Applicate già protesi a 20 bambini alla Casa dei piccoli Angeli

La testimonianza di Daniele Bonacina
Siamo partiti il 28 di febbraio per la missione umanitaria ad Haiti con Fondazione Francesca RAVA in un gruppo eterogeneo di persone:
io, Daniele, un ingegnere meccanico, amputato e produttore di protesi, Marco e Lucio, due tecnici ortopedici, Florenza, la fisioterapista, Gianni e Simone, gli infermieri, Luca, il pediatra e Alessia ostetrica.


Al nostro arrivo a Port au Prince ci siamo trovati di fronte ad un Paese, già poverissimo, in ginocchio.  Ci siamo stabilizzati presso l’Ospedale Damien, per portare avanti il lavoro di realizzazione di protesi già brillantemente iniziato da Marco Avaro, la settimana precedente.

I bambini che abbiamo trovato erano impauriti e con gli occhi tristi; avevano paura di qualsiasi persona che li toccasse. Ci ha aiutato tantissimo nel nostro lavoro il fatto che io fossi amputato: vedendo me amputato transtibiale, i bambini si sono riconosciuti in me, simile a loro per il trauma subito; hanno guardato il mio moncone, la mia protesi, mi hanno guardato indossarla e subito dopo camminare e in quel momento gli occhi tristi sono diventati felici e pieni di speranza.. alcuni con uno sguardo furtivo hanno esaminato la protesi da correre e i loro occhi si sono fatti sognanti…le caramelle e i lecca lecca, in quantità industriali, hanno fatto il resto!


I genitori, che prima erano timorosi e dubbiosi, sono diventati felici e i più estroversi “battevano il cinque”…il loro bimbo era di nuovo in piedi, aveva sconfitto il terremoto!!

Abbiamo dovuto tirare cavi elettrici, lavare e disinfettare monconi oltre a realizzare le protesi e assemblarle, ma questo è lo spirito ad Haiti: ognuno è chiamato a dare il suo contributo per quel che sa fare, ma anche a fare di più.
Abbiamo stretto amicizia con tutti  e dopo soli due giorni  gli haitiani ci hanno riconosciuto come i loro soccorritori.. ogni giorno uscivano 4/5 bambini con le loro nuove protesi, ne abbiamo ormai fatti una ventina!


Dopo i primi due giorni con alcuni bimbi siamo andati all’ospedale… dopo alcuni giri con la protesi ben visibile e l’appoggio di padre Rick siamo riusciti a farci conoscere dai genitori, vincere i loro dubbi, a trasmettere il messaggio che esisteva una officina ortopedica dove i bimbi senza gambe potevano riprendere a camminare!


Il messaggio ha funzionato perché nei due giorni successivi ne abbiamo fatti il doppio.
Stiamo ormai avvicinandoci alla fine della nostra missione che terminerà fra tre giorni, cercheremo ancora di dare il massimo, anche se esausti…lavoriamo dalle 6 del mattino alle 8-9 di sera…ma non è un peso per noi. Lo facciamo con piacere perché nulla è più prezioso del loro sorriso di gratitudine che ti rivolgono quando sono di nuovo in piedi…non occorre parlare la loro lingua, i loro occhi parlano un linguaggio comprensibile a tutti.


Questo viaggio ci resterà nel cuore e sicuramente ci spingerà al nostro ritorno a cercare di aiutarli ancora di più e chissà, magari un giorno del prossimo anno, torneremo qui da loro, ma questa volta a fare delle protesi da correre per coloro che abbiamo fatto camminare in questi giorni…….