Le testimonianze dei padrini e volontari che hanno partecipato al viaggio in Haiti in occasione dell’inaugurazione di Kay Gabriel

“Sono partita per Haiti in occasione del viaggio organizzato dalla Fondazione Francesca Rava per l‘inaugurazione di Kay Gabriel (centro di riabilitazione per bambini disabili che accoglie anche adulti con protesi o colpiti da traumi), la nuova ala della Casa dei piccoli Angeli.
Ho così potuto realizzare il mio desiderio di visitare e conoscere da vicino la realtà di Haiti e l’organizzazione locale della Fondazione.

Ho avuto modo di conoscere direttamente le persone che compongono lo staff locale che lavorano instancabilmente con Padre Rick, i responsabili degli orfanotrofi, gli insegnanti , medici, infermieri, cuoche, autisti, ecc….per non parlare dei tanti bambini degli orfanotrofi sempre molto affettuosi e sorridenti. E’ stato davvero emozionante sentire il loro calore quando ci prendevano le mani manifestandoci quanto fosse importante per loro entrare in contatto con noi.

L’impatto con gli slums di Cité Soleil è stato molto forte: le baracche sono costruite in lamiera, fango e cartone, l’una attaccata all’altra; all’interno la maggior parte di queste ha un letto coperto da una tenda e delle stoviglie a terra per cucinare quel poco che la famiglia riesce a recuperare; non ci sono fognature e quando piove tutto il fango si mescola all’immondizia.
In questo “inferno” N.P.H. offre la possibilità ai bambini di frequentare le Scuole di strada per offrendo loro una opportunità per un futuro migliore.
Grazie al progetto di ricostruzione Fors Lakay, nel poverissimo slum di Cité Soleil, alcune famiglie possono vivere più dignitosamente nelle nuove casette e durante il viaggio abbiamo avuto l’opportunità di assistere all’ inaugurazione di alcune di queste.

IMG_0367Ogni mattina abbiamo assistito alla messa che Padre Rick officia nella cappela adiacente l’Ospedale Saint Damien, durante la quale viene celebrato il funerale delle persone che muoiono quotidianamente nell’Ospedale.
Al giovedi Padre Rick si reca all’Ospedale generale per recuperare i corpi delle persone morte che vengono ammassate in containers ed offrire loro una sepoltura.
E’ stata una settimana molto intensa durante la quale ho vissuto momenti umanamente molto formativi; ho potuto conoscere tante storie, i problemi, le difficoltà ma anche le gioie e le speranze per un futuro migliore di tanti Haitiani. Ho potuto constatare di persona che le molteplici strutture locali di NPH (Casa dei Piccoli Angeli, Orfanotrofio Kenskoff , l’Ospedale Saint Damien, Francisville, Fors Lakay) sono davvero ben organizzate ed efficienti ed offrono alla comunità Haitiana molti importanti servizi di sostegno all’istruzione e alla salute.

P1050269Vorrei esprimere la mia stima per tutter le persone che svolgono la loro attività ad Haiti e mi congratulo con loro per la scelta di vita che hanno fatto e che portano avanti con serietà ed impegno, nonostante i disagi e le difficoltà.
Questa esperienza mi ha dato la conferma che le attività della Fondazione Francesca Rava sono davvero importanti ed indispensabili per le persone locali; senza tale aiuto molti non potrebbero ricevere né istruzione, né cure mediche e riabilitative.
Un grazie di cuore alla Fondazione che mi ha pemesso di poter vivere un’esperienza così unica e alle volontarie per la passione e la forza che infondono nelle attività che svolgono e in cui credono!”  Monica

Di seguito la testimonianza di Laura, madrina in visita alla sua bambina adottata a distanza:

E’ sempre difficile raccontare cosa si prova arrivando ad Haiti. Anche se non è la prima volta, il senso di assoluta povertà ed abbandono ti colpisce sempre. Guardi Cité Soleil, la distesa immensa di baracche di latta, i cumuli di immondizia, le fogne a cielo aperto, i bambini che sguazzano nell’acqua putrida e ti chiedi come è possibile vivere così. Noi che abbiamo tutto , abituati al superfluo, non riusciamo neppure ad immaginare che possa esistere un luogo dove uomini, donne, bambini, vivono di niente. Ma anche qui si è accesa una luce di speranza: grazie all’ immenso lavoro di Padre Rick e della Fondazione Francesca Rava  e grazie alle donazioni, alcune famiglie ora possono vivere in dignitose case in muratura e  i malati essere curati in un ospedale.

