Nuovo grande successo per l’iniziativa di Davide Besana e Mauro Pelaschier “Sailors for Haiti” alla Barcolana a Trieste per i bambini dell’Ospedale St. Damien, Haiti

Grande conferma alla Barcolana 46 a Trieste per “Sailors for Haiti” lo scorso weekend!

Tra giovedì e domenica sono passati dal nostro stand tantissimi amici che con una piccola donazione hanno portato a casa giubbotti, t-shirts, gilets, polo, scarpe e tanto altro ancora donati dai campioni della vela per raccogliere fondi per l’Ospedale Saint Damien.

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IMG_2327 (600 x 450)  IMG_2315 (600 x 450) IMG_2304 (600 x 450)IMG_2264 (600 x 450) IMG_2249 (600 x 450)Oltre che “mettendosi nei panni” dei campioni della vela, c’è chi ha aiutato anche vestendo la propria barca con i colori Sailors for Haiti e assistendo dal mare allo spettacolo della Barcolana sulla barca Sailors for Haiti, con un donazione grazie all’ospitalità di Alessandra P..

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Sabato sera i campioni Davide Besana, Mauro Pelaschier, Chiara Calligaris, Francesca Clapcich, Ruffo Bressani hanno invitato dal palco di Piazza Unità d’Italia, in apertura del concerto di Mario Biondi a recarsi allo stand della Fondazione per aggiudicarsi i loro capi e per sensibilizzare su questa iniziativa.

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Besana, velista e ideatore con Pelaschier di questo bellissimo progetto, ha preso parte alla regata di domenica con la prima barca targata Sailors for Haiti: “Quest’anno siamo riusciti a partecipare alla regata più affollata del Mediterraneo con una barca di Sailors for Haiti. Una, ma che dico? Avevamo in mare una piccola flotta, piuttosto eterogenea come è giusto che sia, per rappresentare quel patrimonio condiviso che chiamiamo solidarietà. Una bellissima barca d’epoca, Silvica, costruita nel 1968 dal cantiere De Cesari ha imbarcato diversi velisti benefattori, che a fronte di una donazione per l’Ospedale pediatrico Saint Damien, hanno seguito a bordo la Barcolana Classic di sabato e la regata regina di domenica. Ufo Canaglia è un monotipo UFO28, una barca di otto metri che ha invece partecipato alla regata notturna che si è svolta di fronte a Piazza dell’Unità; ci siamo divertiti, abbiamo navigato di fronte a una grande folla e raccontato il nostro progetto. E non è finita! anche Paolo Bonsignore con Quemas e Fulvio Levantini con Taimà hanno voluto decorare le loro vele con Ismael, il bimbo immagine di Sailors for Haiti.

Ci siamo piazzati al 105° posto, 15 della nostra numerosa categoria, e ne siamo contenti! Sembra un risultato modesto, ma alla partenza eravamo più di milleottocento, e ci siamo lasciato alle spalle ben due Mori di Venezia, uomo concepito per le regate d’alture e l’altro per la Coppa America, tutti e due lunghi più del doppio del nostro Sailor For Haiti One!”

Abbiamo ancora tanti capi a disposizione che aspettano solo voi. Per aggiudicarveli basta chiamare in Fondazione allo 02 54122917 o scrivere a eventi@nph-italia.org.

10 -12 ottobre, Sailors for Haiti torna alla Barcolana 46 a Trieste, passate dal nostro stand C8.I per aggiudicarvi i capi dei campioni di vela!

Alla Barcolana a Trieste, torna l’iniziativa della Fondazione Francesca Rava – NPH Italia Onlus per i bambini di Haiti.

Sailors for Haiti è un’iniziativa benefica ideata da Davide Besana e Mauro Pelaschier per coinvolgere velisti e appassionati della vela a favore della Fondazione Francesca Rava — NPH Italia Onlus, che aiuta l’infanzia in condizioni di disagio in Italia e nel mondo ed è intitolata alla memoria della giovane nota sui campi di regata italiani.

