Da Haiti una storia da Padre Rick: il piccolo James e il male.

“Cari amici,

negli ultimi giorni sono stato costretto a ricordare una storia inquietante, difficile da capire quando ero bambino. Una legione di demoni lascia in pace un uomo indemoniato per fiondarsi su un gruppo di maiali che, dopo essersi gettati da una scogliera, muoiono in mare.

La morale della storia è che i demoni sono parassiti: hanno bisogno di vivere da qualche parte. Lasciano una vittima solo per andare da un’altra. I demoni non sono nulla se presi singolarmente. Questa è una descrizione essenziale del male. Le opzioni sono due: o i maiali erano molto intelligenti, oppure i loro sensi erano stati alterati in qualche modo. Sono stati abbastanza intelligenti da cercare di liberarsi dei demoni, ma stupidi nel modo in cui l’hanno fatto perchè si sono liberati non solo dei demoni, ma anche di loro stessi? Oppure sono stati in qualche modo dirottati dai loro invasori? Infatti, esistono parassiti che si impadroniscono della ragione delle loro prede, che sono poi costrette ad uccidersi.

Lo scrittore di questa inquietante storia è Gesù. La parte peggiore del racconto è quella prima dei maiali: Intanto giunsero all’altra riva del mare. Come scese dalla barca, gli venne incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo. Egli aveva la sua dimora nei sepolcri e nessuno più riusciva a tenerlo legato, perché aveva sempre spezzato le catene e infranto i ceppi, e nessuno più riusciva a domarlo. Continuamente, notte e giorno, tra i sepolcri e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. Visto Gesù da lontano, accorse verso di lui, gli si gettò ai piedi, e urlando a gran voce disse: «Che hai tu in comune con me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Questo povero uomo viveva tra i morti, urlando, lamentandosi e spaventando chiunque passasse di lì. Ad un certo punto la sua forza era talmente amplificata dal male che non poteva più essere trattenuto. Almeno fino all’arrivo del bene.

Questa è una lettera che mi è stata inviata e che mi ha permesso di ricordare questa storia: “Caro Padre Rick, vorrei raccontarti di James, un bambino afflitto da seri disturbi mentali. All’Ospedale generale dove era stato abbandonato si è cavato entrambi gli occhi e vuole strappare tutto ciò che è rimasto. La ferita che si è provocato è sanguinosa e probabilmente infetta a causa delle mosche e di altri insetti che si sono raggruppati all’interno delle cavità sanguinanti. Sembra abbia disturbi neurologici, probabili crisi epilettiche e sembra soffrire molto. La domanda che volevo porti è: pensi che all’Ospedale St. Damien potrebbe ricevere cure ed essere visitato da un neurologo? Oltre agli occhi, ha cominciato anche a mangiarsi le labbra e a strapparsi i denti. Ovviamente ha una profonda mancanza di amore e tenerezza, ma questo non spiega il suo desiderio di autolesione.

Quando James è stato trasferito nel nostro ospedale ci siamo accorti che non aveva gli occhi a causa di una mancanza di vitamina A; si gratta gli occhi perché sono secchi e infettati. Si morde le labbra solo quando è nel mezzo di una crisi epilettica. Quando guardi nelle sue cavità ottiche vuote, quando si sta contorcendo e urlando mentre il sangue sgorga dalla sua bocca, assomiglia a una persona costretta a vivere rinchiusa nella tomba del proprio autismo, tormentata da forze che lo sovrastano (anche se queste forze sono percorsi neurologici distorti). Una persona che si trovava nelle vicinanze durante una sua crisi ha suggerito, in modo molto pragmatico, che questo non era un bambino per cui valeva la pena di lottare. Io non condivido questa opinione. Credo forse che James sia posseduto? La vera domanda da porsi è: c’è un lato positivo a quello che gli sta accadendo? Sicuramente no. E questa è, in ogni caso, una risposta incompleta. Di sicuro James è affetto da una qualche sindrome, circa la quale abbiamo fatto molte ricerche e abbiamo qualche idea. Di sicuro necessita medicinali per le sue crisi. Ha bisogno di amore e di compagnia. Ha bisogno di lavarsi ogni giorno le cavità oculari, di mettersi delle creme in modo da limitare il prurito, di tagliarsi le unghie in modo da tenerle sempre corte e che le sue braccia siano trattenute in ogni momento. Ma come tutto ciò è evidente, lo è anche il fatto che il male è un parassita.

Il male agisce in modo da peggiorare le cose brutte e da annullare il legame di solidarietà umana nato dalla compassione. Durante la messa serale abbiamo pregato per James con antichissime preghiere per costringere il male a lasciarlo in pace. Ora James è tranquillo, è passato dal sembrare e dal comportarsi come uno zombie al comportarsi come un amabile bimbo. La vita umana è rimasta uguale da centinaia di anni fa fino ad oggi. Ma fortunatamente è rimasto uguale anche il nostro Signore Provvidenziale.”

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