Da Haiti la storia di Natale di Padre Rick

Appena due settimane fa, in una notte fredda e piovosa, in questo periodo dell’anno in cui l’oscurità del solstizio annuncia la nascita del Salvatore, una madre che non sapeva dove andare si aggirava timidamente nei pressi del nostro cancello.

La notte era carica di pericoli e premonizioni, come la notte in cui nacque Gesù.

Noi eravamo inconsapevoli di ciò che stava succedendo, come lo fu il mondo 2000 anni fa.

Nel buio e nella quiete della notte, Dio dà forma alla vita di un nuovo giorno; i suoi strumenti sono i sogni, le ispirazioni, le intuizioni, il sonno profondo, la crescita silenziosa di quando dormiamo. Invano vi alzate di buon mattino e tardi andate a riposare, voi che mangiate pane tribolato; egli dà altrettanto a quelli che ama, mentre essi dormono (Salmo 127:2) 

Tuttavia le ombre della notte possono tormentare anche i deboli e gli innocenti, e portarli su cammini oscuri di disperazione e distruzione. La giovane madre al nostro cancello era confusa e innocente, ed era in pericolo.

Era solo una ragazzina. La sua gravidanza uno scandalo. Non sapeva dove andare. Non c’erano una stanza per lei in nessuna locanda. La sua storia era, ancora una volta, la storia di Maria, rivissuta moltissime volte attraverso i secoli.

Non era un re geloso a non volere che il suo bambino vivesse: erano suo padre e il suo fidanzato. Non era tra le fauci del drago delle Rivelazioni, o con la spada che brutalizzava i santi innocenti, che suo figlio doveva morire, ma attraverso
l’aborto.

Ciò è quanto le avevano ordinato gli uomini della sua vita, e ciò è quanto lei, impaurita, aveva promesso di fare.

Era il motivo per cui si era nascosta negli ultimi mesi di gravidanza, fino a che non aveva partorito.

Non poteva decidere la morte del suo bambino. Era sicura che avrebbe trovato un modo per farlo vivere. Ora la bambina era nata, senza trovare nessun benvenuto al mondo. Per questa donna, ritrovare il suo posto nel mondo significava dover rinunciare a lei. Si aggirava nei pressi del nostro cancello, come la madre di Mosé si era aggirata intorno alla cesta che conteneva suo figlio, sul fiume. Cercava chi e come avrebbe salvato la sua bambina, come la mamma di Mosé che aveva mantenuto lo sguardo sulla figlia del re che si lavava nel fiume, scegliendo con cura il momento in cui lasciare la cesta, lasciando che il fiume portasse Mosé a una nuova vita.

Per la mamma al cancello è stato diverso. La sua scelta non è stata buona, ha fatto un grave errore di calcolo.
Non ha considerato il tempo che sarebbe trascorso tra il suo lasciare la neonata nei cespugli, e il nostro ritrovarla al sorgere del sole. Non aveva considerato che il freddo e la pioggia avrebbero tolto calore al corpicino della piccola. Non aveva considerato le formiche. Le formiche rosse. Le terribili formiche rosse. Ed è stato così che il nuovo giorno non ha portato le gioie e le promesse di nuova vita forgiate da Dio durante la notte, ha portato invece agonia e morte.

E come la madre di Mosè si offrì come balia alla corte del re, così questa giovane madre è ritornata quella mattina per chiedere con discrezione notizie della sua bambina.

La notizia era terribile. La bambina era morta. Gemiti e lamenti fuori, in strada.
“Un grido si è udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e rifiuta di essere consolata, perché non sono più.” (Matteo 2:18) 

Questa vicenda mi ha tormentato per giorni. Sono stato testimone della breve vita e delle sofferenze di questa neonata, e della impossibilità di riuscire a salvarle la vita. 

Sono sicuro che questa storia tormenterà anche voi. La nostra tristezza si moltiplicherebbe all’infinito se sapessimo quanto spesso capitano vicende del genere, se sapessimo quanto è duro il mondo per le giovani donne che vivono in miseria, e per i loro figli.

La nascita di Cristo non è una storia priva di pericoli e sofferenze. Cristo nacque in questa sofferenza, come luce in mezzo al dolore. Inizialmente la sua fu una piccola luce, che Dio accrebbe e moltiplicò con l’aiuto di una stella cometa e schiere di angeli. Col tempo, la sua luce si allargò, mentre in lui crescevano la grazia e la saggezza. Pure l’oscurità si fece più fitta, e il freddo più intenso, ma la sua luce divenne profonda e invincibile.

Ringraziamo insieme Dio per questa eredità lasciata a noi dal Cristo Bambino. Noi siamo portatori di luce, se teniamo alte le luci splendenti della fede, della speranza, dell’amore.

E’ questa la nostra eredità: grazie a ciascuno di noi che offre la sua luce, rendiamo l’oscurità della notte luminosa come la via lattea.

E ancora di più, quando chiediamo a Dio di benedire la luce che insieme innalziamo a lui, Dio aumenta e moltiplica la nostra luce, finché persino l’oscurità si fa raggiante.

“ E nemmeno le tenebre per te saranno oscure; e la notte sarà chiara come il giorno; per te le tenebre sono come luce.” Salmo 139:12 Ringraziamo insieme Dio. Per 60 anni, noi di Nuestros Pequenos Hermanos con questa luce abbiamo costruito case orfanatrofio che hanno significato per decenni speranza per innumerevoli bambini disperati, abbandonati, malati, un rifugio sicuro, una guida per un futuro più stabile e felice. Le nostre case sono più necessarie oggi di quanto non lo siano mai state in passato.

Non abbassiamo la guardia. Se è vero che la grande maggioranza dei bambini che arrivano da noi non hanno vissuto una tragedia come la neonata davanti al cancello, le forze distruttive del male non sono per niente lontane dall’entrata delle nostre case.

Pregando a Natale per le madri in difficoltà e per i bambini infelici di tutto il mondo, portiamo in alto le nostre luci e insieme, come una sola luce, chiediamo e contiamo sulla benedizione di Dio, come abbiamo sempre fatto.

Grazie per essere luce per i bambini di Nuestros Pequenos Hermanos! Vi auguro un Felice Natale e ogni felicità nel nuovo anno di grazia, il 2015. “

Fr Rick Frechette CP

Port au Prince

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...