“Guardare il mondo attraverso gli occhi della semplicità e capire il VERO SENSO DELLA VITA, questo è il grande e prezioso dono che ho ricevuto da Haiti”: il racconto di Fabio, infermiere romano e volontario all’ospedale Saint Damien

Fabio, 31 anni, infermiere da 7 anni presso il reparto di terapia intensiva neonatale dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, è stato volontario in Haiti, al fianco dello staff locale dell’Ospedale pediatrico Saint Damien in due occasioni, a giugno  e novembre 2014. Ecco la sua bellissima testimonianza al rentro in Italia:

“Guardare il mondo attraverso gli occhi della semplicità e capire il VERO SENSO DELLA VITA, questo è il grande e prezioso dono che ho ricevuto da Haiti.

Sono un infermiere di Terapia Intensiva Neonatale, lavoro presso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma che dal 2010 collabora con la Fondazione Francesca Rava – NPH Italia per la ricostruzione e la riqualificazione dell’Ospedale pediatrico Saint Damien. Ho avuto il privilegio di poter lavorare più volte nel reparto di neonatologia in qualità di formatore del personale infermieristico e ne sono rimasto profondamente colpito. Riuscire ad entrare in completa sintonia con il personale haitiano, diventando parte integrante della loro realtà lavorativa e di vita, condividendone lingua e cultura, e procedendo così ad una formazione personale di qualità, di alto livello, finalizzata alla loro totale indipendenza lavorativa è stato per me il più grande risultato mai ottenuto. Lavorare fianco a fianco, in totale sintonia, rilevando giorno dopo giorno un interesse maggiore da parte delle infermiere della neonatologia ha fatto sì che le aspettative prefissate all’inizio del progetto risultassero ampiamente superate.

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Primo step molto importante è stata la formazione in loco del personale infermieristico sulle procedure e protocolli aggiornati riguardanti le manovre assistenziali sui neonati. Due volte la settimana, in un orario a cavallo del cambio turno così da consentire la partecipazione sia del turno infermieristico della notte sia del giorno, sono state svolte lezioni teoriche interattive sulle principali manovre quotidiane da eseguire con i neonati ricoverati ( dal lavaggio delle mani alla gestione degli accessi venosi, dei bilanci idrici, delle lesioni da decubito). Importanza particolare è stata dedicata alla gestione della ventilazione meccanica non invasiva, la CPAP, e sulla conseguente erogazione al neonato di miscele aria-ossigeno. Fondamentale è stato il lavoro in team con il personale ostetrico della Fondazione Francesca Rava sulla costruzione di un sistema comunicativo solido e continuativo tra i reparti di neonatologia, sala parto e triage maternità, grazie al quale si è riusciti ad ottenere una coordinazione globale ufficiale nella gestione sia dei parti programmati sia di quelli in emergenza, garantendo così disponibilità di posti letto e di assistenza diretta.

Vedere poi gli effettivi miglioramenti in ambito lavorativo, l’incremento della qualità assistenziale, ed allo stesso tempo gli sguardi e i gesti di sincera gratitudine del personale è stato per me un grandissimo orgoglio.

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Ma Haiti non è solo questo, è anche tanta UMILTA’, CONDIVISIONE, SEMPLICITA’ E PUREZZA.

Ogni giorni, finito il mio orario di lavoro, mi recavo a FWAL, un orfanotrofio gestito dalla Fodnazione Francesca Rava in cui trovano accoglienza più di duecento bambini orfani, e mi dedicavo completamente ai piccoli ed alle loro attività. Riuscire ad entrare in contatto con loro, avere la loro fiducia, capire i loro bisogni e le loro paure, star loro vicini nelle attività di tutti i giorni , come fare i compiti o giocare in cortile, è stata per me una scossa enorme. Bambini e ragazzi che non hanno nulla se non qualche vestito e forse un paio di scarpe, che non hanno pretese ma solo sogni, che non conoscono meschinità e falsità, ma sanno dare amore a chi riesce a comprenderli, che non sanno mentire e non conoscono l’egoismo, ma condividono con tutti quel poco che hanno..DSCF0338

Il più grande dono che Haiti ha saputo darmi è stato il privilegio poter guardare la realtà attraverso i loro occhi,i loro gesti, i loro sorrisi, la loro gioia di vivere, e capire quale fosse IL VERO SENSO DELLA VITA.IMG_1789IMG_1773

Mi sento profondamente e indelebilmente cambiato, grazie a loro mi sento una persona migliore. Nonostante l’immenso lavoro che la Fondazione fa, c’è ancora moltissimo da fare per questa splendida ma sfortunata terra… AIUTATECI!!

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