I due hanno invitato velisti, circoli, team, cantieri, sponsors, a donare alla Fondazione capi tecnici con cui sono state scritte pagine della storia della vela, sinora chiusi negli armadi in attesa di essere divorati dalle tarme, per poterli mettere a disposizione di  coloro che vorranno aggiudicarseli: alla Barcolana 46, con una donazione nello stand Sailors for Haiti, al Villaggio Barcolana C8.I.

L’intero ricavato di Sailors for Haiti è devoluto all’Ospedale N.P.H. Saint Damien, unico pediatrico dell’isola, che assiste oltre 80.000 bambini l’anno.

A “Sailors for Haiti” hanno aderito velisti oceanici, dei team più noti e delle classi olimpiche che hanno invitato tutti a mettersi nei loro panni, aggiudicandosi con donazioni minime uno degli oltre 1000 capi raccolti. Tra questi: le maglie autografate del team Luna Rossa di Coppa America 2013 tra cui Paul Campbell-James, Nick Hutton e il navigato giubbotto di Max Sirena, il gilet di Tiziano Nava, randista di Azzurra 1983, la giacca del Team New Zealand, polo e giacche degli Olimpionici Giulia Conti, Pietro Sibello, Chiara Calligaris, Cristiana Monina, le polo Marina Yachting, Rolex Italia, Pirelli, le BMW Sail Academy firmate da Pelaschier, i capi tecnici della campionessa di Nacra 17 Silvia Sicouri, i capi donati da Francesco De Angelis, Cino Ricci e Giovanni Soldini, Enrico e Tommaso Chieffi, Filippo Baldassari, Roberto Biscontini, Gaetano Mura, Franco Pivoli, Andrea Caracci, Federico Michetti, borse, bermuda e polo dell’importatore per l’Europe dei monotipo da regata Melges e di barche prestigiose come Robertissima, Kauris III, Kirribilli, Gitana 6, Benbow, Rrose Selavy, Il Moro di Venezia, e molte altre.

Oltre che “mettendosi nei panni” dei campioni della vela, ci sono anche altri modi per aiutare:

-    Vestire la propria barca con i colori Sailors for Haiti, richiedendo gli adesivi e le bandiere di direttamente allo stand C8I con una piccola offerta.

-    Assistere dal mare allo spettacolo della Barcolana su una delle barche Sailors for Haiti, facendo una donazione alla Fondazione.

Sailors for Haiti ha il Patrocinio della FIV – Federazione Italiana Vela.

Sailors for Haiti  — Stand C8.I del Villaggio Barcolana e su Facebook

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“Sono sempre stupito di quanto poco ci vuole per aiutare”: da Haiti l’appello di Padre Rick

Cari amici e sostenitori,
due sere fa, mentre le ultime luci del giorno si spegnevano, siamo andati a Cité Soleil per vedere i progressi delle case che stiamo costruendo, e per cercare di risolvere qualche problema.
Ci siamo fermati a visitare il nostro ospedale di St Mary, e subito una moto ci ha raggiunti con tre uomini a bordo, l’uomo al centro cadeva di lato ed era quasi morto. Ho capito subito che era colera. E ho saputo subito che c’era solo bisogno che qualche ago per endovena, e una mezza dozzina di litri di reidratazione per salvare la sua vita.
Con difficoltà sono riuscito a mettere un catetere in ogni braccio, mentre Amaral, padre Enzo, Wisley e Murat si sono alternati a spremere le borse di fluido per rendere più rapida la reidratazione di questo uomo, che era a pochi minuti dallo shock e dalla morte.
Mentre lavoravo, ho fatto due chiacchiere con il fratello che lo aveva tenuto sulla moto, due chiacchiere con l’uomo semi incosciente malato di colera, e due chiacchiere con me stesso, per tenere tutti, me compreso, vigili e pieni di speranza.
Sapevo che se fosse morto, molti sogni sarebbero morti con lui; per lui, i suoi figli e la sua famiglia.
Ho continuato a sentire con le mie dita il suo polso, mentre i ragazzi spremevano le borse. L’ho scaldato avvolgendolo nelle lenzuola per combattere i brividi, e ho pregato in silenzio.
Un po’ alla volta, prima un debole, poi un po’ più forte e poi finalmente una forte pulsazione sotto le mie dita mi hanno fatto capire che si sarebbe salvato.
Sono sempre stupito di quanto poco ci vuole per aiutare, quanto alto è l’impatto di tale aiuto, e quanto spesso i sogni che stanno per essere distrutti tornano a vele spiegate con una bella folata di vento di speranza.

