11 gennaio, la Messa di Padre Rick sulla collina dei morti senza nome


Immaginate una valle buia un po’ distante da Port Au Prince.
Padre Rick come un condottiero guida una carovana di camion e pick up tra la polvere.
Del fuoco rosso brucia sulla collina e illumina la valle.
Celermente le suore di Madre Teresa allestiscono l’altare per la messa e distribuiscono candele a noi raccolti intorno.
Padre Rick racconta che migliaia e migliaia di cadaveri sono seppelliti sulla collina, un numero difficile da immaginare, molti li ha seppelliti lui stesso. Ognuno di loro rappresentava il mondo per qualcun altro.
Il pensiero va a coloro che amiamo che significano il mondo per noi in cielo e in terra.

Ci sono due cadaveri, uno era Stephanie e il secondo non ha nome.
E’ arrivato all’Ospedale da campo per il colera N.P.H. con una cartella clinica con su scritto “pazzo”.
E’arrivato come un animale, ha vissuto come un animale, si e’ comportato come un animale al campo, dice Padre Rick, ma e’ stato curato come una persona, accudito come una persona, seppellito come una persona che rappresenta il mondo per noi.
E’sorprendente come Padre Rick riesca a condurci all’interno del nostro io, in posti lontani insieme pregando.
Le trombe e il sax suonano una musica struggente congedandoci con va’ pensiero.

Maria Chiara Roti, vicepresidente Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia Onlus, Port au Prince 11 gennaio 2011