Mariavittoria Rava, di ritorno dal suo ultimo viaggio in Haiti, racconta come stanno avanzando i progetti sostenuti dalla Fondazione Rava sull’isola.

Cari Amici,
Sono appena tornata da Haiti, un viaggio breve ma intenso, come sempre, dall’alba al tramonto al lavoro, senza sosta, grande stanchezza ma ancora più grande la gioia di essere li, vicino ai bambini e alle persone meravigliose che lavorano instancabilmente e in condizioni molto difficili in prima linea con coraggio ineguagliabile
.

DSC07328

Anche io vado sempre con l’animo che penso abbia ciascuno di voi, donatori e padrini, con la curiosità di vedere i progressi dei lavori e dei progetti in corso che sosteniamo dall’Italia, con il desiderio di abbracciare i bambini e chiacchierare con loro, di beneficiare dei pochi risicati attimi nei quali si riesce a stare in presenza di Padre Rick, sempre più imprendibile perché sempre al lavoro, soccorrendo qualche moribondo, consolando qualche mamma per il lutto del proprio figlio, correndo ad organizzare interventi salvavita, scaricare container e molto altro

Ho fatto dei brevi video “casalinghi” di ciò che ho visto che spero riescano a farvi sentire in Haiti con me per qualche attimo.

Non possono mancare le immagini dell’entrata dell’ospedale Saint Damien e della chiesetta dove Padre Rick, tutte le mattine alle 7, celebra la messa: arrivano alcuni volontari, personale dell’ospedale e spesso purtroppo ci sono anche dei morti.

Si, perché in Port au Prince tutti i poveri sanno che Padre Rick offre un degno funerale e sepoltura a coloro che non se lo possono permettere.

I canti in creolo sono molto evocativi, le parole semplici ed onomatopeiche accompagnano indipendentemente dalla propensione d’animo con cui sei entrato nella chiesa e creano una coralità, una unione, una sensazione magica di energia positiva, quella probabilmente dell’amore grandissimo e gratuito di Padre Rick.

GUARDA IL VIDEO GIRATO DAVANTI ALLA CHIESETTA

Sono poi entrata nell’ospedale con Irene e Anna, le due giovanissime ostetriche volontarie italiane che hanno deciso di dedicare sei mesi in Haiti da noi. Ho incontrato la Dott.ssa Gauthier, direttriche dell’ospedale, medici, infermieri e tra gli altri ancheVillaire, un giovane haitiano dell’équipe dei ferristi di sala operatoria che parla italiano perché ha imparato il suo mestiere proprio nel nostro paese.

GUARDA IL VIDEO DEL BREVE SALUTO DI VILLAIRE, ANNA E IRENE AGLI AMICI ITALIANI

Sono andata subito a vedere a che punto fossero i lavori della nuova ala della Casa dei piccoli angeli, il centro di riabilitazione per bambini disabili situato non lontano dall’ospedale. La nuova ala prenderà il nome di Kay Gabriel e ospiterà l’officina ortopedica e sale per fisioterapia e riabilitazione, lasciando più spazio nel corpo originario alle classi per i bambini disabili per seguire la scuolina speciale.

Kay Gabriel 1 (21) (400 x 299)

GUARDA I VIDEO DELL’AVANZAMENTO DEI LAVORI A KAY GABRIEL:

PRIMO video

SECONDO video

TERZO video

CLICCA QUI PER VEDERE L’INTERA PHOTOGALLERY DEI LAVORI IN CORSO

Sono rimasta colpita perché i lavori proseguono alla velocità della luce: tutto a mano, come vedete, ma non si fermano mai!
Mi dicono che, se non dovessero arrivare uragani devastanti, prima dell’estate i lavori saranno terminati. L’idea sarebbe di inaugurare l’ala a settembre insieme ai donatori che l’hanno sostenuta, tra i quali in particolare la famiglia di Cilla Corneo. Che bello!

Sono poi andata a Francisville per vedere come proseguono le diverse unità. Giunta sul posto di sorpresa, ecco cosa ho visto.

Nell’officina meccanica ho incontrato Holson, il coordinatore dell’officina che ci saluta.

Holson ha seguito un corso di formazione in Italia presso E&Y e Mediolanum Corporate University ed è fiero ora di ricoprire questo difficile ruolo, di grande responsabilità nella città dei mestieri, un luogo dove davvero si costruisce speranza per il futuro di qiesti ragazzi, trasmettendo loro conoscenze e insegnando un lavoro.

