Aperta la maternità all’Ospedale N.P.H.

APERTO IL NUOVO REPARTO MATERNITÀ CON PERSONALE
DAGLI OSPEDALI DAL PONTE DI VARESE, BUZZI E MANGIAGALLI DI MILANO

Una mamma e un neonato nel reparto maternità

 
In seguito all’arrivo di numerose donne incinte con complicanze, Padre Rick, direttore di N.P.H. Haiti, e il direttore sanitario Dr Roberto Dall’Amico hanno anticipato il 26 gennaio l’apertura, prevista comunque per metà del 2010, del reparto Maternità presso l’Ospedale N.P.H. Saint Damien della Fondazione Francesca Rava, struttura d’eccellenza, sempre stata operativa e centro nevralgico dei soccorsi internazionali a seguito del terremoto.

Il nuovo reparto maternità, al momento allestito con 6 letti, un’area neonatale con 6 culle, già al completo, una sala parto e 2 incubatrici, è stato avviato dai volontari della Fondazione Francesca Rava prof Enrico Ferrazzi dell’Ospedale dei Bambini Buzzi di Milano, Gaia Francescato neonatologa dell’Ospedale Dal Ponte di Varese, insieme al dr Dall’Amico e personale ostetrico dal Buzzi e dal San Raffele, due infermiere haitiane e un neonatologo della protezione civile, che ha istallato il suo ospedale da campo accanto all’Ospedale N.P.H. Saint Damien.

Il Prof. Enrico Ferrazzi dell'Ospedale Buzzi di Milano

Grazie alla disponibilità della direzione della Fondazione Policlinico Mangiagalli Regina Elena e del Professor Luigi Fedele, direttore del Dipartimento materno infantile, che ha risposto all’appello della Fondazione Francesca Rava per l’invio di personale a sostegno del nuovo reparto, domani sono in partenza da Milano 5 volontari medici e infermieri specializzati che sostituiranno i colleghi del Buzzi in partenza. Il team dalla Mangiagalli continuerà e svilupperà l’attività di reparto iniziata e affiancherà il personale haitiano, facendo seguito alle attività di training di sei settimane svolta nel 2009 presso il Policlinico Mangiagalli di 2 ostetriche e della caposala dell’ospedale pediatrico N.P.H. Saint Damien, nell’ambito delle attività di formazione del personale haitiano che la Fondazione Francesca Rava organizza con strutture sanitarie italiane d’eccellenza.

Già prima del terremoto, in Haiti 1 bambino su 6 era orfano, il tasso di mortalità materno di 20 volte superiore a quello dei paesi industrializzati (una su 50 muore di parto); il 4% delle donne gravide sono sieropositive e trasmettono il virus al bambino. Le mamme sono giovanissime, appena raggiungono l’età fertile (11/12 anni) sperimentano la prima gravidanza. Sono moltissimi i bambini che nascono con malformazioni o disabilità legate a parti mal gestiti, infezioni e patologie neonatali non diagnosticate.

 Il progetto Maternità sicura promosso dalla Fondazione Francesca Rava in Haiti per ridurre la mortalità materna e infantile in seguito al parto, il tasso di infezione da HIV e altre patologie dalla mamma al feto, le disabilità motorie e neurologiche aumentare l’accesso alle cure primarie e preventive, prevede
 
–  il Centro ambulatoriale materno e infantile N.P.H. “Timoun petit” a Wharf Jeremie, uno degli slums più disastrati della capitale, realizzato con il sostegno di Fondazione Mediolanum Piccolo Fratello; appena terminato, è rimasto in piedi dopo il sisma e sarà presto inaugurato, per attività di screening, vaccinazioni, distribuzione di vitamine e medicine, prevenzione della trasmissione delle malattie infettive dalla madre al feto e della disabilità infantile;
– La clinica materna N.P.H. “Manitaine” nei dintorni dell’Ospedale N.P.H., a Tabarre, per il monitoraggio delle gravidanze, la cura e prevenzione del cancro all’utero e al seno, le visite neonatali e pediatriche, è già operativa dal mese di maggio 2009, con circa 500 visite pediatriche e 250 visite ostetriche al mese;
un reparto maternità completo di neonatologia all’interno dell’Ospedale pediatrico N.P.H. Saint Damien, per i parti a rischio monitorati negli slums, i cesarei e la terapia intensiva neonatale, la cui apertura era prevista per la metà del 2010, avviato subito gli scorsi giorni a seguito del terremoto. Il reparto Maternità sarà sostenuto anche da Fondazione Milan.