Il nostro anno scolastico è appena iniziato, come il vostro. Abbiamo circa 15.000 studenti. Hanno giovani menti e cuori giovani, desiderosi di imparare, e desiderosi di applicare il loro talento per la ricostruzione del loro paese.
Mi piace il loro orgoglio e il loro entusiasmo, e la loro innocenza in pericolo. Come tutti i bambini di tutto il mondo, che meritano di spendere questi teneri, e meno teneri anni ad imparare e a crescere, invece di essere costretti a trasportare acqua e legna e ad elemosinare qualcosa da mangiare.  Il mio cuore si spezza per i nostri studenti meno abili. Non sono pochi. Camminare, pensare, parlare, apprendere richiede uno sforzo enorme per loro. Io provo pena per loro, ma loro non sembrano sentirla per sé stessi. Credo che il mio dolore sia quello di chi sa quanto è già difficile la vita anche senza disabilità, e non riesce a immaginare come potranno vincere le molte sfide della vita. Io so che non tutti i sogni possono essere realizzati e non tutte le tempeste posso essere calmate. Eppure fanno strada ai loro programmi ogni giorno, con forza e determinazione, condividendo i loro sorrisi ed i loro abbracci – ciò che è più essenziale nella vita è già loro!

Parlando di scuola, anche io sono uno studente, anche se non un giovane studente, e non lo sono solo da settembre a giugno. Ultimamente ho letto molto circa l’affermazione che il male è più forte del bene. Sono convinto ora che è vero. Il Male è più forte del Bene.
Il punto è che il male è molto più dannoso per una persona di quanto il bene può guarire. Dovreste approfondire questo argomento. Provate a cercare su internet quanto il tema del male essere più forte del bene.
Questo non significa che il male vince. Significa che una cosa negativa deve essere compensata con 100 cose buone per guarire e aiutare qualcuno a prosperare e crescere.
Siamo tutti scioccati dalle decapitazioni fatte dall’ISIS negli ultimi mesi. Una e-mail di alcune suore cattoliche in Iraq ieri sosteneva che anche i bambini vengono decapitati. Questo è doloroso oltre le parole.
Eppure mi viene in mente quando Gesù seppe di una decapitazione. Era stato decapitato suo cugino, Giovanni, il Battista. Quando seppe di lui, Gesù si ritirò in solitudine, nel dolore e nella preghiera, ma quando è ritornato ha sfamato 5000 persone affamate con pochi pezzi di pane. Gesù ci mostra che di fronte alla cattiveria dobbiamo moltiplicare la bontà. Di fronte alla malvagità dobbiamo moltiplicare la bontà ad una potenza esponenziale.
Questo è, in poche parole, quello che stiamo cercando di fare nella nostra grande opera ad Haiti. Stiamo cercando di compensare gli effetti negativi della povertà, della corruzione, e della tragedia con migliaia di attività positive ogni giorno, cercando di conservare la speranza, che è la materia prima dei sogni.
Abbiamo ciò che il denaro non può comprare. Ci preoccupiamo, vogliamo aiutare, i nostri cuori sono dedicati a questo. Abbiamo fede, viviamo la forza della solidarietà, e siamo tanti. Ma di sicuro senza denaro, i posti nelle classi scompaiono, le distribuzioni di cibo si riducono, i letti di ospedale restano vuoti, gli attrezzi da costruzione tacciono, la vita dei disabili diventa più difficile, i morti poveri non hanno sepoltura, le vittime del colera non sopravvivono, e i tessitori di sogni perdono la loro capacità di resistere.
Non è abituale per noi in quest’epoca dell’anno avere un crollo finanziario. L’anno scorso il mio 60° compleanno, e le donazioni arrivate per l’occasione, ci ha consentito di superare la crisi. Temo che il 61° non sia così efficace!
Se avete qualche possibilità di aiutarci per l’inizio dell’anno scolastico, per favore ricordatevi di noi. Siamo desiderosi e capaci di aiutare. In realtà ci piace essere in grado di aiutare. Ci consente di compensare il male attorno a noi con migliaia vite donate, con atti di bontà che realizzano i sogni.
Grazie mille per il vostro sostegno e le vostre preghiere. Contate sulla mia, che Dio vi benedica “
Padre Rick Frechette

