbraio, dalle 9.30 allo Spazio Fondazione in viale Premuda 38/a a Milano, “L’INVENTASTORIE” laboratorio di scrittura creativa con Nicoletta Sipos.

Sabato 22 febbraio, dalle 9.30 allo Spazio Fondazione in viale Premuda 38/a a Milano, laboratorio di scrittura creativa con Nicoletta Sipos.

Le tecniche e le regole del racconto, esercizi mirati su come spiegare un concetto o descrivere un personaggio, come affinare le doti di osservazione, imparare a  intrattenere grandi e piccoli impiegando la propria fantasia e creatività, scoprendo i più gustosi segreti dell’affabulazione.

I partecipanti sono invitati a portare carta e penna preferita, tablet o pc portatile!

35 € donazione minima, 25 € per gli under 30 che saranno interamente devoluti al progetto Scuole di Strada N.P.H. in Haiti, che accolgono ogni giorno 10.000 bambini con programmi educativi, un pasto caldo, una divisa pulita, libri, matite e quaderni.

Prenota subito, posti limitati! 02 54122917 o scrivi a ufficiostampa@nph-italia.org.

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Nicoletta Sipos è nata in Ungheria, cresciuta a Milano, ha vissuto in Germania e Stati Uniti. Ha lavorato per diversi quotidiani e settimanali (Avvenire, Il Giorno, Gente) ed è stata redattore capo di CHI, la testata per la quale cura la rubrica libri.

Ha pubblicato romanzi per adulti e ragazzi, e saggi in forma di romanzo come “Il buio oltre la porta” (2009) storia vera di una signora della buona società massacrata di botte dall’insospettabile marito, e “Perché io no?” (2011) entrambi per Sperling & Kupfer.

Suoi racconti sono apparsi nel Supergiallo “Eros e Thanatos” (2010) e in vari gialli, nonché nelle antologie “Cuori di pietra” “Facce di bronzo” e “Corpi” editi da Mondadori e nella raccolta “Alle signore piace il nero” (Sperling & Kupfer).

Ha tenuto laboratori di scrittura all’università statale di Milano, in scuole di vario ordine, presso la Biblioteca Venezia di Milano anche nell’ambito di Bookcity e a Città del teatro (Cascina).

E’ stata in Haiti con la Fondazione Francesca Rava come inviata nel 2008 e da allora ne è volontaria e sostenitrice.

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