P1040980Lasciata Cité Soleil arriviamo alla Baby House Sainte Anne dove ci accolgono i piccoli orfani. Sembra di essere in un altro paese. C’è aria di festa , i piccoli ci ricevono con canti e danze. Posso rivedere ed abbracciare Alexandrine, la bambina che ho adottato a distanza. E’ un momento molto intenso, nei suoi occhi si accende una luce speciale, con un abbraccio cerco di trasmetterle tutto il bene che posso. Anche qui si è accesa una luce di speranza, la speranza di poter dare a questi piccoli un futuro migliore ed una vita migliore.
Ci sono poi  le ore trascorse al St. Damien, l’ ospedale pediatrico di Haiti. Anche qui tutte le mie certezze e sicurezze vacillano; la nostra medicina super tecnologica si scontra con una medicina molto più semplice, ma anche più umana. Non sei più il medico super eroe che salva tutti e non lascia morire nessuno, sei semplicemente un medico che cerca di aiutare più pazienti possibili, ma che a volte si deve arrendere alla morte.

DSCN7012Ma il momento più forte del nostro viaggio, almeno per me, è arrivato giovedì mattina, quando abbiamo accompagnato padre Rick all’obitorio dell’ospedale generale per dare degna sepoltura ai morti . Quando ho visto i cumuli di corpi abbandonati, uno sopra l’altro, nudi e le decine e decine di bambini che sembravano bambole rotte, mi sono chiesta che senso avesse tutto questo. Poi, guardando l’amore con cui Padre Rick ricomponeva quei poveri corpi, con che tenerezza prendeva tra le braccia quei piccoli, ho capito che lì ,in quel momento , stavamo vivendo il Vangelo. Gesù ha detto amate il vostro prossimo come voi stessi, non li abbiamo sufficientemente amati quando erano in vita quegli uomini e quelle donne e quei bambini; li possiamo amare ora, ridando loro dignità ed accompagnandoli nell’ultimo viaggio.
E le cene insieme, la messa del mattino, le risate con gli amici vecchi e nuovi.
Un grazie immenso a tutte voi per avermi dato la possibilita’ di partecipare a questo viaggio insieme.”  Laura

Angelo, uno dei tre architetti venuti ad Haiti per un viaggio esplorativo e per valutare l’opportunità di costruire una chiesa nella valle di Titanyen, ha espresso il suo pensiero su questo viaggio:

Questa esperienza, come ogni esperienza vera, è stata bellissima, a tratti anche terribile e sempre commuovente, per l’incontro straordinario con Padre Rick, con i luoghi, i bambini e con tutte le persone come voi che ci hanno aiutato a capire che la sofferenza esiste ma insieme esistono tanta solidarietà e tanta speranza.” Angelo

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Anche per Elena e Silviale emozioni provate sono state tante. Ecco le loro testimonianze di viaggio:

Questi viaggi aiutano a dare alle cose e alla propria vita la giusta prospettiva e il giusto valore. Si rimane disorientati davanti alle ingiustizie del mondo: perché alcuni hanno così tanto e altri non hanno praticamente nulla? Abbiamo la sensazione di dover in qualche modo espiare la colpa per la nostra esistenza privilegiata, e che i nostri problemi siano assolutamente irrisori di fronte al dramma delle persone e dei bambini che abbiamo conosciuto e che ci hanno accolto e abbracciato.
 
