Gena Heragty, direttrice dei programmi per bambini disabili, racconta come è nata Kay Gabriel, la nuova ala della Casa dei Piccoli Angeli.

Il 4 ottobre 2013, giorno di San Francesco verrà inaugurata Kay Gabriel, la nuova ala della Casa dei Piccoli Angeli, che sorge accanto all’Ospedale Saint Damien, a Tabarre.

Gena Heragty, direttrice Special Needs Programs, NPFS racconta come è nato questo nuovo progetto.

Colui che era assiso sul trono disse “Sto facendo tutto nuovo!” Poi disse “scrivete tutto questo perché  queste parole sono degne di fiducia e veritiere.” Rivelazioni 21:5

Sto facendo tutto nuovo e questa mattina mentre guardo il nostro Kay Gabriel appena aperto non posso non sentire, che sì, colui che siede sul trono aveva già nel 2010 un piano che mai avremmo potuto immaginare.

Ritorniamo al 2010, ai giorni prima del terremoto del 12 gennaio. Allora stavamo sviluppando e facendo crescere Kay St. Germaine – il nostro centro di riabilitazione e scuola per i bambini con gravi problemi neurologi. Avevamo aperto Kay Germaine nel 2008 e mentre il nostro programma di terapia stava andando bene, realizzammo che avevamo bisogno di aiuto per sviluppare la nostra scuola, come avevamo grande bisogno di esperti per insegnare ai nostri maestri. Le nostre teste erano piene di idee e preoccupazioni e sentivamo tutto il peso dei nostri sogni e delle nostre speranze sulle nostre spalle. Allora avevamo Kay Elaine nel vecchio edificio ospedaliero a Petionville, e Norma dormiva spesso lì quando viaggiava tra Kay Christine, Kay Elaine e Kay St. Germaine, addestrando i terapisti a lavorare con i pazienti.

Martedì, 12 Gennaio 2012, Norma ed io stavamo lavorando a Kay St. Germaine e, visto che avevo deciso sarei rimasta lì la notte, Norma decise di rimanere con me. A quei tempi non ci si fermava mai perché faceva un caldo terribile. Quella sera eravamo seduti sul divano bevendo Tea Mate (un tea argentino che anche il Papa beve!) quando la terra tremò e le nostre vite cambiarono per sempre. Non lo sapevamo allora, ma i semi per St. Germaine sono stati piantati quando la polvere calò.

Oggi è il 2 settembre 2013, bambini e adulti con problemi neurologici, con felicità e orgoglio, battezzano il nostro nuovo centro con la loro presenza e davvero tutto è “fatto nuovo”.

Non avevamo pianificato di lavorare con adulti, avevamo le mani piene con i bambini. I nostri fondi già stavano per finire . Dopo il terremoto abbiamo visto anche tanti adulti feriti, alcuni in modo grave, altri meno. Tutti erano curati nel nostro ospedale pediatrico o in quello per adulti. Fisicamente eravamo situati fra i due e dal momento che disponevamo di fisiatri era sensato aiutare i feriti. Norma e la sua squadra si dettero da fare in un improvvisato centro di fisioterapia  vicino al nostro ospedale, ma dopo poco decidemmo di portare tutti a Kay Germaine e curarli lì. I nostri “fund raisers” si mobilitarono subito e ci mandarono tecnologie e tecnici per fare le protesi.

Haiti era in  stato di “emergenza”, e noi facevamo ciò che potevamo. Credo che nel profondo già intuivamo che stavamo creando qualcosa di nuovo – includendo gli adulti nel nostro programma, ma non volevo pensare troppo a ciò che avrebbe potuto comportare.

Presto i pazienti migliorarono e andarono a casa e presto ci ritrovammo con i pazienti adulti che avevano avuto delle paralisi. Così come i piccoli, anche i grandi erano emarginati. Dovreste vederli quando arrivano, rannicchiati nelle loro sedie e con gli occhi disperati che cercano di accettare la perdita di indipendenza. Alcuni sono vecchi e rugosi con bellissimi capelli bianche e hai l’impressione che ogni capello ha una storia di determinazione e coraggio da raccontare.  Alcuni sono giovani, intorno ai trent’anni e ti  domandi come sia possibile. Alcuni vengono con i figli, altri con le figlie, le mogli portano i mariti e i mariti le mogli. Sono tutti in carrozzella e non c’è un filo di speranza nei loro occhi in questo loro primo viaggio.

