Risuonano i gospel di Haiti tra le mura antichissime di Gerusalemme

 Urel. Salem. Gebus. Heliopolis. La città di David. Sono tanti i nomi con cui è stata chiamata Gerusalemme.

Oggi ci ha accolti nell’abbraccio poderoso e rassicurante della sue mura antichissime.

Nel Santo Sepolcro l’aria si fa densa di sacralita’ e in pochi metri ripercorriamo la storia dolorosa di un Dio che si e’ fatto uomo e che si e’ sacrificato per noi.

Il calvario, il luogo della crocifissione, la pietra dell’unzione e la tomba di Cristo. Sembra di camminare tra le pagine del Vangelo. Poi, al muro del pianto qualcuno affida una preghiera ad un bigliettino da incastrare tra le fessure. Nel pomeriggio il monte degli Ulivi ci regala vedute mozzafiato. E’ qui, accanto al Getsemani, che si trovala Chiesa di tutte le Nazioni.

Padre Rick ci invita ad un momento di raccoglimento e in tre lingue, italiano, inglese e francese, le lingue ufficiali del nostro viaggio, ci ricorda che l’evoluzione spirituale e psicologica iniziano da una ferita. Da qui nascono la compassione, la misericordia.

Per tutti l’emozione e’ fortissima. I giovani di Haiti la esprimono con l’esuberanza che li contraddistingue e là dove Gesu’ ha pregato prima della Passione, intonano un gospel in lingua creola. Tutti assieme battiamo le mani per scandire i ritmi gioiosi che arrivano da cosi’ lontano, mentre il sole cala veloce su Gerusalemme.

Guendalina Dainelli, Giornalista Volontaria

il Monte degli Ulivi

la Messa al Lago di Tiberiade (Monte delle Beatitudini)

Il Muro del pianto