“Aspetti medico-legali del soccorso” a favore dell’Ospedale pediatrico Saint Damien in Haiti

Il dott. Marco Chiaravalli, Medico Chirurgo-Specialista in Medicina Legale e autore del libro “Aspetti medico-legali del soccorso” (edito nel gennaio del 2013 da Mc Graw & Hill), ha deciso di devolvere i diritti d’autore derivanti dalla vendita del testo alla Fondazione Francesca Rava NPH Italia ONLUS a sostegno dell’Ospedale Pediatrico Saint Damien in Haiti, unico gratuito dell’isola.

Il volume nasce con l’intento di fornire agli operatori del servizio di emergenza-urgenza sanitaria extra-ospedaliera (medici, infermieri, soccorritori) alcune nozioni di medicina legale fondamentali per comprendere il risvolto giuridico del loro agire assistenziale. Per maggiori informazioni e per acquistare il libro: www.catalogo.mcgraw-hill.it

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22 agosto, inaugurato il nuovo reparto dell’Ospedale Saint Damien che accoglie i neonati prematuri e le loro mamme.

Il 22 agosto è stata inaugurata una nuova sala del reparto di neonatologia dell’Ospedale pediatrico Saint Damien in Haiti: la sala “Kangoroo“, che accoglie i neonati prematuri e le loro mamme. In questa nuova sala le mamme che hanno appena partorito si prendono cura dei loro bambini tenendoli fasciati a se per trasmettere calore e cura.

L’apertura del nuovo reparto è un traguardo importante per questo Ospedale, una struttura all’avanguardia in un paese del quarto mondo come Haiti; ad oggi le incubatrici in dotazione sono 7, un numero non sufficiente per accogliere tutti i bambini nati prima del tempo; grazie a questo nuovo progetto, invece, sono le mamme stesse a svolgere il ruolo di “incubatrici naturali” e il beneficio che il bambino può trarre dal contatto diretto con la propria mamma è enorme!
Durante la loro permanenza in questa sala le neomamme, inoltre, vengono informate sui rischi dei parti prematuri e della malnutrizione e soprattutto, possono incominciare a mettersi alla prova nella cura dei loro figli.VLUU L210  / Samsung L210

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17 novembre 2014, Serata straordinaria del Teatro Alla Scala con Uri Caine e Paolo Fresu per i nostri bambini in occasione dei 60 anni di NPH

TEATRO ALLA SCALA, LUNEDÌ 17 NOVEMBRE 2014, ORE 20

Due artisti di fama internazionale saranno i protagonisti del tradizionale appuntamento di raccolta fondi al Teatro alla Scala della Fondazione Francesca Rava – NPH Italia Onlus che quest’anno celebra i 60 anni di NPH, l’organizzazione che rappresenta in Italia e che dal 1954 opera in America Latina con Case orfanotrofio ed ospedali.

Ad esibirsi per i bambini saranno Paolo Fresu e Uri Caine, per la prima volta insieme sul palco scaligero, che reinterpreteranno in chiave jazz, pezzi di musica classica, da Bach a Puccini, da Mahler a Händel arrangiati con tromba e pianoforte, dando vita a un suggestivo concerto che doneranno alla Fondazione per una ricorrenza davvero speciale.

