12 gennaio 2010 – 12 gennaio 2013: Padre Rick ricorda il terremoto che ha devastato Haiti

Cari amici,

alla vigilia del terzo anniversario del devastante terremoto di Haiti del 2010, il peso e il dolore di quei giorni fatali sono ancora e sempre con noi.Sembra che in generale nella vita, mano a mano che ci allontaniamo nel tempo da una tragedia, il ricordo diventi un po ‘più sopportabile ogni anno che passa, ma il dolore sembri ancora più forte.Probabilmente perché siamo più liberi dal trauma e più in grado di affrontare il significato di quello che è successo.

Di recente una visitatrice dei nostri progetti mi ha detto davanti a un caffè, che da bambina vedendo una terribile tragedia in televisione, andò angosciata da sua madre. La madre le diede un consiglio bello e saggio. Le disse che, quando accade qualcosa di terribile, bisogna  provare a contare i soccorritori. Non si riesce mai a contarli tutti. E ‘sconvolgente quante persone, mosse da compassione, vogliono fare tutto il possibile.

Da tre giorni stiamo pregando mattino e sera per le vittime. Domani, le centinaia di bambini orfani del terremoto che vivono nella nostra casa faranno una processione fino alla cappella dell’ospedale, e porteranno fiori sulle tombe delle suore che sono morte nel terremoto e sono sepolte nel piccolo giardino della nostra chiesetta. Poi celebreremo insieme la messa.Quindi ci uniremo all’Arcivescovo Poulard nel luogo dove sorgeva la cattedrale per una messa di ricordo e di ringraziamento.

Nel primo pomeriggio ci recheremo al sito del nostro vecchio ospedale crollato nel terremoto, per pregare e posare due corone, una per Ryan Kloos e una per Molly Hightower, i due giovani volontar che morirono nel crollo dell’ospedale. 

Nel tardo pomeriggio, al tramonto del sole, e a lume di candela, offriremo una messa sulla collina delle fosse comuni dove sono sepolte moltissime vittime del terremoto.

Infine, la sera, seguendo il saggio consiglio di cui ho parlato poco fa, con lo sguardo e l’attenzione sulla moltitudine di persone straordinarie che sono corse in nostro aiuto, offriremo una messa di ringraziamento e di speranza.

Domenica mattina, con le stesse intenzioni, celebreremo la messa con i bambini del nostro orfanotrofio di Kenscoff.

La nostra più profonda solidarietà va alle famiglie dei volontari, amici, dipendenti e giovani delle nostre case, le cui vite sono cambiate in quel giorno. Come dice S. Paolo, “in un batter d’occhio”. Quelli che sono morti, ora sono figli e figlie della luce e della gloria: chiediamo le loro preghiere, e chiediamo di essere illuminati dalla loro luce.

I nostri più sentiti ringraziamenti a tutti coloro che ci hanno aiutato a portare il peso della guarigione e della ricostruzione per questi tre anni, che ci hanno aiutati a medicare le ferite e sanare i cuori spezzati, a dare rifugio agli orfani e ai senza tetto, e che ci hanno permesso di continuare a lottare. Siete stati strumenti di vita, luce e speranza.

Con gratitudine, e  che Dio vi benedica,

Padre Rick Frechette CP
Port au Prince