“Sono sempre stupito di quanto poco ci vuole per aiutare”: da Haiti l’appello di Padre Rick

Cari amici e sostenitori,
due sere fa, mentre le ultime luci del giorno si spegnevano, siamo andati a Cité Soleil per vedere i progressi delle case che stiamo costruendo, e per cercare di risolvere qualche problema.
Ci siamo fermati a visitare il nostro ospedale di St Mary, e subito una moto ci ha raggiunti con tre uomini a bordo, l’uomo al centro cadeva di lato ed era quasi morto. Ho capito subito che era colera. E ho saputo subito che c’era solo bisogno che qualche ago per endovena, e una mezza dozzina di litri di reidratazione per salvare la sua vita.
Con difficoltà sono riuscito a mettere un catetere in ogni braccio, mentre Amaral, padre Enzo, Wisley e Murat si sono alternati a spremere le borse di fluido per rendere più rapida la reidratazione di questo uomo, che era a pochi minuti dallo shock e dalla morte.
Mentre lavoravo, ho fatto due chiacchiere con il fratello che lo aveva tenuto sulla moto, due chiacchiere con l’uomo semi incosciente malato di colera, e due chiacchiere con me stesso, per tenere tutti, me compreso, vigili e pieni di speranza.
Sapevo che se fosse morto, molti sogni sarebbero morti con lui; per lui, i suoi figli e la sua famiglia.
Ho continuato a sentire con le mie dita il suo polso, mentre i ragazzi spremevano le borse. L’ho scaldato avvolgendolo nelle lenzuola per combattere i brividi, e ho pregato in silenzio.
Un po’ alla volta, prima un debole, poi un po’ più forte e poi finalmente una forte pulsazione sotto le mie dita mi hanno fatto capire che si sarebbe salvato.
Sono sempre stupito di quanto poco ci vuole per aiutare, quanto alto è l’impatto di tale aiuto, e quanto spesso i sogni che stanno per essere distrutti tornano a vele spiegate con una bella folata di vento di speranza.

Il nostro anno scolastico è appena iniziato, come il vostro. Abbiamo circa 15.000 studenti. Hanno giovani menti e cuori giovani, desiderosi di imparare, e desiderosi di applicare il loro talento per la ricostruzione del loro paese.
Mi piace il loro orgoglio e il loro entusiasmo, e la loro innocenza in pericolo. Come tutti i bambini di tutto il mondo, che meritano di spendere questi teneri, e meno teneri anni ad imparare e a crescere, invece di essere costretti a trasportare acqua e legna e ad elemosinare qualcosa da mangiare.  Il mio cuore si spezza per i nostri studenti meno abili. Non sono pochi. Camminare, pensare, parlare, apprendere richiede uno sforzo enorme per loro. Io provo pena per loro, ma loro non sembrano sentirla per sé stessi. Credo che il mio dolore sia quello di chi sa quanto è già difficile la vita anche senza disabilità, e non riesce a immaginare come potranno vincere le molte sfide della vita. Io so che non tutti i sogni possono essere realizzati e non tutte le tempeste posso essere calmate. Eppure fanno strada ai loro programmi ogni giorno, con forza e determinazione, condividendo i loro sorrisi ed i loro abbracci – ciò che è più essenziale nella vita è già loro!

Parlando di scuola, anche io sono uno studente, anche se non un giovane studente, e non lo sono solo da settembre a giugno. Ultimamente ho letto molto circa l’affermazione che il male è più forte del bene. Sono convinto ora che è vero. Il Male è più forte del Bene.
Il punto è che il male è molto più dannoso per una persona di quanto il bene può guarire. Dovreste approfondire questo argomento. Provate a cercare su internet quanto il tema del male essere più forte del bene.
Questo non significa che il male vince. Significa che una cosa negativa deve essere compensata con 100 cose buone per guarire e aiutare qualcuno a prosperare e crescere.
Siamo tutti scioccati dalle decapitazioni fatte dall’ISIS negli ultimi mesi. Una e-mail di alcune suore cattoliche in Iraq ieri sosteneva che anche i bambini vengono decapitati. Questo è doloroso oltre le parole.
Eppure mi viene in mente quando Gesù seppe di una decapitazione. Era stato decapitato suo cugino, Giovanni, il Battista. Quando seppe di lui, Gesù si ritirò in solitudine, nel dolore e nella preghiera, ma quando è ritornato ha sfamato 5000 persone affamate con pochi pezzi di pane. Gesù ci mostra che di fronte alla cattiveria dobbiamo moltiplicare la bontà. Di fronte alla malvagità dobbiamo moltiplicare la bontà ad una potenza esponenziale.
Questo è, in poche parole, quello che stiamo cercando di fare nella nostra grande opera ad Haiti. Stiamo cercando di compensare gli effetti negativi della povertà, della corruzione, e della tragedia con migliaia di attività positive ogni giorno, cercando di conservare la speranza, che è la materia prima dei sogni.
Abbiamo ciò che il denaro non può comprare. Ci preoccupiamo, vogliamo aiutare, i nostri cuori sono dedicati a questo. Abbiamo fede, viviamo la forza della solidarietà, e siamo tanti. Ma di sicuro senza denaro, i posti nelle classi scompaiono, le distribuzioni di cibo si riducono, i letti di ospedale restano vuoti, gli attrezzi da costruzione tacciono, la vita dei disabili diventa più difficile, i morti poveri non hanno sepoltura, le vittime del colera non sopravvivono, e i tessitori di sogni perdono la loro capacità di resistere.
Non è abituale per noi in quest’epoca dell’anno avere un crollo finanziario. L’anno scorso il mio 60° compleanno, e le donazioni arrivate per l’occasione, ci ha consentito di superare la crisi. Temo che il 61° non sia così efficace!
Se avete qualche possibilità di aiutarci per l’inizio dell’anno scolastico, per favore ricordatevi di noi. Siamo desiderosi e capaci di aiutare. In realtà ci piace essere in grado di aiutare. Ci consente di compensare il male attorno a noi con migliaia vite donate, con atti di bontà che realizzano i sogni.
Grazie mille per il vostro sostegno e le vostre preghiere. Contate sulla mia, che Dio vi benedica ”
Padre Rick Frechette

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...