Dopo la prima seduta l’umore cambia. I terapisti sono molto bravi. Fanno parlare i loro pazienti e li incoraggiano a muovere gli arti. “ Su dai alzati che ce la fai, puoi farlo e non ti lascio , dai, dai PUOI  farcela.” I membri della famiglia assistono e viene loro insegnato come aiutarli. E’ un lavoro di squadra. Lo scopo è di riguadagnare stima e ricreare confidenza. E’ un grosso lavoro! La squadra lavora tanto e i risultati si vedono velocemente.  Mi piace! Mi piace vederli con un passo leggermente trascinato, uscire dopo poche settimane di terapia. Amo vederli migliorare di settimana in settimana. Vedere i visi dove i sorrisi rimpiazzano le lacrime. Amo vedere la speranza, che prima era disperazione. Amo vedere che non sono soli in questo viaggio. Nell’ora del bisogno hanno trovato noi.

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“Condurrò  (i ciechi) per strade che non conoscono, per sentieri sconosciuti li guiderò, trasformerò il buio in luce davanti a loro e renderò lisce le strade scoscese. Queste sono le cose che farò; non le abbandonerò.” Isaiah 42.16

Mentre tutto ciò accadeva stavamo anche inseguendo il sogno di migliorare la nostra scuola. Per nostra fortuna  Liz Lawne (una volontaria Irlandese) e Kristine Cronin (una volontaria statunitense) si accordarono per lavorare con noi per il 2010 e il 2011 e si impegnarono a trasformare la scuola in una scuola con necessità speciali. Questo era un progetto enorme, perché la scuola era bella ma i nostri insegnanti non avevano la preparazione per lavorare con questi ragazzi. Non solo, non avevano gli strumenti adatti.  Le ragazze hanno fatto fronte ad una grande sfida, ma fecero un lavoro stupendo.

Vorrei che tutti potessero venire a vedere! I ragazzi si divertono a studiare e questo è un programma super! Potrei andare avanti per ore a raccontarvi di quel che succede, ma devo tornare alla vera storia di oggi: Kay Gabriel !

Abbiamo portato gli adulti in ospedale e abbiamo sistemato la scuola…e cosa abbiamo scoperto alzando gli occhi dal nostro lavoro? Ci siamo accorti che eravamo in troppi per un solo edificio!!!Non solo…alcuni nostri bambini che ben camminavano, correndo durante la ricreazione, andavano a scontrarsi con gli anziani che non avevano ancora il passo ben fermo!

Immaginatevi la scena: un fragile adulto, che a fatica cammina a passi piccoli con l’aiuto di un deambulatore e un ragazzino down che corre come Speedy Gonzales…per fortuna una persona dello staff con una mossa celere evitò lo scontro! Questo era uno dei problemi. L’altro era che avevamo portato via spazio ai bambini. Così abbiamo deciso che avevamo bisogno di un luogo per gli adulti e per un laboratorio per costruire le protesi. Così nacque l’idea di costruire Kay Gabriel. Perché Gabriel? Questa è un’altra bella storia- che Norma dovrebbe raccontare- ma dal momento che sono io che scrivo farò del mio meglio. Padre Gabriel Brochero era un prete in Argentina che lavorava per i poveri della campagna.

Ora è quasi un santo.. in processo di diventarlo. Quando Norma lavorava in Argentina lavorava con un piccolo bimbo: Nicolas. Nicolas fu coinvolto in un bruttissimo incidente d’auto con i suoi genitori ed era stato dato per morto da alcuni medici. La famiglia pregò Padre Brochero e quando il terzo medico lo venne a vedere era vivo! Ed è vivo ancora oggi!

Dopo il terremoto stavamo curando una bimba di nome Joanne. Aveva un danno cerebrale molto grave ed era in coma. I dottori dissero che non c’era nulla da fare e di avvisare i genitori. Certamente non lo abbiamo fatto!!! Noi siamo gente di speranza e di luce. O come direbbe la nostra cara Sister Lorraine (RIP), “noi siamo gente di resurrezione”. Comunque Norma lavorò molto con Joanne e pregò e pregò Padre Brochero e oggi Joanne sta andando bene nonostante il suo danno cerebrale. Non riesce a camminare, ma parla ed è molto attenta a ciò che la circonda e capisce ciò che dici. Sua madre la capisce bene e siamo tutti felici dei suoi progressi. Pensiamo che ciò sia dovuto alla preghiere a Padre Brochero e Norma pensò fosse un bel nome da dare al nuovo centro.

Così l’idea di costruire Key Gabriel divenne un necessità e una volta ancora la Fondazione Francesca Rava ci ha aiutato a trovare i donatori – Cilla per Haiti e la Fondazione Lord Michelham di Hellingly.

