Un mese dal terremoto. Da Gena, responsabile dei programmi per bambini disabili

Mi sono svegliata stamattina con una telefonata da Guerlande, mamma di Bedgena, due mesi e un’amputazione. Ieri avevano ricevuto una tenda da qualcuno che voleva aiutarli ma “siamo nel fango. Tutto è bagnato e non possiamo neanche montare la tenda”.
Poi ho sentito lo zio di Stevenson. “Ovunque c’è fango. Ma la tenda che ci hai dato è buona e il bambino sta bene, oggi verrà da te in ospedale per il controllo”.
Mi chiedo cosa accadrà ora alla gente di Haiti. E’ passato un mese e non vedo ancora soluzioni per gli sfollati. E’ normale che dopo un mese le persone stiano ammassate in tende fatte di lenzuola? E’ questo che succede nei luoghi dove ci sono forti terremoti? Ho il terrore di cosa accadrà quando arriveranno le piogge.
Il nostro lavoro va avanti e credo anche se in piccola misura, stiamo facendo la differenza. Johanne è stata operata ieri al Saint Damien da un medico italiano che ha rimosso l’osso che era penetrato nella testa. Il primo giorno era stata portata via in elicottero per una tac (ndr, eseguita presso la Cavour), sua mamma e la nonna guardavano ogni elicottero che andava e veniva aspettando che tornasse indietro. Quando è ritornata, sembrava che atterrasse Dio in persona, che veniva giù dal cielo, tanto il sollievo di vederla ancora. Dopo l’operazione, Norma sta lavorando con lei per riabituarla ad ingoiare il cibo. E’ meraviglioso l’affetto che la circonda.

Nella stessa stanza c’è Angeline, cinque anni, sepolta sotto le macerie per 5 giorni, ha perso una gamba, e un fratellino. Sta ricominciando a sorridere ora, ma quando è sola, da come sta seduta, dal suo sguardo fisso, capisci che la sua mente è lontana miglia.
Anche Marie Marthe e Marie Francis hanno ricominciato a sorridere, per i miglioramenti nel camminare con le grucce.
Le famiglie con bambini dimessi, tornano a noi per le terapie e le medicazioni. Distribuiamo cibo, abbigliamento, denaro. Abbiamo assunto una nuova fisioterapista per il trattamento dei bambini amputati, che è molto felice di aiutare e avere lavoro. Assumeremo ancora altri fisioterapisti e lunedì inizierà a lavorare con noi anche un insegnante di musica, i bambini hanno bisogno di cantare e ridere!

Decine di storie di bambini…da ora in poi facciamo parte della loro vita. Io dico alle mamme e ai papà, quando ci sono, che non sono soli perché la gente che anche da lontano li sta aiutando, come voi che leggete, hanno a cuore il loro destino e loro sono così grati! Anche io e il mio team siamo così riconoscenti per quello che ci state consentendo di fare.
Siamo molto spaventati che si possa perdere interesse per Haiti, e che possiate stancarvi delle notizie da qui. Abbiamo bisogno che continuiate a tenere Haiti e la sua gente vicina- come una persona cui volete bene.