Già Chiara aveva in una occasione citato una frase del diario di viaggio di mia figlia Silvia dopo essere stata ad Haiti e voglio citarla anch’io perché penso che le sue parole possano aiutare a trasformare il disorientamento in spinta propulsiva a FARE.
 
<<Oggi a messa, sotto un cielo ancora coperto dalle nuvole, Padre Rick dice una cosa. Dice una cosa che ci fa tutti cristiani, sia che diciamo o no di credere in Dio. Padre Rick a messa dice che il messaggio cristiano è convertire il dolore in amore. Convertire il dolore in un amore più grande, in un amore per gli altri. Credo che da un’esperienza del genere non impari a non lamentarti perché i tuoi problemi non sono nulla in confronto a quelli di questa gente. Queste sono idiozie. Ognuno di noi ha la sua croce con cui deve fare i conti. Quello che credo un’esperienza del genere insegni è come portare la propria croce. Imparare ad accettarla, a caricarsela sulle spalle e a trasformarla chessò, in un bastone per l’anziano che ti sta accanto, o agghindandola come fosse uno spaventapasseri per l’orto del vicino. Quello che insegna è prendere i nostri problemi, le nostre paure, le nostre sofferenze e trasformarle in altro. La cenere in polvere d’oro. Convertire il dolore in un amore più grande.>>
 
Anche se per educazione conosco poco le Sacre Scritture, mi sovviene la parabola dei talenti.
 
In questa parabola si racconta che il padrone, dovendo fare un viaggio, affida a tre suoi servi un diverso numero di talenti. Solo due di questi servi fanno sì che il capitale iniziale frutti e aumenti mentre il terzo, timoroso di perdere ciò che il padrone aveva affidato a lui, nasconde quanto ricevuto e non lo fa fruttare. Il padrone tornato dal viaggio si arrabbia con questo suo servo prudente che per paura di perdere tutto non ha messo a frutto ciò che gli era stato dato. Ecco, noi abbiamo ricevuto molti talenti. Non dobbiamo sentirci in colpa per ciò che il destino ci ha riservato sia nel bene che nel male, ma lavorare al meglio delle nostre capacità e col massimo del nostro impegno  affinché i nostri talenti fruttino e diventino un amore più grande.” Elena

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Haiti è il paese delle contraddizioni dove la vita e la morte convivono.

E’ stata una esperienza molto forte ma anche bellissima. Ringrazio la Fondazione Francesca Rava per come ha organizzato il nostro soggiorno e per come svolge la sua opera di sostegno ed aiuto alla popolazione. Padre Rick per noi tutti è stato un esempio di amore, luce ed energia.

Il mio pensiero va anche a Cecilia Corneo, Cilla, una giovane donna di Arona, città in cui io vivo, che ha perso la vita proprio ad Haiti durante il terribile terremoto del 2010. Cecilia lavorava per le Nazioni Unite per aiutare le donne e i bambini di questo martoriato paese. Il suo ricordo e le sue idee continuano a vivere nei tanti progetti e gesti d’amore che a suo nome  vengono creati con l’aiuto e la generosità di tante persone. Ancora una volta tanto dolore crea tanta speranza e genera tanto amore!
 
Non dimenticherò i volti e i sorrisi dei tanti bambini che abbiamo incontrato ed abbracciato negli orfanotrofi e nelle scuole di strada.
Il mio cuore è rimasto però all’ospedale Saint Damien nella “stanza dei pesci”, dove vengono ricoverati i bambini abbandonati che trovano cure ed assistenza in amorevoli mani.
 
L’esperienza che più mi ha stupito e fatto riflettere è stata la Morgue. Ringrazio Padre Rick che ci ha permesso di condividere con lui e i suoi ragazzi una esperienza all’apparenza pesante e difficile ma per me carica di significato. Dare degna sepoltura a ciascun essere umano è un grande gesto d’amore e di compassione che mi ha trasmesso tanta pace e serenità. Una forte energia ci circondava e ha trasformato un momento tanto triste in una festa d’amore con la presenza di nostro Signore in mezzo a noi! GRAZIE SIGNORE GESU’.” Silvia
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