Grande successo per l’Inventastorie, il laboratorio di scrittura creativa tenuto da Nicoletta Sipos

Ha avuto grande successo il laboratorio di scrittura creativa in favore delle Scuole di strada in Haiti.

20 scrittori in erba si sono incontrati sabato 22 febbraio nello Spazio Fondazione, in Viale Premuda 38/A a Milano , per imparare dalla giornalista scrittrice Nicoletta Sipos alcune tecnica di scrittura ed esercitarsi. E’ stata una lezione di scrittura, fantasia, intelligenza con lo sguardo fermo verso Haiti. Lo Spazio Fondazione ha dato tanta energia del bene e altrettanta ne ha ricevuta grazie agli stimoli, racconti, ironia dei partecipanti.
Grazie a Nicoletta Sipos, a grande richiesta ripeteremo il laboratorio a breve!
Il ricavato è stato devoluto alle Scuole di strada in Haiti, andare a scuola in Haiti vuole dire sopravvivere: mangiare una volta al giorno, imparare, indossare una divisa pulita, ricevere vaccinazioni.
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Uno degli esercizi svolti durante la lezione ha riguardato il nostro Spazio Fondazione, che è stato così descritto da alcuni dei partecipanti:

La forma regolare, ampia, il caldo pavimento in legno – che al passaggio regala un morbido rumore – fanno di questa stanza un luogo accogliente. Le grandi foto alle pareti, nonostante la serietà del tema che illustrano, invitano ad entrare come fossero una squisita padrona di casa che mostra e mai ostenta. Solo le finestre, benché ampissime, con l’opacità dei loro vetri tolgono….no, non tolgono – meglio lascino fuori – la superficialità.”

Elisabetta

Nuvole di un colore caldo sui muri e grandi foto che raccontano una lunga storia di fatica e Amore. Grandi vetrate costrette su un cortile interno che purtroppo non permette al sole di entrare. Sopra ogni cosa l’eco di tante di voci, storie e persone che nel tempo hanno preso parte agli eventi della Fondazione.”

Silvia

La stanza è illuminata, oltre che dalle lampade, dalla luce proveniente dalle grandi finestre poste tutte sullo stesso lato e questa luce sottolinea gli sguardi delle persone ritratte nelle fotografie appese tutt’intorno. foto che raccontano i progressi di un lavoro duro, lungo e gratificante.

Irene 

“La luce è diffusa da lampadari a cerchi concentrici; sul muro in fondo si riflette l’immagine del proiettore. Alle pareti quadri: tante persone impegnate ad aiutare gli altri, i volti sorridenti di piccoli folletti dagli occhi profondi… lì si concentra la mia attenzione. 
E poi al centro 17 persone che si avvicinano a quei volti: un eterogeneo mix di apprendisti scrittori, pochi strumenti a loro disposizione… un bloc-notes, un tavolo chiaro e sedie rosse; qualche genere di conforto appoggiato su un tavolo poco più distante. E’ impreziosito da un lungo copritavolo blu, sulla base è stampata una catena umana di adulti e bambini che si tengono per mano.”
Raffaella

Da bambina amavo fissare lo sguardo sui soffitti e immaginare di stare lassù a scrutare il mondo al contrario. Un’inclinazione che non si è affatto spenta col passare del tempo. Nella sala a elle della Fondazione Rava posso immaginare di sdraiarmi con le spalle appoggiate ai condotti metallici, affiancando i lampadari a cilindri concentrici di tessuto chiaro e leggero. Sotto di me si allungano tavoli color panna, che disegnano una U senza rotondità su un pavimento di legno scuro. Sulla parete di fondo uno schermo offre il fianco a un tavolo da conferenza coperto da un drappo blu. Dirimpetto le vetrate spesse e opache difendono lo spazio interno dalle aggressioni luminose e sonore del mondo di cemento e asfalto che sta appena fuori. Sulle altre pareti del salone quadri fotografici di Haiti così vividi da portare quei luoghi e la loro gente incredibilmente vicini ai nostri occhi, al nostro cuore. L’atmosfera pacata delle persone curve sui bloc-notes riempie l’aria del fruscio dei pensieri che accarezzano la carta. Accanto alle finestre, lungo il lato corto della stanza, un tavolo apparecchiato per il coffé break si esibisce con il fascino sottile di un sortilegio a cui non posso sottrarmi…scenderò dal soffitto!

Laura

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