Alla serata parteciperà anche Padre Rick Frechette, medico in prima linea, da 27 anni direttore in Haiti dei progetti NPH, l’organizzazione umanitaria internazionale operante da 60 anni in 9 paesi dell’America Latina con Case orfanotrofio ed ospedali, rappresentata in Italia dalla Fondazione Francesca Rava, accompagnato da alcuni pequeños provenienti dalle Case N.P.H., in rappresentanza dei loro “fratellini”, amici da tutto il mondo.

Grazie al contributo di Rolex, al sostegno di Banco Desio e di Favero Health Projects,l’intero ricavato della serata sarà destinato all’Ospedale pediatrico Saint Damien in Haiti.

Un grazie speciale anche a Nava e a Sette-Corriere della Sera, da anni al fianco della Fondazione nell’opera di sensibilizzazione per portare salvezza a tantissimi bambini nel mondo.

Per il suo alto valore artistico ed umano l’evento gode del patrocinato della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Comune di Milano.

Per chi lo desidera, con una donazione aggiuntiva, sarà possibile partecipare al charity dinner che si terrà a Palazzo Clerici in via Clerici 5 a Milano con gli Artisti e Padre Rick.

Per prenotazioni: eventi@nph-italia.org, tel 02 54122917.

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Leo Jenny, da Haiti all’Italia per un intervento chirurgico salvavita.  

16 luglio 2014 — Si è concluso con successo l’intervento di ricostruzione al quale è stata sottoposta la piccola Jenny, 9 anni, rimasta gravemente lesa al bacino (con conseguente menomazione degli organi interni urogenitali) durante il terremoto di Haiti del gennaio 2010, nel quale purtroppo ha anche perso il papà.
L’intervento è stato effettuato la scorsa settimana all’Ospedale Santa Maria degli Angeli a Pordenone dai Dott. Waifro Rigamonti, direttore della chirurgia pediatrica Burlo Garofolo a Trieste e Antonio Garbeglio, direttore dell’ Urologia Azienda Ospedaliera Santa Maria degli Angeli a Pordenone.
La piccola Jenny è arrivata in Italia da Haiti a metà giugno. Dal 2010 la bambina era costretta a vivere attaccata a un catetere con tutte le conseguenze di perdita di autonomia e esposizione a infezioni e patologie, a maggior ragione vivendo in una situazione di miseria in una baracca.
Proprio per tutti questi gravi problemi medici non è mai andata a scuola soffrendo anche una situazione di isolamento. In assenza di strutture sanitarie adeguate in Haiti ha peregrinato alla ricerca di chi la potesse aiutare, finchè è approdata all’Ospedale pediatrico St. Damien, unico pediatrico in Haiti, centro di riferimento dei soccorsi internazionali nell’emergenza terremoto del 2010, dove è stata visitata dal dott. Roberto Dall’Amico, nostro volontario da anni, che si è offerto di accoglierla presso l’Ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone, dove è primario pediatra. Per mesi abbiamo lavorato per ottenere i documenti e visti necessari per il suo viaggio e finalmente Jenny è arrivata in Italia.

Se puoi aiuta JennyClicca qui e dona subito con causale: un aiuto per Jenny

Mariachiara, vicepresidente della Fondazione, con Jenny e sua mamma all’Ospedale di Pordenone.

Jenny è stata accolta con affetto da tutto il reparto ed il meraviglioso staff del dott. Dall’Amico, e dalla rete di volontari e padrini che hanno subito risposto al nostro appello.

Chi di noi è andata a trovarla è rimasto colpita dall’intelligenza di questa bambina e dalla sua vitalità e dolcezza, nonostante sia nata in una baracca e colpita così gravemente dal terremoto.

