Colera in Haiti – l’intervento di Padre Rick in soccorso ai colpiti dal colera nel nord del paese: servono aiuti per medicine e acqua potabile.

Sabato 23 ottobre. Ieri Padre Rick, direttore di NPH Haiti, appena atterrato dagli Stati Uniti dove si era recato per visitare il padre molto malato è venuto direttamente dall’aeroporto a Francisville, dove abbiamo caricato i rifornimenti per soccorrere le decine di malati colpiti dal colera a Ester, nella regione di Grand Anse, nel nord del paese.

Carichi di medicine, brandine, lenzuola pulite, cibo abbiamo lasciato Port au Prince per arrivare alle 1930 in uno degli ospedali locali, trovando i pazienti sul pavimento, alcuni senza alcuna assistenza, altri assistiti da alcuni medici cubani, due pazienti sono morti sotto i nostri occhi appena arrivati. Dopo aver consegnato ai dottori parte dei rifornimenti il team si è diretto all’ospedale di St Marc, il St Nicholas, ancora più gremito e in peggiori condizioni rispetto a quello di Ester. All’arrivo i medici li hanno accolti con grande gioia, e hanno ricevuto il resto dei rifornimenti caricati sui camion giunti da Francisville; dopodichè Padre Rick, che è anche medico, e gli altri medici e ausiliari del nostro ospedale pediatrico Saint Damien hanno cominciato ad assistere i pazienti. Per primo hanno assistito una uomo, steso in terra sul pavimento bagnato, completamente sporco, Padre Rick si è fermato con lui, lo ha aiutato a recarsi in bagno, a fare la doccia, lo ha rivestito e fatto stendere su una delle brande  che avevamo portato. In seguito abbiamo fatto questo per molti pazienti, in quanto Padre Rick ritiene che in queste condizioni i pazienti vadano tenuti molto puliti, per limitare il rischio di un ulteriore contagio e che quindi peggiorino ulteriormente.

A mezzanotte abbiamo lasciato l’ospedale e siamo tornati a Tabarre al Saint Damien.

Oggi Padre Rick è ripartito per portare ancora medicine a entrambi gli ospedali in cui siamo stati ieri. In due giorni l’ospedale St Marc ha ricevuto 600 pazienti. I medici ci hanno detto che ci sono stati già 250 morti (in ospedale) e che stimano 1150 infetti che potrebbero in poche ore arrivare negli ospedali. Molte persone infette non hanno la possibilità di arrivare in ospedale perche vivono troppo lontano, alcuni sono morti nelle loro case, quindi i morti potrebbero essere molti di più.

Roseline Paul, corrispondente di Francisville per la Fondazione Francesca Rava

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