In origine avevamo pensato che questo edificio sarebbe stato destinato alla terapia per adulti e a un laboratorio per le protesi. Pensavamo anche di metterci dei ragazzi grandi per dare loro la possibilità di imparare un mestiere.

Ma i bisogni cambiano. ..e noi con loro! La scuola continuava a crescere e divenne evidente che le aule erano troppo piccole, soprattutto per bambini con problemi che hanno bisogno di spazio! Anche le carrozzelle occupano molto spazio.

Considerammo anche la difficoltà per Norma di spostarsi per seguire le terapie di adulti e di bambini. Noi siamo gente flessibile – è la vita di qui che ci costringere ad esserlo! Abbiamo iniziato a pensare fra noi …e se….e se spostassimo tutta la terapia a Kay Gabriel e tenessimo Kay Germaine per la scuola? Detto fatto! Gli spazi erano ottimali e Kay Gabriel sarebbe diventato il luogo delle terapie e dei laboratori delle protesi. Decisione presa e gli insegnanti e i volontari sono tutti felici di avere tanto spazio a disposizione…e anche i bambini lo saranno. Norma e la sua squadra è contenta, parenti e pazienti sono felici…e il Signore è buono. Vero!?!?

Vedete amici siamo proprio gente di risurrezione. Abbiamo perso il nostro edificio ma con un balzo in avanti, in poco tempo, abbiamo avuto un nuovo edificio comprato, riparato e aperto nel giro di 15 mesi. Ed eccoci con Kay Gabriel. Da Kay Christine siamo arrivati a Kay Eliane, Kay Ste. Germaine e ora Kay Gabriel. Sono molto felice di questo progresso. E così felice del supporto avuto da vicino e da lontano. E’ un effetto di squadra. Qui ad Haiti abbiamo una squadra ottima che conduce i nostri programmi. Finesse è con noi da 20 anni quest’anno ed è un donna potente che fa un super lavoro. Continuiamo ad aumentare il suo carico di lavoro e lo prende senza mai lamentarsi. Se non fosse per lei, Carmelle e Rosmite non ci saremmo mai allargati oltre Kay Christine.

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E questa è la storia. Kay Gabriel sarà inaugurata il 4 ottobre 2013, il giorno di San Francesco e dato che il Papa argentino è un gran  sostenitore di  Padre Brochero, volevamo invitarlo all’inaugurazione…magari non questa volta!!!

Nel caso pensaste che ci fermeremo qui lasciatemi condividere le nostri bisogni e le nostre idee.

Dobbiamo sviluppare un  programma per i nostri bambini, che presto saranno giovani adulti, come ad esempio un workshop di training professionale. Inizieremo a farlo a Kay Germaine ma abbiamo bisogno di svilupparlo in qualcosa di più grande perché i ragazzi abbiano un’area di lavoro quando ci lasciano .Ne abbiamo bisogno, non possiamo lasciarli uscire da qui verso il nulla! Stiamo pensando al futuro! Questi sono due bisogni per due nuovo programmi.

Abbiamo già iniziato a contattare organizzazioni che lavorano con ragazzi gravemente disabili fuori Porte au Prince. Vogliamo aiutarli a sviluppare i loro programmi perché hanno molto bisogno di aiuto. Vogliamo aiutarli ad allenare la loro squadra affinché possano avvalersi delle nostre conoscenze e del nostro know how. Abbiamo idee e programmi e abbiamo già individuato tre posti che aiuteremo. Abbiamo già fatto delle visite e dato alcuni suggerimenti, ma ci vorrà tempo – e spero che ne avremo tanto! Vogliamo sviluppare  legami con alcune scuole normali dove vorremmo mandare i nostri ragazzi che potrebbero frequentarle con profitto. Questo non succede, ragazzi con handicap non vengono accettati anche se una legge recente lo impone. Vogliamo che il governo veda il nostro modello e aiuti a sviluppare altri centri simili ai nostri .Il nostro sogno è che in tutta Haiti ragazzi come i nostri possano avere le stesse opportunità degli altri.

Credo che vi lascerò perché l’idea di tutte le nostre idee mi sta stancando! Come ho già detto più volte, noi siamo gente di speranza e quindi spero che tutte i nostri sogni si avvereranno.

Perché in questa speranza siamo stati salvati. La speranza che si vede non è speranza. Chi spera in ciò che vede? Ma se noi speriamo in ciò che non vediamo, lo attendiamo con pazienza”– Romani 8:24-25

Per favore, per favore accettate i miei sinceri ringraziamenti per tutto il vostro supporto e per favore continuate a supportarci.

Gena