Nel video che potete vedere cliccando qui i ragazzi stavano lavorando per forgiare la copertura in lamiera che serve per trasformare una normale automobile nel caratteristico tap tap haitiano, uno dei piccoli mezzi che sopperiscono all’assenza di trasporto pubblico.

Immagine 116 (400 x 299)

Ciò che non riesco purtroppo a trasmettervi è il profumo di pane appena sfornato, unito all’aroma di pasta, buonissimo!! Un profumo che faceva venire l’acquolina ma mi vergognavo a dirlo!
GUARDA IL VIDEO DEL MIO ARRIVO NELLA PANETTERIA

Ecco poi mi avvicino alla fabbrica della pasta, sto per sbattere contro la porta perché riprendevo proprio in real time e quando ho aperto la porta sono stata felicissima di vedere un superlavoro: tutti i ragazzi, in totale autonomia, dopo aver imparato dai tecnici italiani venuti in Haiti a collaudare le macchine ormai più di due anni fa, svolgono tutte la fasi, come in una catena di montaggio. I vassoi con la pasta essicata nelle celle di essicazione sono tantissimi e tanti i sacchetti pronti per la ‘vendita’ e distribuzione….mi soffermo per un po’, è meraviglioso pensare che lì non c’era niente e che soprattutto in precedenza nessuno aveva mai conosciuto né sperimentato questo mestiere.

La pasta va molto bene come social business e stiamo progettando di ampliare il pastificio; per questo stiamo cercando sostenitori che ci aiutino con delle donazioni in denaro o di macchine.

GUARDA I DUE VIDEO DEL MIO ARRIVO NEL PASTIFICIO.

Immagine 122 (400 x 299)

VIDEO 1

Immagine 129 (400 x 299)

VIDEO 2

E nella tipografia!! Meraviglioso! Che ordine e quanto lavoro!

GUARDA IL VIDEO GIRATO NELLA TIPOGRAFIA

In un secondo momento sono andata a vedere un’altra e importantissima unità di Francisville, dove si produce ossigeno grazie alla macchina appena comperata, in attesa della seconda che permetterà insieme a questa, la completa autonomia per l’ospedale Saint Damien, l’ospedale St Luke e le altre cliniche mediche che Padre Rick ha organizzato negli slums e anche in attesa di vendere alcune bottiglie per creare un’altra fonte di reddito come social business.

Immagine 109 (400 x 299)

CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO DELL’OSSIGENO

Qui in Haiti ogni giorno è come un mese, perché si fanno tantissime cose. Ci sarebbe molto altro da mostrarvi, vi porto per un attimo con me a Cité Soleil, uno slums molto molto povero e considerato molto pericoloso per la violenza di chi non ha nulla, dove Padre Rick lavora da 26 anni con cliniche mediche e scuole per i bambini di strada e dove sta realizzando, con forte aiuto italiano, il progetto Fors Lakay, la forza della famiglia, un progetto di riabilitazione della comunità attraverso opere che creano lavoro e quindi pace.
Sono già state costruite quasi 100 casette ed ora stanno spianando un’altra grande zona per costruirne altre!

IMG-20130410-01951 (400 x 300)

 Che emozione, chi dice che qui la gente non ha voglia di lavorare si sbaglia di grosso, lavorano con turni giorno e notte! E con incredibile alacrità nonostante il caldo torrido. Sono i ragazzi della comunità stessi che costruiscono le case per le famiglie povere.


Ho dormito nell’hotel solidale Villa Francesca che funziona molto bene nella sua semplicità, sono andata a trovare i bambini della Baby House e del Foyer S. Louis…con me c’erano anche Carol, volontaria e Gigi per il progetto Fish Farm
.

Immagine 021 (400 x 299)

Immagine 020 (400 x 299)

Vi saluto con questo delizioso video: abbiamo preparato nella panetteria mobile che abbiamo donato a questo povero quartiere, dieci teglie di focaccia dolce e le abbiamo spalmate di nutella e organizzato una merenda per tutti i bambini!

CIMG1353 (400 x 300)

Come sempre sono partita da Haiti con la voglia di ritornare e con un immenso senso di gratitudine nei confronti di tutti coloro che lavorano in prima linea e con la consapevolezza che tutti questi progetti non potrebbero andare avanti senza l’aiuto di tutti voi, che credete nel nostro lavoro. Grazie