Jenny con il Dott. Roberto Dall’Amico, primario dell’Ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone e la caposala, Anna.
Emanuela Ambreck, responsabile dei progetti medici per la Fondazione Francesca Rava, ha accolto Jenny e sua mamma nella sua famiglia.
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Grazie di cuore a chi ci ha aiutato a portare Jenny in Italia e a chi vuole continuare ad aiutarla: se potete, aiutateci a realizzare questo nuovo progetto di rinascita, contribuendo con una vostra donazione anche piccola o dedicando un po’ di tempo a Jenny che rimarrà in Italia fino a fine agosto.  La bambina e la sua mamma vivono questo momento con speranza, ma anche, come è normale, con tanta apprensione: la vostra visita sarà sicuramente di conforto e aiuto.
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Questo è il bellissimo messaggio di ringraziamento da parte di Cherline per tutti coloro che stanno aiutando sua figlia Jenny:

È incredibile il dono e la fortuna che mia figlia ha avuto. Le mie preghiere si stanno avverando; nel 2010, dopo il terremoto, ho avuto la fortuna di arrivare all’Ospedale pediatrico NPH St.Damien, dove ho incontrato il dott. Dall’Amico che ha iniziato da allora ad interessarsi al caso di Jenny.

Non ci sono abbastanza parole per ringraziarvi per tutto quello che avete fatto per Jenny e per me: la Fondazione Francesca Rava ci ha accolto con grande affetto, così come tutte le persone che ci sono state vicine lungo tutto il percorso. In questi anni ne ho passate tante ma vedere che ora Jenny sta guarendo è incredibile.

Non tutti potranno avere la fortuna che ho avuto io per mia figlia, chiedo al signore di benedirvi e prego perchè la Fondazione possa continuare a svolgere il suo lavoro.

Prima di arrivare in Italia qualcuno ad Haiti mi ha messo in guardia dicendo che sarei rimasta completamente spaesata, perché le persone non mi avrebbe accolto con affetto. Invece tutto il contrario, ho trovato una famiglia! Non c’è altro da dire, la mia gratitudine è immenso. Non dimenticherò mai questo dono.

Grazie.”

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Questa è la testimonianza di Barbara, volontaria haitiana da anni in Italia, che si è offerta di aiutare ed assistere Jenny e sua mamma.

“Ieri ho visitato Jenny e Cherline ed entrambe stanno bene. Jenny è incredibile per quanto riguarda la sua capacitá di guarigione.

La vedo molto felice e sorridente, quando mi vede mi da sempre degli abbracci così calorosi! Mamma Cherline è molto felice e piena di gratitudine; tra una visita e l’altra mi ha anche raccontato cosa è successo quel terribile 12 gennaio 2010.

Il giorno del terremoto, un giorno come un altro, Jenny stava tornando da scuola con sua mamma. Lungo la strada si divisero: Cherline tornò a casa, mentre Jenny si fermò a casa di un zio del padre per giocare con un cugino.

Il terremoto cambiò le loro vite: subito dopo la scossa, Cherline, nonostante avesse riportato delle ferite su fronte, schiena e gambe, si precipitò da sua figlia e, con l’aiuto di parenti e vicini, riuscì ad estrarla viva dalle macerie. La bambina era rimasta incastrata sotto dei blocchi di cemento ma fu l’unica a sopravvivere in quella casa.

Jenny inizialmente ricevette poche cure; solo la nonna paterna si occupò di lei ed erano sicuri che a breve sarebbe morta.

Cherline mi ha raccontato la miseria e la fatica sopportati in quei giorni e soprattutto il disinteresse da parte degli ospedali locali per il caso di Jenny. La sua fortuna è stata proprio di arrivare all’Ospedale St. Damien.

Cherline è davvero in gamba, parla abbastanza bene il francese e capisce anche qualche parola in italiano. Ieri ho avuto l’occasione di incontrare le altre volontarie che la stanno aiutando e ho visto quanto affetto nutrono per Jenny e sua mamma e vice versa. Si trovano molto bene qui, ovviamente sentono la mancanza della loro famiglia ma non sono tristi.”

Barbara

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Per avere maggiori informazioni o dare la vostra disponibilità, scrivete a emanuela.ambreck@nph-italia.org oppure chiamate lo 02.54122917.